Bimbi e Kingsley

Che bello! Una persona che stimo tanto, colta (caso più unico che raro a Regalbuto) ed estremamente sincera mi ha detto stamattina che sono la persona più amata dai bimbi di Regalbuto! Vabbè, l’affermazione non è da prendere proprio alla lettera, però detto dal padre di due vivacissime ed intelligentissime bimbe è un grande onore! Spero davvero di meritare tutto ciò e di continuare ad essere un punto di riferimento per questi piccoli che davvero hanno tanto bisogno di qualcuno che sia un esempio di socialità, gentilezza, cortesia, divertimento, pensiero. Capitemi, non è che dica ch’io lo sono, ma almeno ci provo! Provo a prendere il meglio di me ed a dire loro: «Vedete le poche cose buone che ho? Bene, vorrei che vi potessero servire in un qualche modo!». Per il resto, beh, forse apprendo più io da loro! :-P

 

Ma andiamo a noi… Tra le tante notevoli segnalazioni ed i tanti argomenti sfiorati al caffè filosofico con Raciti (e che è segnalato anche sul suo sito) c’è stato anche Peter Kingsley. Costui si è occupato in particolare di Parmenide, cercando di scoprire il “vero” Parmenide, a discapito delle costruzioni razionalistiche ed astratto di cui viviamo. Già sapete cosa io pensi riguarda Parmenide, in quanto ne ho scritto in questo mio post.

Ad ogni modo, in questa pagina del suo sito troverete qualche breve notazione su Parmenide ed Empedocle. Per comodità, ne riporto qualche stralcio della traduzione che ne ho fatto coadiuvato dai preziosi consigli dell’instancabile e mio caro amico Davide Dell’Ombra.

Così dice Kingsley:

 

« Parmenide nacque più di duemilacinquecento anni fa e visse nell’Italia del sud. Oggigiorno è famoso come il fondatore del razionalismo occidentale – come il “padre” della logica. Sempre, dai tempi di Platone ed Aristotele, il suo ruolo nella semina della cultura occidentale è stato considerato essenziale.

Ma Parmenide non era proprio un logico. Ed il suo insegnamento era lontano dal razionalismo. Egli descrisse come gli sia stata data tutta la sapienza che insegna da una dea dopo aver viaggiato per incontrarla in un altro mondo. Ciò perché egli era un sacerdote di Apollo specializzato nel controllo degli stati di coscienza alterati: per lui, il nostro mondo familiare era un’illusione che poteva lasciarsi alle spalle e rientrarci a piacimento. Ed egli era un taumaturgo – un guaritore che operava attraverso l’estasi, attraverso l’ispirata interpretazione dei sogni, attraverso l’immergere se stesso e gli altri per lunghi periodi di tempo in assoluta quiete immota.

Come per la “logica” che introdusse nel mondo occidentale, questo non era un qualche arido esercizio intellettuale. Era nientemeno che un dono degli dèi che, quando compreso bene e applicato nella vita quotidiana, aveva il misterioso potere di ricondurci agli dèi. […]

Tra loro, Parmenide ed Empedocle, giacciono i fondamenti più basilari per il mondo e la cultura in cui adesso viviamo. Ma con il passare del tempo abbiamo dimenticato chi erano. La verità sulla reale natura dei loro lavori è stata negletta, distorta, ignorata – trasformata proprio in un’altra di quelle vuote illusioni da cui essi stessi provarono a liberarci.

Non c’è nulla di accidentale nel fatto che noi in Occidente siamo affamati di un qualche vero senso delle cose e reclamiamo a gran voce qualcosa che, a dispetto di tutta la nostra apparente sofisticazione e successo materiale, noi non siamo più stati capaci di nominare. Questa nostra civilizzazione occidentale è stata creata per uno scopo. Fino a che non cominceremo a scoprire di nuovo quello scopo, le nostre vite saranno senza significato. A meno che non tocchiamo le nostre radici e ci mettiamo in contatto nuovamente con l’essenza del nostro passato, non possiamo avere futuro».

 

Vabbè… Prima di lasciarvi, dico che ho completato proprio stamattina la recensione su quel libro su Antonio Vallisneri e che sto lavorando ancora a quella raccolta di proverbi e modi di dire. Per quanto riguarda, invece, le foto di quel compleanno, beh, mi sarà difficile metterle sul blog, ma farò qual che potrò! A presto, o miei assidui e pazienti lettori!

2 pensieri su “Bimbi e Kingsley

  1. Carissimo Cateno, hai fatto davvero un bellissimo lavoro (appunto – nello “stile di Raciti”) con la tua traduzione (è stato un piacere darti qualche suggerimento).
    E sono sicuro – sicurissimo – che meriti appieno l’epiteto regalbutese.
    A presto,
    Davide

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