Io Tempio sono un Greco

Uhuhuh! (Che non significa niente ma m’è venuto così!)

Caspita caspita caspita! Ho tanto da scrivere e non so da dove incominciare! Ed allora mi rifugio nella mera cronologia!

Oramai, dunque, due settimane fa ho trascorso un bellissimo fine settimana nei pressi di Pantalica. Un luogo stupendo! Lungo lo snodo di due fiumi si stende una vallata eccezionale per alberi, uccelli, un’eco straordinaria (come mai avevo udito in vita mia) e infine le affascinanti necropoli e l’Anaktoron che è questo (certo, almeno quel che ne rimane):

anaktoron

E vorrei anche almeno citare i nomi delle splendide persone che erano con me (che poi sono tutti capi scout del mio gruppo): Vittorio e Marcella (coloro che mi traviarono allo scoutismo), Francescuzza (sempri idda!), Maria, Angelo, Maria Concetta, Angela, Pina (na “pessi ‘i babba”!), Antonio (chi sei?); e quindi i bimbi, fantastici bimbi: Davide (Davidonzolo), Luca (nano atomico), Erika (la mia gattina) e Giovanni (il castorino).

Visitare quei luoghi in concomitanza con lo studio della storia greca è stato davvero emozionante! E proprio di storia greca vorrei parlare. Ho sostenuto l’esame proprio giovedì pomeriggio. Mi sono appassionato, ho cercato di imparare bene tutto, forse nell’assurda pretesa di imparare ogni singola pagina con annessi nomi e date. E che dire! Mi sono letteralmente innamorato di questo mondo “altro”, di quei personaggi colti e dall’indubbio carisma, dalla mente che si congiunge alla bellezza dei loro corpi. Mi sono innamorato in particolare di Alcibiade e di Epaminonda (ma anche di Sparta arcaica): persone capaci di reggere le sorti di intere comunità, di morire combattendo, di vivere agonisticamente.

Alcibiade praticamente sintetizza gran parte del mondo greco: Ateniese, amico o, meglio, compagno di Socrate, oligarchico prima, democratico poi, mostra la perenne tensione greca verso occidente con una spedizione in Sicilia da cui viene richiamato per essere processato; fugge allora a Sparta, dove non solo riesce ad essere bene accolto da una società sempre sospettosa nei confronti degli stranieri; e non solo consiglia loro di inviare Gilippo in Sicilia, mossa che permetterà la resistenza di Siracusa e la vittoria spartana sulla flotta di Atene; ma riesce pure ad avere rapporti intimi con la regina (tant’è che si sospetterà che l’erede di Agide II sia in realtà il figlio di Alcibiade); non contento, si reca dai persiani spingendoli favorevolmente ora verso Atene, ora verso Sparta. Torna ad Atene ed alla guida della flotta sconfigge gli spartani e viene accolto da trionfatore, come fosse un re! Manco un anno dopo, una sconfitta di poco conto del suo comandante in seconda determinerà la cacciata definitiva di Alcibiade che infine sarà ucciso a tradimento dai Persiani. Ragazzi, un eroe! Era tutto in mano sua!

Epaminonda, invece, fu il genio politico e militare che mise fine al mito dell’imbattibilità della falange oplitica spartana. Tra Leuttra (371 a. C.) e Mantinea (362 a. C.) sconfisse ripetutamente gli spartani e perdipiù arrivò a calpestare impunemente il suolo della Laconia, giungendo fino alle mura di Sparta. Morì combattendo a Mantinea. Il suo esercito aveva praticamente già vinto, quando una lancia lo trafisse; dopo una breve agonia, spirò e la battaglia cessò senza formalmente senza vincitori né vinti.

Mah! Non mi dilungo oltre, altrimenti parlerei ancora un bel po’ di Lui: Alessandro III di Macedonia.

Procedendo, invece, accennerò brevemente alla lezione del Dott. Di Spazio. Per adesso dirò solo che è si inseriva nel corso che Biuso sta tendendo per la Scuola Superiore Catanese e che è stata strepitosa. Mi riservo di parlarne meglio quando leggerò questo suo libro che dovrebbe arrivarmi a giorni.

