Convertire e dividere i file Ape in mp3 su Ubuntu

Questo sarà il mio primo e forse unico post che tratta di un qualche tipo di suggerimento o di informazione per chi utilizza Ubuntu. Non sono strettamente ferrato in materia; sono, diciamo, un utilizzatore (finale) medio e che non ha molta dimestichezza, ad esempio, con l’uso del terminale.
Tuttavia, mi sono trovato di fronte all’esigenza di dovere convertire e dividere un file Ape. A quanti di voi è capitato di imbattersi in quest’unica traccia e di esserne oltremodo infastidito? A me è capitato; e ancora mi chiedo che motivo ci sia di unire tutte le tracce per farne una sola, dato che poi le devo ugualmente dividere. Ma toglietemi una curiosità: sono soprattutto i cinesi ad usare questo formato? E perché? Mah!
Come dicevo, non sono molto ferrato nell’uso del terminale, pertanto ho cercato di risolvere graficamente la questione. Considerato che sul web non c’è moltissimo e quello che c’è fa spesso riferimento al terminale, ho pensato di scrivere come faccio io. Dunque, per convertire il file Ape in Mp3 basta il programma Sound Converter (facilmente scaricabile dalla lista del software libero); ci sarebbe anche Sound Konverter (badate bene, con la K), che però ha bisogno di pacchetti in più per riconoscere i file Ape.
Convertito l’Ape in Mp3, avete ancora un’unica traccia. A questo punto, per separare le tracce, potete utilizzare Mp3splt-gtk audio splitter; anche questo lo potete scaricare dalla lista. O altrimenti potete scaricarlo da qui, con libreria annessa.
Se aprite Mp3splt avete questa schermata:

Schermata-mp3splt-gtk 0.5.8a

Per caricare la traccia audio da dividere, cliccate su Browse, in alto a destra. Ora non vi resta che importare il file Cue associato alla traccia che volete dividere. Andate su File e cliccate su importa.
Avviate il tutto ed il gioco è fatto. Semplice, no? ;-)

4 pensieri su “Convertire e dividere i file Ape in mp3 su Ubuntu

  1. Il formato APE è lossless, cioè senza perdita di qualità (ma permette di comprimere i dati anche del 50%). In pratica è una scelta obbligata per la musica classica. ;-)

    P.S. Anch’io ho un mare di roba in quel formato che dovrei convertire per poterla mettere nell’mp3… :-P

  2. Sì, quello lo sapevo; ma poi va a finire che li devi decomprimere lo stesso. Insomma, il tempo che risparmi a caricare e scaricare magari lo perdi a convertire e separare. Una seccatura!
    Anche perché tanto spesso la musica classica ascoltata dalle casse del pc non è il massimo, come abbiamo detto più volte.

  3. Questa del tempo è verissima. Però vedi, fino a non molto tempo fa scaricare 700 MB di roba non era immediatissimo (invero, se ci sono poche fonti, neanche adesso…). Insomma, un senso la compressione lo ha (avuto)…

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