Der Einzige

accolita di rivoltosi

Ecce vita mea


a Tommy David


L’illusione della precisione che afferisce alle seguenti righe non deve fare scordare che ogni autobiografia è una pseudo-autobiografia.Il confine tra inventato e accaduto non è ben chiaro neanche a chi scrive. Chi è nominato non me ne voglia se troverà alcunché di alterato o non corrispondente al vero. Alcune delle donne che ho avuto la fortuna (a scapito della loro) di avere accanto, le ho nominate solo per iniziale, tra l’altro modificandola.
Ovviamente questa autobiografia spicciola è inutile. Ma proprio in ciò si rivela vera: è inutile come la vita che narra.


1983
. Nascitur. Natum est. Ploratus, iniqus. Si nasce. Nacqui. Non feci che feci? Fanculo. Per il resto ho pianto e mangiato.

1986-1989. Già dall’asilum si capisce l’andazzo.
Vile infingardo traditore
s’è giocato in tre anni tutto il suo cuore
così non glien’è rimasto per dopo. Asilum asilum impoliticum; difatti si cagava addosso era impolito. Freud ce l’ha messa nel culo a tutti. Ma si capiva l’andazzo
in tre anni
il terzo anno è risuscitato secondo le
in tre anni di scuola materna ha cambiato tre bambine. Incipit tragoedia.

1990. Cade dal palco ove si tengono i comizi. Un volo implume impenne di 175 centimetri. Cade a testa in giù
la testa la testa
si muove s’arresta
la gente perbene lo crede diverso
si spiega in tal modo il pensiero perverso.
Cadde dal palco, c’era il suo cuginetto Agostino. Cadde perché non trovò l’appoggio del piede o il piede d’appoggio. Bernoccolo sulla fronte, in alto a sinistra, a tuttoggi visibile e riconoscibile e spiegabile e ingannevole e sì così si spiegano tante cose.

1991. Smette di fare i compiti. A otto anni, in terza elementare, capisce che fare i compiti a casa è inutile; da quel momento in poi e fino al liceo la sua occupazione principale sarà non fare i compiti per casa.
Ma andare in campanga
quali compiti, quali doveri,
tra l’erba i fiori le merde di vacche tra i piedi
le merde di vacche non son altro che erba su cui è passato un animale.

1991-1994. Legge assiduamente Topolino; la mamma gli compra anche i primi romanzi. Tra le sue prime letture i Racconti di Poe, Tonio Kröger di Mann e A ciascuno il suo di Sciascia. Prime prove letterarie; scrive poesie per i concorsi scolastici (poesie in rima baciata, mai premiate e firmate assieme a quattro compagnetti che gli affibbiavano); scrive il raccontino La vera storia del Grillo Parlante, nato da un tema assegnato per casa dalla maestra e che egli scrisse in classe mentre la maestra correggeva quelli degli altri. Il raccontino diventa un vero best-seller della scuola elementare. Ma non verrà premiato per beghe maestral-politiche.

1994-1997. Scuole medie inferiori.
L’età delle scemenza in pieno sfogo, cominciano i brufoli
che brutto che bello
comincia ad utilizzare sostanze stupefacenti: nuovi orizzonti gli sono infatti schiusi dalla scoperta della masturbazione e del tastamento di deretani femminile.
Cade col suo scalcagnato Piaggio; si procura una cicatrice orribile sul ginocchio destro. Comincia a giocare a basket. Si rivela il suo talento ciclistico. Si ubriaca per la prima volta a undici anni, in un sanmartino coi parenti. Vomita. Fa la figura del fesso, come sempre.

1997. Si iscrive in un liceo scientifico. Crede che la sua vita sarà tutta votata alla scienza; in particolar modo alla fisica nucleare. La bicicletta diventa un’ossessione; il suo idolo, ovviamente, è Marco Pantani. I datori di nascita gli regalano una bici da strada dal costo di un milione e cinquecentomila lire.

1998. Pantani vince Giro D’Italia e Tour de France; quindi egli decide di uscire con una maglietta gialla.

1999. Va male in latino. Decide di studiarlo; dopo due settimane di studio intenso prenderà dieci in una versione praticamente immacolata. Dieci anche in matematica.
Due dieci cecidui decidui
ma chi? Lui?
ma cosa ma cosa se andremo davanti di dietro
cadremo sbatteremo la testa come quando si cade da un palco a sette anni
Una delle rari occasioni in cui ha pianto: l’esclusione di Pantani dal Giro D’Italia. A correre in bicicletta è rimasto da solo.
In gita vomita sull’autobus, con grande scandalo e schifo degli astanti, alcuni imbrattati.
A dicembre scrive la sua prima poesia dalle scuole elementari. Da qui comincia la sua attività di poeta.

