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	<title>Cateno Tempio &#187; Beethoven</title>
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		<title>L&#8217;innamoramento musicale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 08:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto sto per scrivere o farvi ascoltare, confidando nella benevolenza e pazienza di chi incappa in queste righe suo malgrado o procacciando la propria sventura, in realtà non è che un&#8217;apologia per il brano che ho inserito nell&#8217;apposita pagina. Si tratta della conclusione del primo atto del Tristan und Isolde di quel farabutto di Richard [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quanto sto per scrivere o farvi ascoltare, confidando nella benevolenza e pazienza di chi incappa in queste righe suo malgrado o procacciando la propria sventura, in realtà non è che un&#8217;apologia per il brano che ho inserito nell&#8217;apposita pagina. Si tratta della conclusione del primo atto del <em>Tristan und Isolde</em> di quel farabutto di Richard Wagner. Prima di accingervi, confidando, ancora una volta, nella vostra bontà infinita, all&#8217;ascolto di tale brano, che volutamente linkerò solo nella parte finale del post, consentitemi di riportarvi alla mente ed all&#8217;udito ciò che le buone maniere devono farmi presumere già conosciate; ossia una brevissima e striminzita audio-storia dell&#8217;innamoramento in musica.<br />
La premessa fondamentale è questa: la musica può esprimere immagini e situazioni, aderendo strettamente ad esse. La situazione (emotiva) dell&#8217;innamoramento è dunque una tra queste. Tuttavia, all&#8217;inizio, il teorico e pratico di quello che anacronisticamente potremmo definire l&#8217;espressionismo musicale, o più neutralmente, l&#8217;aderenza musicale al non-musicale (in senso lato: immagini, emozioni, gesti, azioni), il teorico fu anche il miglior pratico, il quale, tuttavia, è ben al di qua dell&#8217;intimismo romantico, sfruttando al massimo i suoni al limite dell&#8217;onomatopea. Mi riferisco a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Monteverdi" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Claudio Monteverdi</span></a>; ascolteremo un breve passo tratto da <em>Il combattimento di Tancredi e Clorinda</em> del quale vi suggerisco di notare gli archi che imitano il suono della spade e poi degli scudi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ne riporto il testo, tratto dalla <em>Gerusallemme liberata</em> (Canto XXII, 55-56):</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Non schivar, non parar, non pur ritrarsi<br />
voglion costor, né qui destrezza ha parte.<br />
Non danno i colpi or finti, or pieni, or scarsi:<br />
toglie l&#8217;ombra e il furor l&#8217;uso de l&#8217;arte.<br />
Odi le spade orribilmente urtarsi<br />
a mezzo il ferro; e &#8216;l piè d&#8217;orma non parte:<br />
sempre il piè fermo e la man sempre in moto,<br />
né scende taglio in van, né punta a voto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">L&#8217;onta irrita lo sdegno a la vendetta,<br />
e la vendetta poi l&#8217;onta rinnova:<br />
onde sempre al ferir, sempre a la fretta<br />
stimol novo s&#8217;aggiunge e piaga nuova.<br />
D&#8217;or in or più si mesce e più ristretta<br />
si fa la pugna, e spada oprar non giova:<br />
dansi co&#8217; pomi, e infelloniti e crudi<br />
cozzan cogli elmi insieme e con gli scudi.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fin qui le premesse teoriche, le quali, per lungo andare, passando inevitabilmente per Mozart, condurranno all&#8217;espressione dell&#8217;intimità. Ci ritroviamo così con Beethoven, del qual mi piace riportare non la troppo scontata <em>Appassionata</em>, bensì l&#8217;appena meno ovvia <a href="http://guide.supereva.it/critica_di_musica_classica/interventi/2007/08/304616.shtml" target="_blank"><em><span style="color: #ff0000;">Sonata a Kreutzer</span></em></a>, che tuttavia non pare essere strettamente amorosa; tuttavia, nel film <a href="http://it.movies.yahoo.com/a/amata-immortale/index-131935.html" target="_blank"><em><span style="color: #ff00ff;">L&#8217;amata immortale</span></em></a> se ne dà tale interpretazione, che qui sfrutto ai miei scopi.</p>
<p style="text-align: justify;">Giungiamo, quindi, al pieno romanticismo ed in particolare a Schumann. Nel suo miracoloso decennio, compose tra l&#8217;altro la raccolta <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Carnaval_(Schumann)" target="_blank"><em><span style="color: #33cccc;">Carnaval</span></em></a>, nella quale troviamo il brano che riporto, pensato per la sua amata Clara. (Ho prestato il cd; però ho pescato un video su youtube):</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.catenotempio.eu/2009/04/24/linnamoramento-musicale"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Lungo questa rapsodica carrellata non poteva di certo mancare una citazione dall&#8217;opera che interamente è dedicata all&#8217;amore, o più precisamente al pensiero dell&#8217;amata come idea fissa; tale opera rimane come uno strano <em>unicum</em> nella storia della musica. Nacque da una cocente