Inoltre, da venerdì mattina fino ad oggi alle 13 sono stato in uscita coi miei lupettini. Perciò immaginate: giovedì pomeriggio l’esame, difficilissimo, di storia greca; venerdì mattina dovevo partire coi lupetti; e perciò dovevo sia studiare tanto che preparare questi giorni coi piccolini! È stata veramente dura!

Infine, la musica: ultimamente, giacché ne ha accennato Raciti, mi sono dato all’ascolto di Lou Reed, per adesso degli album Transformer e Berlin. Eccezionale, cupo, catartico, lirico, ironico! Conoscevo solo qualche canzone, ma devo dire che lo sto apprezzando parecchio; soprattutto l’album Berlin, credo sia uno dei capolavori della musica.

Bene, congratulandomi e ringraziando la pazienza di chi ha letto fino a qui, spero di tornare a scrivere presto, magari cose più interessanti!

 

 

7 pensieri su “Io Tempio sono un Greco

  1. Caro Cateno,
    grandi sensazioni desti nel mio animo non appena esso sente l’ardore e l’ardire di personaggi che ancora studio per l’esame di martedi. Che gioia! Grazie anche per il ripasso che mi hai offerto. La storia greca è la disciplina storica più bella e avvincente che abbia studiato, forse anche più delle tante storie della filosofia…
    Ammetto, però, che questo si deve molto a un grande storico come Domenico Musti. Ne parlerò in un articolo nel mio sito a breve: appena darò la materia!
    A presto, amico spartano.
    Davide

  2. Caro Davide spendi parole tanto generose per la storia greca perchè forse non hai gustato le gioie che sole possono dare le storie della storiografia (da leccarsi i baffi!). Quanto a te Cateno, come è candida la tua anima che non sospetta una feroce meschinità nel comportamento di personaggi come Alcibiade! O forse sono ingenuo io che non ho capito che tu indevi eleggere ad esemplare modello di vita l’opportunismo e il cinismo?
    Antonio

  3. Mi permetto di direr la mia: Alcibiade sarà stato opportunista, ma devi ammettere che ad Atene lo avevano davvero umiliato per ben poco: io dico – quando rileggo q

  4. Io credo che la questione non sia l’opportunismo o meno di Alcibiade, quanto l’abilità del medesimo, l’eroismo o, meglio, il titanismo (senza alcuna accezione romantica). Lo spirito agonale di Alcibiade (che pare ovunque andasse camaleonticamente primeggiasse) è davvero esemplare della grecità. E poi, pare che all’inizio gli stesse davvero a cuore la polis ateniese; difatti quando si schierò con Sparta disse di voler punire non la patria ma i propri nemici; gli approfittatori semmai sono questi ultimi, i quali, perdipiù, non hanno le qualità militari e politiche di Alcibiade.
    Ma ti ripeto, la “ragion di stato” (se così possiamo chiamarla) è sempre una ragione di interesse. Essa non c’è mai stata, se non in coloro che si identificano con lo stato (anche a Sparta, in fondo, gli Spartiati agiscono nel loro interesse che corrisponde a quello della polis; ma da notare che i greci non parlavano mai di Atene, Sparta, Tebe; bensì di ateniesi, spartani, tebani).
    Ad ogni modo, ripeto che di Alcibiade ammiro l’essere crogiuolo di cultura, bellezza, lotta, intelligenza, indomabilità. Elementi che già presi singolarmente non si trovano in nessun uomo politico italiano dei nostri tempi. Figurati tutti assieme.

  5. 6 sulla soglia del suicidio?????? ma te 6 mai fatto una bella risata cn gli amici??? hai mai bevuto un buon bicchiere di vino???? hai mai fatto danno cn degli amici??? Ascolta cateno… prendi la vita con più leggerezza… nn essere pesante!!!!!!!!!! VIVI… VIVI…. VIVI… DIVERTITI A VIVERE!!! LA VITA è PER ESSERE è FATTA VISSUTA!!!! by the wall

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