2000. Il 4 aprile, mentre è a scuola, è preso da un attacco incontrollabile di morbillo. Sarà l’inizio dell’ipocondria sfrenata. Al morbillo seguiranno mal di pancia quasi quotidiani, perdita di capelli sulla nuca, tremori notturni, perenne senso di spossatezza, timore di dover ognora morire, insonnia, paura praticamente di ogni simil-capogiro. Vorrebbe avere sempre un medico accanto a sé; non poche volte costringe i datori di nascita a chiamare il medico a tarda sera, perché trema e crede di dover spirare.
Si muore si muore
ma quando? ma presto
ma invece restiamo incostanti sparuti spauriti
incapaci financo a lasciarci crepare.
Nel bel mezzo del suo malessere scopre Nietzsche. La lettura di Così parlò Zarathustra lo rivolta come un guanto. Cammina da solo, non riesce più a stare con gli altri, si convince di dovere a tutti parlare di Nietzsche. Si reca spesso in discoteca con il solo scopo di sedersi in un angolo per importunare con Zarathustra gli eventuali e malcapitati vicini. Gioca a ping-pong e diventa bravino. A settembre conosce P.V., ma non sembra molto interessato. A dicembre muore la sua amica Ketty. Gli passa l’ipocondria.

2001. Durante un sabato di carnevale, ubriaco, si dichiara a P.V. Si fidanza con la suddetta. Il resto è caramelle.
L’amore l’amore
che poi avrei detto
non parlerò d’amore più ad alcuna
ma ognuna ed ognuna ed ognuna ad una ad una
un po’ alla volta fa tante
P.V. P.V. P.V comincia a diventare il suo gesto quotidiano.
Pensa di dedicare il resto della sua vita alla biologia. Poi alla chimica. Si interessa a Kant.

2002. Praticamente vive con P.V. Fa tutto assieme a lei.
Crede che all’università si iscriverà in biotecnologie. Ciò che lo stravolge è lo studio liceale di Hegel. Si farà regalare da P.V. dei libri di Kierkegaard e la Fenomenologia dello spirito di cui ovviamente capisce ben poco.
In gita è a Praga; durante quella settimana non fa altro che pensare a P.V. Sempre a Praga visita una chiesa ove c’è un organo su cui suonò Mozart; rimane a contemplarlo rapito.
Si diploma inspiegabilmente col massimo dei voti, a dimostrare che a scuola non serve far nulla.
In estate, durante una vacanza a Giardini (Me) riscopre Petrarca; ed è subito amore. Impara questi tutto a memoria.
Chiara, fresca, dolce P.V.
candida dolce luna,
degli armerin mosaici tu dal cielo
scrutavi fra la bruna
scrive quasi solo per lei.
Si iscrive all’università di Catania, corso di laurea in filosofia. Conosce Antonio Trovato.
A dicembra viene pubblicato a sue spese un suo libro di poesie, aforismi e stupidaggini. Già il titolo rivela una certa aulica schifezza: Teofania della vita.
Sono gli anni del suo estetismo trionfante. Divora e impara a memoria D’Annunzio e Pascoli.

2003. Ad aprile primi guai con P.V. Una sera egli ode nella sua testa Rex Tremendae dal Requiem di Mozart. Sbornie pazzesche che culminano a san Martino, in una spirale che nel dicembre porterà alla rottura con P.V.
Oimé il bel viso, oimé il soave sguardo
oimé che cazzo dico
non so più manco di che parlo.

2004. Gennaio porta speranza e definizioni. Breve e intensa storia di un mese con C. Rilegge Tonio Kröger. Conduce il carnevale più sfrenato e disperato della sua vita.
Frequenta per un po’ una bionda. Comincia a fumare sigari.
Conosce Alberto G. Biuso e ne frequenta le lezioni. Finalmente qualcuno gli fa capire come si fa filosofia.
A novembre comincia a frequentarsi con la piccola e dolce N.
Scrive un’opera teatrale che tuttora è indeciso o no se dare alle fiamme. Il titolo recita: Il dio passato.