delusione e tenta di riscattarsi non solo in maniera catartica, bensì proprio come atto punitivo. Qui riporto quello che è il tema dell&#8217;amata, l&#8217;idea fissa che percorrerà tutti i movimenti di questa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinfonia_fantastica" target="_blank"><em><span style="color: #ffff00;">Sinfonia fantastica</span></em></a> di Hector Berlioz. Siamo nel primo movimento, dopo i sogni e la vita tranquilla, l&#8217;amata irrompe nella vita del musicista e la sconvolge. L&#8217;oboe e il flauto ne narrano il coinvolgimento e la lontananza incolmabile che è ogni amore; infine l&#8217;esplosione del pieno orchestra è la più mirabile dimostrazione della natura intrinsecamente musicale dell&#8217;innamoramento, è quanto di più efficace nell&#8217;esprimerlo. Berlioz, in questo senso, è riuscito ad esprimere l&#8217;inesprimibile:</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, dopo questa lunga carrellata, rapsodica e frammentaria quanto mai, possiamo finalmente concederci interamente al brano del <em>Tristan und Isolde</em>, il quale conclude il primo atto. Brevemente, siamo nella scena in cui i due hanno bevuto il filtro che credevano mortale; credono di dover morire ed invece si guardano e si scoprono innamorati, giacché hanno attinto dal filtro d&#8217;amore. Nell&#8217;<a href="http://www.catenotempio.eu/kosmos" target="_blank"><span style="color: #00ffff;">appropriata pagina</span></a>, ho anche inserito il testo e la traduzione; prestate particolare attenzione a quando Tristano invoca ripetutamente il nome di Isolde. Come qualche lettore mio intimo già saprà, questo è un brano che mi commuove ed esalta a tal punto da farmi piangere. In esso, tra le altre cose, v&#8217;è nascosto anche il mio attuale innamoramento.<br />
L&#8217;argomento di questo post fa sì ch&#8217;esso sia fugace; lo rende essenzialmente musicale, è vero, ma nega qualsiasi residuo di filosofia. Propriamente non si dà filosofia nell&#8217;innamoramento. Anche il filosofo più innamorato, Soren Kierkegaard, ha dovuto scegliere la forma letteraria o intimamente diaristica per esprimerlo. Nell&#8217;innamoramento v&#8217;è entusiasmo; ciò è essenzialmente non filosofico. L&#8217;argomento di questo post, pertanto, fa sì ch&#8217;esso sia sostanzialmente vano.</p>

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		<title>Beethoven il jazzista</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 15:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando d&#8217;ora in poi, per caso, tra le tante vie indefinite e imprevedibili del mondo, mi chiederanno: «Secondo te chi mai fu l&#8217;inventore del jazz?», ebbene io risponderò seccamente: «Beethoven». Perché? Semplicemente per via di questo passaggio che propongo, tratto dal secondo movimento, Arietta: adagio molto, semplice e cantabile. Tema e variazioni, della sonata per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando d&#8217;ora in poi, per caso, tra le tante vie indefinite e imprevedibili del mondo, mi chiederanno: «Secondo te chi mai fu l&#8217;inventore del jazz?», ebbene io risponderò seccamente: «Beethoven». Perché? Semplicemente per via di questo passaggio che propongo, tratto dal secondo movimento, <em>Arietta: adagio molto, semplice e cantabile. Tema e variazioni</em>, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sonata_per_pianoforte_n._32_(Beethoven)" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">sonata per pianoforte n.32 in do minore, op. 11</span></a>; ascoltate:</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Del resto, di questa sonata parla abbastanza diffusamente anche Thomas Mann nel <em>Doctor Faustus</em>; l&#8217;organista Kretzschmar si interroga sul perché Beethoven non compose il terzo tempo di questa sonata:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">- Un terzo tempo? Una nuova ripresa&#8230; dopo questo addio? Un ritorno&#8230; dopo questo commiato? &#8211; Impossibile. Tutto era fatto: nel secondo tempo, in questo tempo enorme la sonata aveva raggiunto la fine, la fine senza ritorno. E se diceva &#8220;la sonata&#8221; non alludeva soltanto a questa, alla sonata in do minore, ma intendeva la sonata in genere come forma artistica tradizionale: qui terminava la sonata, qui essa aveva compiuto la sua missione, toccato la meta oltre la quale non era possibile andare, qui annullava se stessa e prendeva commiato &#8211; quel cenno d&#8217;addio del motivo re-sol sol, confortato melodicamente dal do diesis, era un addio anche in questo senso, un addio grande come l&#8217;intera composizione, il commiato dalla Sonata.<br />
(T. Mann, <em>Doctor Faustus</em>, Mondadori, Milano 1996 pag. 61)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;">P.s. Un ringraziamento a <a href="http://www.giofilo.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Giofilo</span></a> (ma anche a <span style="color: #ffff00;"><a href="http://www.tommydavid.com" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">Tommy David</span></a></span>) che mi ha aiutato a capire come si inserisce un brano musicale su wp.</span></p>

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