Musica musica musica!!!

Forse quasi tutti m’avrete sentito dire qualche volta che mi sarebbe tanto piaciuto essere un musicista; oppure, a volte, per scherzo, che avrei dovuto fare la rock-star. Ebbene, io ho sempre rivendicato il mio totale asservimento alla musica.

Come diceva Nietzsche (prima o poi dovrò dedicargli un intero post!), «grazie alla musica le passioni godono di se stesse» (Al di là del bene e del male, aforisma106). Ma nella musica non vedo solo questa fondamentale componente. (Ed evidentemente neanche Nietzsche vi vedeva solo questo; basterebbe solo riflettere sull’originario titolo La nascita della tragedia dallo spirito della musica.  Ma il discorso non si ferma qui. Spero di parlarne meglio nel post che gli dedicherò, se mai lo farò!).

Forse sono troppo legato a certi canoni interpretativi romantici o idealistici, alla Hegel o alla Schopenhauer. Per il primo la musica caratterizza l’arte romantica, l’ultima fase del dispiegarsi artistico dell’Assoluto; ma proprio perché la musica è la meno sensibile delle arti, tende a travalicare i limiti del sensibile e si spiritualizza; perciò l’Assoluto cerca altre forme attraverso cui esprimersi: la religione e, poi, la filosofia.

Per il grande Arthur Schopenhauer, invece, la musica è la riproduzione della stessa Volontà, è rivelazione della Volontà a se stessa e per questo ci consente di squarciare il velo di Maya, di guardare in faccia la realtà e, come una catarsi, ci libera e ci consola.

Io amo tutta la musica. Conosco anche le teorie musicologiche più recenti, ho studiato un po’ di semiologia musicale e su Sitosophia ho brevemente cercato di comprendere, attraverso esempi di ascolti di musica contemporanea, come il cervello e la mente siano necessariamente connessi alla realtà. (Potete leggerlo qui)

Ascolto di tutto. Vi dico solo che i miei ascolti più recenti sono tante composizioni per pianoforte di John Cage (cara Luisa, vorrei fartene ascoltare una che si chiama Ophelia), poi Claudio Lolli con Ho visto anche degli zingari felici, i Tool con Lateralus (contagiato da Giangi e Davide), tanti album del mio adorato Rino Gaetano, un concerto per violino di Stravinskj ed alcuni concerti per pianoforte dell’insuperabile Mozart.

Ora, a questo proposito, credo che Kierkegaard ci abbia pianamente azzeccato quando ci dice che «col suo Don Giovanni Mozart entra nella piccola schiera degli immortali, il cui nome non sarà mai oscurato dal tempo, perché l’eternità li ricorda» (S. Kierkegaard, Don Giovanni, Mondadori, Milano 1981, pag. 48); e ancora, «col suo Don Giovanni egli è posto al di sopra di tutti» (ivi, pag. 51). Tutto questo perché tale opera è l’opera musicale assoluta, giacché «nella musica vi possono essere molte altre opere classiche, ma c’è un’opera sola della quale si può dire che la sua idea è assolutamente musicale, così che la musica non vi entra come accompagnamento, ma come manifestazione del suo essere più profondo» (ivi, pag. 58). Ebbene, tale opera è, appunto, il Don Giovanni di Mozart. Io concordo in pieno; forse in altre opere ci sono temi musicali più belli (come in Mozart stesso forse nelle Nozze di Figaro); forse altre manifesteranno di più la pienezza e lo slancio etico-filosofico (penso a Beethoven e a Wagner); forse la perfezione matematica e la bellezza più celestiale si mostrano di più per esempio in Bach. Ma è il concetto stesso della musica che nel Don Giovanni viene espresso musicalmente.

E senza contare che quest’opera è la prima opere psicologica (nel senso più alto del termine) che sia stata scritta. E si può rintracciare il momento preciso in cui questo avviene: «Di fronte al Commendatore giunto a cena, nel finale dell’atto secondo, Don Giovanni ostenta sicurezza e inappuntabile signorilità ([di fronte alla statua parlante egli dice:]“Non l’avrei giammai creduto, / ma farò quel che potrò”): nulla, sia nel testo verbale, sia nelle prescrizioni sceniche, attesta che egli ne sia spaventato. Ma in realtà gli spettatori e gli ascoltatori del Don Giovanni non hanno mai avuto dubbi in proposito: anche se non lo fa vedere, anche se sa dominarsi, Don Giovanni è estremamente spaventato. […] Da chi l’hanno saputo? Da Mozart, naturalmente, che alle spavalde parole del suo personaggio sottopone, a mo’ di smentita, le sinistre sincopi dei violini. […] Per dirlo con una formula: Mozart ci fa sentire ciò che Don Giovanni non dice né mostra». (L. Zoppelli, L’opera come racconto, Marsilio, Venezia 1994, pag. 11).

E che dire? Meraviglioso! Per la prima volta la musica ci fa sentire i sentimenti nascosti dei personaggi. Cade la formalità e la verbosità di un mondo non solo musicale, ma anche culturale e sociale.

Ad ogni modo, scusate la lunghezza, ma quando parlo di Mozart non mi so trattenere!

Comunque, vi stupirà sapere che l’altra mia grande passione è nientemeno che Jimi Hendrix! Ascolto spesso tutti i suoi album (che poi non sono altro che tre registrati in studio ed uno live; gli altri sono rimasugli raccolto dopo che morì). Quando sento cominciare Purple Haze o Vodoo Chile (Slight return) mi sento vibrare tutto il corpo; credo che la sua musica sia, oserei dire, orgasmica!