2005. Si affeziona molto a N.
Lucente mentre piove
adolescente
sai d’essere nell’abbagliante nudità l’ho amata
Non riesce manco lui bene a capire perché la lascia, prima a febbraio, mentre nevica, poi di nuovo a maggio.
Eccoci solo ancora
a spalarci la merda di dosso
che cresce e rinasce
come cellule a cellule rimpiazzate.
Segue nuovamente le lezioni di Biuso e ne rimane folgorato; gli chiederà la tesi, precisamente su Heidegger.
Segue anche Giuseppe Raciti; il corso su Max Stirner ed Ernst Jünger costituirà il solido fondamento su cui costruirà il suo orientamento politico.
Pensa a N. Pensa a P.V. In estate cercherà disperatamente e invano di tornare con quest’ultima. Nasce, dalla combinazione di Heidegger e le delusioni amorose, la raccolta filosofico-poetica Poesia dell’essere. Esaltazione ed ebbrezza.
Rifrequenta per un po’ la bionda.
Conosce V., a cui si lega molto.
Smette definitivamente di giocare a basket.

2006. Frequenta B. che, come al solito, lascerà. Pensa di nuovo a N. Insomma è uno stronzo.
Conosce Pina, che diventerà la sua più cara amica e confidente.
Nel frattanto trova il tempo di laurearsi ad aprile: Tempo, esistenza e senso in Sein und Zeit. Relatore: Alberto G. Biuso; co-relatore: Giuseppe Raciti.
Percorre settanta chilometri in bicicletta; torna alle ore 21 e vorrebbe baciare l’asfalto del paese.
Conosce Giovanni Polimeni e si avvicina a Sitosophia.
Si iscrive al corso di laurea specialistico in storia della filosofia, a Catania.
A dicembre nascono le prime poesie della sua nuova, matura raccolta: Disincanti. A quest’epoca risalgono anche i primi racconti.

2007. Presenta Un’ordinata ambiguità di Giuseppe Raciti in uno dei Caffé Filosofici organizzati da Sitosophia. Comincia a formarsi e precisarsi il gruppo di Sitosophia, che egli ribattezzerà Il circolo di Catania: Giovanni Polimeni, Davide Tomasello, Luisa Sampugnaro, Davide Dell’Ombra, Antonio Trovato e lui.
I Disincanti fioccano; tra gennaio e maggio scrive la gran parte della raccolta. Fa tanto sport. Per qualche arcana necessità, sembra che dalla primavera in poi tante donne nutrano interessi per lui.
oh ma le donnnnnnne
che carni che bocche
che voglion che fanno che c’entran con me?
ma poi d’improvviso
avvisatemi almeno
uomo avvisato mezzo cornuto
Telefono fotelonefonentoemmmmmm
Intreccia relazioni segrete. Si innamora.
Cade con la bicicletta, procurandosi una ferita dolorosissima tra la coscia e il gluteo destro. Zoppicherà per quasi un mese.
A luglio, durante una vacanza a Panarea, dà prove istrioniche di essere solo un combinaguai in cerca di rogne e pestaggi.
Ad ottobre comincia a frequentare M., la piccoletta.
A novembre nasce il suo blog: Il vagabondo del pensiero.
A dicembre comincerà la seconda edizione del Caffé Filosofico di Sitosophia; partecipa questa volta in veste di organizzatore. In una notte ubriaca si sancisce il sodalizio con Davide Dell’Ombra e nasce Il Tempio Dell’Ombra.

2008. Riscopre Carmelo Bene e vi si dedica completamente. Tra gennaio e febbraio i suoi goffi tentativi di rimbrottare giovinastri e adolescenti in pubbliche conferenze vengono ripagati con insulti, minacce e ludibrio.
Frequenta ancora M., di cui si innamora. I Disincanti procedono a singhiozzo.
Studiando storia greca rimane affascinato da Alcibiade, che diverrà un suo idolo.
In estate, storica prima cena di Sitosophici, ospitati presso Biancavilla, alle Vigne, da Davide Tomasello.
In autunno partecipa alle manifestazioni studentesche, pensa anche di potersi integrare nel movimento studentesco, ma evidenti incomprensioni e divergenze di fondo ben presto lo allontanano.
Legge Majakovskij e vede rinascere bagliori poetici.
Ad ottobre e dicembre seconda e terza cena sitosophica alle Vigne.

