Who’s Michael Robartes? (Ovvero le fasi della Luna)

Parafrasando una battuta, potremmo dire che esistono persone che non esistono.

Michael Robartes è una di queste. Egli è un mago; la sua sapienza, che gli permette di tracciare magiche forme, porta ad illustrare le ventotto fasi della luna. Le prime quindici portano al plenilunio (quindicesima fase) in cui non si dà vita umana, giacché è la fase della perfezione, della bellezza assoluta e della completa soggettività; dopo di che la luna decresce e chi ha la culla (la nascita e la vita o il momento dell’esistenza) in queste fasi successive è in un processo di decadenza, tant’è che le ultime si approssimano alla deformità fisica e mentale, di cui sono esempio le figure del gobbo, del santo e dello stolto (o idiota). Dopo la ventottesima fase si determina una reincarnazione o una rigenerazione; la luna estingue la sua luce, ci troviamo al novilunio. Tutto e buio, è il momento opposto alla quindicesima fase; chi è in questa situazione non ha cognizione del bene e del male, è deforme o addirittura informe.

E di nuovo, dopo questa fase, la luna ricomincia a crescere.

Questa affascinante dottrina esoterica è frutto delle riflessioni e dell’opera di un poeta di cui in una conferenza del 1940 tenuta all’Abbey Theatre di Dublino T. S. Eliot disse:

«È uno di quei pochi la cui storia è la storia del proprio tempo, e che fanno parte della coscienza di un’epoca che, senza di loro, non può essere capita.»

yeatsSto parlando di William Butler Yeats. La raccolta poetica I cigni selvatici a Coole è una meraviglia di rara bellezza e profondità. In un crescendo (che trova rari tratti infelici) veniamo coinvolti e trascinati dalle malinconie di chi si scopre anziano e vorrebbe godere delle passioni giovanili, alle riflessioni sulla grazia, sulla guerra (siamo nel torno d’anni della Grande Guerra) e sulla morte, finendo alla pervasiva ed ampia spiegazione delle fasi della luna in cui trova posto la storia e la vita dei singoli individui.

Nel 1917 Yeats sposò questa bella donna:

 georgie

Georgie Hyde-Leeds, giovane, bella e con doti medianiche. Ella lo aiuterà a sistematizzare le sue intuizioni, che vedranno luce in Una visione.

La fasi della Luna è la sestultima poesia della raccolta citata sopra. È un dialogo, un canto a due, in cui Micheal Robartes spiega la dottrina (per cui scopriamo che Nietzsche appartiene alla dodicesima fase, assieme ad Achille, perché questa è la fase dell’eroe). Giunti alla quindicesima:

 

All thought becomes an image and the soul

Becomes a body: that body and that soul

 

Too perfect at the full to lie in cradle,

Too lonely for the traffic of the world:

Body and soul cast out and cast away

Beyond the visible world.

[Tutto il pensiero diventa un’immagine e l’anima

diventa un corpo: quel corpo e quell’anima

troppo perfetti al plenilunio per giacere in culla,

troppo solitari per il traffico del mondo:

corpo e anima espulsi e cacciati

oltre il mondo visibile]

(W. B. Yeats, The Phases of the Moon, vv. 58-63, in I cigni selvatici a Coole, BUR, 1989, pag. 182)

 

Le ultime tre fasi, come dicevo, hanno come figure il gobbo, il santo e lo stolto. Difatti, prima dello straordinario componimento conclusioni abbiamo: The Saint and the Hunchback (Il Santo e il Gobbo), Two Songs of a Fool (Due canti di uno stolto) e Another song of a Fool (Un’altra canzone di uno stolto).

Di queste tre mi piace citare la prima, fosse solo perché è nominato un ‘briccone, furfante o birbante’ a me molto caro. Il Gobbo è colui che, potremmo dire, vive una costante hybris; cerca sempre la grandi azioni solo per il gusto di sentirsi grande, senza poi averne l’effettiva capacità. Il santo (due esempi sono Pascal e Socrate) è il penitente, colui che si batte il petto per sentirsi il peggiore degli uomini: non sa nulla, non fa nulla, non è nulla.

Il Gobbo, dunque vuol essere benedetto, perché ha perduto la fama e perché la sua deformità gli ha impedito di essere grande come un Cesare. Il Santo benedice e si flagella per estirpare

 

Greek Alexander from my flesh,

Augustus Caesar, and after these

That great rogue Alcibiades.