E basta, che altro aggiungere? Beh, vi invito a qualcuna delle scampagnate che sono solito organizzare; mi potrete trovare con una bottiglia di vino a fianco (ed una in corpo) che massacro la mia chitarra urlando La locomotiva di Guccini. Ogni volta che sono ubriaco, chissà perché, canto sempre quella!

Bene, vi aspetto tutti con la mia chitarra! È una minaccia! Ahaha!

6 pensieri su “Musica musica musica!!!

  1. …oooooh…di musica si potrebbe star a parlarne e a scriverne per ore, ed ore, ed ore. La musica è tutto. Musica è vita. E che nessuno dica il contrario: dovrebbe trovarmi delle motivazioni convincenti.
    Personalmente (conoscendo un pochettino la tua sensibilità) ti suggerirei alcuni ascolti, ma immagino che molti tu li abbia già nelle orecchie, nel cuore e nella mente:
    Bach, la Passione secondo Matteo; non esiste un linguaggio per poterne parlare.
    Mozart, il Requiem…dove l’ispirazione e la forma si fondono in suono, mentre già la forma va rompendosi verso le dilatazioni e le tensioni del Romanticismo.
    Chopin: le ballate mettono insieme magicamente la tradizione popolare polacca e quella colta europea…oltre che una insuperabile bellezza.
    Heitor Villa-Lobos, musicista brasiliano di primo-metà novecento, ha scritto molta musica per chitarra di qualità e bellezza uniche (i Preludi e gli Studi…te li passerò!), ma anche molta musica da camera come le Bachiane Brasileire (soprattutto la quinta, per violoncelli e voce di soprano: la registrazione “La Voce Del Padrone” vede la meravigliosa victoria de los angeles, diretta dallo stesso compositore).
    ….ma anche Alanis Morissette (“jagged little pill” e “supposed former infatuation junkie”), Bjork (“medulla” è struggente e ipnotico), Muse (i primi due album sono unici…l’ultimo no, no, no…), Bandabardò e ModenaCityRamblers…che dire…sai benissimo che anch’io adoro urlare sopra ad una chitarra!!!! ;)

    Scusa la prolissità del post, ma l’argomento mi coinvolgeva troppo per non coglierlo come una sorta di invito :) Prima o poi ne parleremo meglio io e te, caro Cateno…queste sono solo le cose che mi sono venute in mente ora e di getto!

    “Don’t forget to keep that smile on your face”

    Francesca

  2. “La passione secondo Matteo” di Bach lo ascoltata a lungo e la trovo sublime, tragica, bellissima.
    Il Requiem di Mozart mi commuove fino alle lacrime ogni volta che lo ascolto.
    Chopin una volta conosciuto non lo si abbandona più; l’ho ascoltato quasi tutto!
    Heitor Villa-Lobos non lo conosco, ma cercherò di provvedere.
    La Morissette non mi piace molto. Bjork non l’ho mai sentita e dei Muse conosco solo qualche canzone che però mi piace parecchio.
    Beh, poi, come sicuramente ti ricordi, abbiamo anche cantato assieme Bandabardò e MCR!
    Un abbraccio Fra; grazie del commento denso e appassionato!

  3. tempiuccio, qua siamo tutti felici per la tua nuova passione per i tool, però non puoi limitarti solo a lateralus..

    provo ad invogliarti ad aenima..
    si può considerare che tutto l’esoterismo sia una grande minchiata, si possono non condividere i pensieri sulle droghe e sulla psicadelia che stanno alla base, ma non si può non subire il fascino di un testo come questo..

    Dreaming of that face again.
    It’s bright and blue and shimmering.
    Grinning wide
    And comforting me with it’s three warm and wild eyes.

    On my back and tumbling
    Down that hole and back again
    Rising up
    And wiping the webs and the dew from my withered eye.

    In… Out… In… Out… In… Out…

    A child’s rhyme stuck in my head.
    It said that life is but a dream.
    I’ve spent so many years in question
    to find I’ve known this all along.

    “So good to see you.
    I’ve missed you so much.
    So glad it’s over.
    I’ve missed you so much
    Came out to watch you play.
    Why are you running?”

    Shroud-ing all the ground around me
    Is this holy crow above me.
    Black as holes within a memory
    And blue as our new second sun.
    I stick my hand into his shadow
    To pull the pieces from the sand.
    Which I attempt to reassemble
    To see just who I might have been.
    I do not recognize the vessel,
    But the eyes seem so familiar.
    Like phosphorescent desert buttons
    Singing one familiar song…

    “So good to see you.
    I’ve missed you so much.
    So glad it’s over.
    I’ve missed you so much.
    Came out to watch you play.
    Why are you running away?”

    Prying open my third eye.
    So good to see you once again.
    I thought that you were hiding.
    And you thought that I had run away.
    Chasing the tail of dogma.
    I opened my eye and there we were.

    So good to see you once again
    I thought that you were hiding from me.
    And you thought that I had run away.
    Chasing a trail of smoke and reason.

    Prying open my third eye.

  4. “Prying open my third eye.
    So good to see you once again.
    I thought that you were hiding.
    And you thought that I had run away.
    Chasing the tail of dogma.
    I opened my eye and there we were”

    Belli, bellissimi!
    Aenima ce l’ho; tempo fa avevo cominciato ad ascoltarlo e mi piace. Ma dovrei ascoltarlo ancora, più in profondità.

  5. Io ho la loro discografia completa e ne apprezzo ogni disco. Secondo me Aenima e Lateralus sono dei veri capolavori.
    Per entrambi, dunque, vale che non si finisce mai di ascoltarne una parte nuova, inedita.
    A presto,
    Triad

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