2009. È sempre più difficile narrare il niente. Tutto poteva succedere e nulla è accaduto, se non ciò che ha tolto. L’anno sottrattivo. L’anno piovoso. L’hanno tolto. O
ma che notti
a non dormire e dire e non dire
danzare ma forse pestare
già albeggiava vomitava allucinava.
L’inverno  si segnala per delle strane apparizioni carnascialesche. Ad aprile piove, sotto un ombrello arancione, tra le lentiggini di M. La scoperta di Tristan und Isolde segna un cambiamento nella sua vita; è la percezione delle cose ad essere cambiata. Ogni volta che l’ascolta piange. Maggio da Tommy a Ragusa, coi sitosophici. Per tutta l’estate il Tempio Dell’Ombra furoreggia, in feste e uscite occasionali. Un duo comico così non si vedeva dai tempi di Laurel ed Hardy. A fine agosto la sua fedele compagna decide di amarlo per un mese: la depressione ipocondriaca si impadronisce di lui. Per tutto un mese crede di dover morire da un momento all’altro. Il 17 settembre l’allontanamento con M. Piange per due giorni. Finisce la raccolta a punti all’Università, gli esami son finiti. La vita si trascina stanca e uguale. A novembre vede la luce un nuovo progetto: L’Accademia dei Sillografi; nasce l’alter ego Adamo Medo. Rivede radicalmente i Disincanti. A dicembre conosce Joe Schittino, si profilano collaborazioni. Volge a termine il lavoro di un anno, la traduzione (ossia la tesi) è pressoché finita.

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33 Commenti

  1. E tra non molto morirai senza accorgertene.

  2. Ahah! Ancora non ho manco iniziato e già il primo commento!
    P.s. La pagina “info” porterà dedica a link a te, Tommy.

  3. Pisciacozza gen 5th 2009

    “Il resto è caramelle”!!!! Grande Cateno!!

  4. Pisciacozza gen 5th 2009

    Ma non hai messo quasi nessun accenno ai tuoi evidenti e sempre più numerosi episodi di follia pura.

  5. Mentis scippatus es, care Cathene. Nec cognoscas linguam graecam: verecundia magna!

  6. Che cosa incredibile, quando scrivi. Non so che dire, ma lo dico: tutto ciò è bellissimo.

  7. Capolavoro :-D

  8. Rilevo con piacere, poi, che Nietzsche è entrato nelle nostre vite (con la stessa opera) nello stesso anno. L’anno decisivo, tra l’altro. Grazie Friedrich.

  9. Antonio gen 6th 2009

    Ma Loro lo sanno che sono i tuoi datori di nascita?
    Mi unisco a Tommy David nella suo doveroso rimbrotto.

  10. [...] malaccorto lettore aveva raccolto. Ma è idiota; e dunque mi spinge ad invitarvi alla lettura di questa mia pseudo-auto-bio-grafia. E visto che di auto-incensamenti si tratta, vi segnalo pure la mia ultima fatica recensoria. Bene, [...]

  11. Adriana gen 11th 2009

    Mia sorella si sentirebbe invitata a nozze con tutte quelle donnine puntate…
    Ti confesso una cosa: una volta penso di essere scappata dalla biblioteca per evitarti! ahahahahah dai, ero piccolina!

  12. Sandro La Spina gen 12th 2009

    Quoto tomy david…. tempiuccio se mori organizza un bel funerale: tanto vino e tanti buoni pasticcini!!! SALUTI DAL CIRCOLO PADOVANO :)

  13. Gianluca gen 12th 2009

    Tempiuccio,

    sai benissimo che il vero bestseller delle elementari era il mio “la sensazione di essere (o sentirsi??) un insetto”.. ed è vero che, forse per beghe maestral-politiche, non ci fu un vincitore, ma è anche vero che io vinsi: copertina, prima pagina e diritto alla lettura in pubblica piazza.

    il tuo è un falso storico. :D

  14. Marco Lo Grasso gen 14th 2009

    bellissima autobiografia Catè! mi è partita una risatona quando ho letto del vomito sull’autobus in gita….dolci ricordi…il Nicoletti imbrattato di vomito!

