Archivi del mese: dicembre 2009

Ha tentato.

Non mi piace addentrarmi nel fetidume dell’Attuale. In esso si mostra appieno tutta la pochezza e la miseria in cui siamo, sempre e dovunque, immersi. Gesti dappoco, alla portata di tutti, senza alcuna meditazione sul prima e sul poi (forse l’oblio necessario all’azione?), verranno spacciati come eventi storici decisivi. Guardare oltre il quotidiano dà l’illusione della grandezza, del gesto che si stacca dal comune andazzo senza importanza che ha l’ordinario svolgersi del teatrino giornaliero; del gesto che diventa storia. Il clima teso, l’atmosfera dei giorni non è meno che niente. A volte le cose accadano, altre volte no. Un omicidio scatena una guerra mondiale. Era nell’aria, si dice. L’omicidio attuato da un nazionalista può sostenere il peso di milioni e milioni di morti?
Commentando altri post sull’argomento più attuale,  ho detto che gli attentati falliti non portano mai a nulla di buono. Probabilmente è vero. La domanda che mi sorge e che credo più pregnante però è un’altra: l’attentato è sempre da condannare? Vi sono dei casi in cui l’attentato è ammissibile o addirittura necessario?
L’attentato è il tentativo di ledere o uccidere qualcuno in maniera del tutto illegale (non è una precisazione ovvia) in nome di una rivendicazione politica (o religiosa; ma è uguale). La domanda che mi pongo è questa: quando è lecito un attentato? La risposta, ovviamente è: mai. Un attentato è per forza oltre la liceità. Perché l’attentato è sempre contro l’ordine (politico) costituito. E la liceità è stabilita dall’ordine politico; l’ordine politico stabilisce l’ordine delle cose. L’attentato tenta di sconvolgere questo ordine della cose; è oltre la logica di queste cose. Non è illogico; segue una logica diversa. Lo scontro è tra logiche; giammai tra l’illogico e la logica.
Berlusconi segue una logica diversa da quella democratica. La democrazia, a rigor di logica, non contempla la risoluzione violenta dei conflitti. Probabilmente la logica berlusconiana, essendo oltre la democrazia, contempla l’attentato.  Vista così non farebbe una piega: siamo al paradosso per cui in questo caso l’attentato sarebbe lecito, poiché Berlusconi tenta di sottrarsi alle logiche democratiche. Nella sua logica, l’attentato non è fuori luogo.
Concludo dicendo che probabilmente non sarei capace di un’azione del genere. Tuttavia, mi trovo d’accordo con quanto scrisse Jünger:

Facciamo l’ipotesi di una città o di uno Stato in cui sia presente un numero, sia pure esiguo, di uomini veramente liberi. In tal caso la violazione della Costituzione si accompagna a una notevole dose di rischio, suffragando così la teoria della responsabilità collettiva: la possibilità di violare il diritto è direttamente proporzionale alla misura di libertà che intende intaccare. Per fare un esempio, nell’antica Islanda sarebbe stato inconcepibile un attentato all’inviolabilità o meglio alla sacralità del domicilio, nelle forme in cui esso è avvenuto nella Berlino del 1933, in presenza di milioni di persone, come semplice misura amministrativa. È il caso di ricordare tuttavia almeno una gloriosa eccezione: il giovane socialdemocratico che nell’androne della sua casa uccide a colpi di arma da fuoco una dozzina di cosiddetti “poliziotti ausiliari”. Quell’uomo era ancora partecipe della libertà sostanziale, dell’antica libertà germanica che i suoi nemici andavano celebrando a parole. Non l’aveva certamente appreso dal programma del suo partito. In ogni caso, non era certo uno di quelli di cui Léon Bloy ha detto che corrono dall’avvocato mentre gli stanno violentando la madre. (Ernst Jünger, Trattato del ribelle, Adelphi, Milano 1990, p. 103)

Correre dietro all’avvocato mentre gli stanno violentando la madre. Non c’è descrizione più efficace della classe politica italiana.

Come marito e moglie.

Da La mia piccola grande Bibbia, Elledici – Il Capitello – Velar, 2009, pagg. 55-56 (un libro per la quarta elementare):

Giuseppe, il fidanzato di Maria, era un uomo giusto, una persona che cercava di comportarsi secondo la volontà di Dio. Questa volta però gli era andata proprio male: Maria, quella ragazza così carina e simpatica con cui era fidanzato e di cui era innamorato pazzo, aspettava un bambino. E lui, Giuseppe, sapeva che non poteva esserne il papà, ne era assolutamente certo! E per di più mancavano soltanto pochi giorni al matrimonio con Maria: la data delle nozze era già stata fissata e tutti si rallegravano di veder vivere nella stessa casa come marito e moglie quella simpatica coppia di sposi.

Convertire e dividere i file Ape in mp3 su Ubuntu

Questo sarà il mio primo e forse unico post che tratta di un qualche tipo di suggerimento o di informazione per chi utilizza Ubuntu. Non sono strettamente ferrato in materia; sono, diciamo, un utilizzatore (finale) medio e che non ha molta dimestichezza, ad esempio, con l’uso del terminale.
Tuttavia, mi sono trovato di fronte all’esigenza di dovere convertire e dividere un file Ape. A quanti di voi è capitato di imbattersi in quest’unica traccia e di esserne oltremodo infastidito? A me è capitato; e ancora mi chiedo che motivo ci sia di unire tutte le tracce per farne una sola, dato che poi le devo ugualmente dividere. Ma toglietemi una curiosità: sono soprattutto i cinesi ad usare questo formato? E perché? Mah!
Come dicevo, non sono molto ferrato nell’uso del terminale, pertanto ho cercato di risolvere graficamente la questione. Considerato che sul web non c’è moltissimo e quello che c’è fa spesso riferimento al terminale, ho pensato di scrivere come faccio io. Dunque, per convertire il file Ape in Mp3 basta il programma Sound Converter (facilmente scaricabile dalla lista del software libero); ci sarebbe anche Sound Konverter (badate bene, con la K), che però ha bisogno di pacchetti in più per riconoscere i file Ape.
Convertito l’Ape in Mp3, avete ancora un’unica traccia. A questo punto, per separare le tracce, potete utilizzare Mp3splt-gtk audio splitter; anche questo lo potete scaricare dalla lista. O altrimenti potete scaricarlo da qui, con libreria annessa.
Se aprite Mp3splt avete questa schermata:

Schermata-mp3splt-gtk 0.5.8a

Per caricare la traccia audio da dividere, cliccate su Browse, in alto a destra. Ora non vi resta che importare il file Cue associato alla traccia che volete dividere. Andate su File e cliccate su importa.
Avviate il tutto ed il gioco è fatto. Semplice, no? ;-)