 

[Il greco Alessandro dalla mia carne,

Cesare Augusto e dopo questi

Quel grande briccone di Alcibiade]

(W. B. Yeats, The Saint and the Hunchback, vv. 10-12, in ivi, pag. 190)

 

Ecco che risalta fuori quel simpatico birbante di Alcibiade (di cui mi sono occupato in quest’altro post) a cui il gobbo, di rimando, più ancora che agli altri offrirà la sua gratitudine.

E giungiamo infine ai versi che chiudono la raccolta. Tale componimento si intitola The double Vision of Michael Robartes (La duplice visione di Michael Robartes). La visione è duplice, perché il mago è attratto ad un tempo dal plenilunio (il bagliore, la luce, la perfezione) e la luna nuova (l’oscurità, l’informe); da immagini più morte della nostra morte e banalità del pensiero. Interessante è anche notare ciò che Yeats scriverà quasi vent’anni dopo a Dorothy Wellesley:

«Incomincio a vedere le cose doppie – raddoppiate nella storia, nella storia mondiale, nella storia personale. In questo momento […] il pensiero sta per essere unificato quasi ciò fosse il proprio atto libero, e l’ombra [del nazismo] nella Germania e altrove è un tentativo di unità forzata».

E dunque, il poeta in quei versi ci narra la visione improvvisa di una sfinge (simbolo dell’intelletto) e di un Buddha (simbolo dello spirito). La loro antitesi pare hegelianamente superata da un’altra apparizione:

 

And right between these two a girl at play

That, it may be, had danced her life away,

For now being dead it seemed

That she of dancing dreamed.

 

[E proprio tra questi due una fanciulla danzava,

che, forse, aveva danzato a lungo nella sua vita,

perché adesso essendo morta sembrava

che sognasse di danzare].

(W. B. Yeats, The double Vision of Michael Robartes, II, vv. 21-24, in ivi, pag. 200).

 

La visione dei tre compie il prodigio. Sebbene ciascuno pare disinteressarsi degli altri, le loro tre azioni congiunte operano addirittura sul tempo, giungendo ad essere pura immagine, morti eppure in carne e ossa:

 

In contemplation had those trhee so wrought

Upon a moment, and so stretched it out

That they, time overthrown,

Were dead yet flesh and bone.

 

[Nella contemplazione quei tre hanno così operato

su un attimo, e l’hanno così dilatato

che essi, rovesciato il tempo,

erano morti eppure in carne e ossa]

(W. B. Yeats, The double Vision of Michael Robartes, II, vv. 45-48, in ibidem).

 

La danza pare colmare per Yeats i vuoti che il trascorrere del tempo inevitabilmente crea. Anche in una precedente poesia della raccolta ci aveva lasciato questo insegnamento, col quale vi lascio anch’io:

 

And learn that the best thing is

To chang my loves while dancing

And pay but a kiss for a kiss.

 

[E imparare che la miglior cosa è

cambiare i miei amori danzando

e non pagare altro che un bacio per un bacio]

(W. B. Yeats, The Collar-Bone of a Hare, vv. 6-8, in ivi, pag. 86).

4 pensieri su “Who’s Michael Robartes? (Ovvero le fasi della Luna)

  1. Per me che conoscevo già la poetica di Yeats, è stato un enorme piacere leggere un post scritto così bene. Complimenti Cateno, hai saputo coglierne pienamente l’essenza… Athena!

  2. ABUSO DI POTERE E VIOLENZA DI STATO!

    Il comandante e i suoi fedeli proseguivano a legittimarlo, nonostante di essere illegale, ma grazie ai magistrati che mi perseguitavano, perché sono vicini ai servizi segreti. Legittimavano violenza di stato e i suoi derivati sotto i riflettori come si faceva da 18 anni senza nessun motivo fondato, tranne la follia fascista e razzista che dilaga in Italia, che rischia d’essere la bestia nera del mondo occidentale, perché è rimasta ostaggio del suo passato autoritario e poco trasparente come si poterebbe constatare in questa storia! Non credo che gli stranieri si permettendo di degradarsi per fare la caccia agli immigrati italiani,segarli e complicarli la vita come facevano alcuni in Italia,ma potrebbero trascurali a livello sociale.
    La conseguenza della stupidità dei furbi!

    La “conseguenza di violenza di stato e i suoi derivati” era devastante per me a livello personale, ma nello steso tempo era distruttiva per il sistema privato dei…

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