  15. Serena gen 15th 2009

    ma di chi è questa biografia? io non conosco un ragazzo ccosì bello come fa intendere, con tutte quelle ragazze che gli fanno la corte! :D

  16. @ Serena: ma se anche tu sei gelosissima di me! :-P
    @ Marco LG: Viva la nostra classe di scansafatiche e ubriaconi!
    @ Giangy: è la storia in sé ad essere falsa.
    @ Sandro: eh, beh, anche per te, vino a volontà come al liceo!
    @ Adriana: ma noooo! Davvero? Ma quando? Ihih! Non l’avrei mai creduto!
    @gli altri: grazie grazie, poi vi pago! :-D

  17. Uh! Ca! Che carino qui…
    E poi, cavolo, come scrivi bene! Arriverà anche io ai tuoi livelli un giorno u.ù
    Ci vediamo a carnevale.
    Ti voglio bene. Bye.

  18. Grazie, Mi! Troppi complimenti, lo sai che mi imbarazzo!
    Però a carnevale ci prenderemo tutta per noi una serata ballereccia! Un bacione.

  19. Serena gen 18th 2009

    Guarda che io non sono ASSOLUTAMENTE gelosa di te. Capito?
    Nessuno è geloso di una persona fredda e insensibile come te…
    e poi la tua biografia è orribile!
    Intanto non parli dei tuoi familiari soprattutto della
    TUA CUGINETTA PREFERITA cioè IO. Non parli dei tuo genitori, di tuo fratello e di tua sorella che che dovrebbero essere le cose più importanti della tua vita!!!!!!!
    Non sai fare niente… :)

  20. @ Serena: e invece sì, lo sei e ne ho le prove! Ahah!
    Per il resto, hai ragione su tutto; però il fatto che hai notato tutte queste cose denota che hai letto attentamente la mia biografia; anzi, moooolto attentamente! Ammettilo che ti è piaciuta!

    P.s. Ovviamente hai ragione su tutto tranne che su di una cosa: non sei la mia cuginetta preferita! Sei brutta e antipaticaaaa! :-P

  21. Caro Cateno, spero che tu diventi abbastanza famoso da spingerti a riesumare la vera storia del grillo parlante! Mi attira parecchio; anch’io ho sempre pensato che Collodi se lo potesse risparmiare, così come lo ha fatto.
    A presto!

  22. [...] per sé non ha forma perché è esso stesso Forma. Del resto, non saprei cosa aggiungere alla mia pseudoautobiografia, ma tenterò di trovare qualcosa che stuzzichi la vostra morbosa curiosità da [...]

  23. Tòh, m’ero perso questa selva di voci che s’intrecciano. Adesso la vita si fa ancora più interessante…

  24. [...] sulla fronte: me lo sono fatto quando avevo sette anni. Vedi qui. Una mia amica mi chiama da sempre ‘Broccolo’; inoltre mi prende in giro per il [...]

  25. antonio gen 1st 2010

    Il tuo è parricidio. Sei riuscito a dire il nulla: la vita umana, tua o di qualche altro disgraziato poco importa. E’ proprio vero, come disse il filosofo, che l’esistenza è tutta un apparire carnascialesco.
    Invidio il tuo carnevale anche se, come ti è arcinoto, disprezzo il carnevale.

  26. [...] è andato; sono successe tante cose, ma ne fosse successa una! Ciò che è degno di nota lo troverete nell’apposita pagina. In buona sostanza, questo è stato l’anno di due eventi cruciali; le uniche cose importanti [...]

  27. [...] i distanti; si rallegri invece chi (ri)scoprirà la mia biografia semiufficiale – che tanto piacque a Cateno5 – finalmente resa più accessibile.) Ho rimosso dai lavori, inoltre, quelle schifose [...]

  28. Cateno, è tempo di aggiornare la tua vita.

  29. Eh? Perché?

  30. Non frastornarti! Aggiungi il 2010. ;-)

  31. Ah, no, aggiungo di anno in anno. A gennaio 2011 aggiungerò il 2010. :)

  32. Adriana ago 4th 2010

    Aggiungi pure un particolare al 2009: durante la processione per la Madonna del Rosario (o qualcosa del genere) hai deciso che da quel giorno in poi avresti commentato nel modo più stupido possibile ogni occasione. Inizialmente era divertente, adesso è diventata un’abitudine e sembra naturale.

  33. Adri, caspita, non ricordavo l’occasione! :)
    Certo che sembra naturale: è una dote che reprimevo! :lol:


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