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Il dolce senza l’amaro

Ultimo sabato di carnevale trascorso indenne! Sembra un’esagerazione ma non è così!

Ma pensiamo al dolce, senza l’amaro.

Il dolce come sempre è il divertimento, gli attimi indimenticabili che contraddistinguono ogni carnevale. Nella serata di ieri (che mi ha visto completamente sobrio; dopo quanto successo era il minimo!) si ricorda un gesto memorabile: io e mio cugino Agostino che in veste di cristi pantocratori ci intrufolavamo nei cerchi e con le tre dita elargivamo benedizioni a destra e a manca! Ero travestito da Norman Bates di Psycho, con tanto di parrucca bianca, vestaglia e coltellaccio.

E poi, come sempre, la cosa più bella della serata…

 

Ad ogni modo, siamo ai tre ultimi giorni di carnevale. Un carnevale da condurre in sobrietà, sperando di sopravvivere ad un eventuale pestaggio!

P.s. Chi scrive i commenti e non ha account o pagina web di riferimento, per favore li firmi!

Carnevale, nuovo blog e cose da mesmerismo!

Brasiiiiiilllll! Lalalalalalalalààààààààà! Lalalalalalalalààààààà!

Eh sì! Avete udito bene, sto cantando la samba più popolare e famosa. Perché sabato scorso (19 gennaio) finalmente mi sono potuto immergere nel tanto atteso carnevale! Che bellezza, carusi! Finalmente, dopo un anno, di nuovo quei colori, quell’allegria, quell’oscenità che si svela!

Ero travestito da rock star in decadenza, ma purtroppo non ho foto. Capelli biondi lunghi fasciato con una bandiera del Regno Unito, barba lunga, occhiali da sole, magliettina aderente, jeans strappati e stivali neri. Insomma, un vero spettacolo! E giravo col sigaro! Che meraviglia! Tutti mi guardavano e tante belle femminile compivano il rituale che lontanamente prefigura l’accoppiamento (che poi, in tanti casi, non avverrà!). Ed io le mandavo metafisicamente (e qualcuna anche verbalmente) a cagare!

A CARNEVALE VOGLIO ESSERE LIBERO! Libero da tutto ciò che mi incatena, perciò libero dal mio nome (Cateno), libero dalla società, libero perfino dalle donne.

Certo, poi bevendo l’istinto è ancor più difficile da tenere a bada e qualcosa può sempre scappare, ma l’intenzione è quella. Ad ogni modo, l’appuntamento è per sabato prossimo.

 

Cambiando argomento, parliamo di un progetto ambizioso ma spero proficuo. Col mio caro amico Davide Dell’Ombra abbiamo creato un nostro blog comune. È l’unione delle nostre profonde affinità, la brillantezza delle nostre particolarità e la dialettica delle nostre differenze.

Mi permetto di svelare un aneddoto a proposito del nome del blog. Dopo l’ultimo incontro del caffè filosofico, il circolo di Catania al gran completo (anche se il buon Giovanni ci ha dovuti abbandonare presto) si aggirava nei pressi di Piazza Teatro Massimo; parlavamo di Pop Art, di incendi al Louvre e di neonati, di chiesa, di Sloterdijk, di Beethoven e Wagner, del caffè appena conclusosi, mentre gustavamo vino e Kebab.

Ma giunge pur sempre il momento di rincasare. Io ho avuto il grande onore di essere ospitato per la notte dal caro Davide. La serata si preannunciava golosa; tra scritti, commenti, risate sul reciproco mal di schiena per il troppo studio, si cominciò (o meglio, si continuò) a bere. Il brandy e la vodka ci scaldavano. Era notte e prendeva corpo, dopo l’idea che Davide mi aveva lanciato un giorno prima, il progetto del sito comune. Il nome fiammeggiò nella notte ubriaca:

 

Il Tempio dell’Ombra.

 

Si parlò di come riempirlo, di quali spazi mettere; poi si cominciò a parlare di Heidegger e di Hegel. Poi si guardò l’orologio. Erano le 4.30 del mattino. Una notte da filosofi…

 

Bene, detto questo, alcune notiziole sulle mie attività. Ho completato uno scritto sui Contributi alla filosofia di Heidegger, che presto sarà possibile leggere su Sitosophia. Ed a proposito dello stesso scritto segnalo quanto ne ha brevemente ma efficacemente scritto Biuso.

Inoltre, oggi, condottovi dall’eccezionale futura medico Francescuccia (per i non addetti ai lavori, mia storica ex ed ora carissima amica), sono stato a Troina, in quella stranissima struttura che è L’Oasi. V’era un certo Professore Rinaldi che ci ha parlato del rapporto tra disfunzioni neuro-psico-motorie e stress. Questo tizio faceva cose incredibili! Col suo gruppo di ricerca a Firenze è riuscito a risolvere le dismetrie (per esempio, se uno non riesce a toccarsi la punta del naso col dito è affetto da dismetria) dovute a disfunzioni neuro-psico-motorie con una macchina che stimolava il campo magnetico alterato del paziente a lo riportava alla normalità! Se non l’avessi udito parlare e non l’avessi visto all’opera con gente chiamata lì per caso mentre lavorava, non ci avrei creduto! Sta cosa dei campi magnetici sa di mesmerismo! Intanto ho visto una dottoressa (chiamata dal proprio reparto da medici ancora più scettici di me) che da seduta non riusciva a piegarsi per infilarsi una scarpa se non provando dolore e con un notevole sforzo; dopo il trattamento, che dura la bellezza di dieci secondi, ci riusciva senza particolari difficoltà! Sconvolgente! Ed anche il medico che promuoveva la sua ricerca confessava di non riuscire a capire bene cosa, nell’istante preciso dell’interazione dei campi magnetici, accadesse esattamente e perché.

Bene, infine una piccola comunicazione. Da questa settimana comincerò a prendere lezioni di musica dal mio caro amico Daniele Spezzi, organista della Chiesa Madre del mio paese!

Chi più ne ha, più ne metta!

Evviva il mesmerismo!

Il carnevale di Regalbuto

E anche quest’anno è cominciato il carnevale! O meglio: doveva cominciare sabato scorso (12 gennaio), però purtroppo pioveva. Ma non temete! Ci saranno tanti altri giorni per divertirsi; precisamente ogni sabato fino al 2 febbraio (e quindi 19 e 26 gennaio e poi il 2 febbraio) e ancora i giorni 3-4-5 febbraio che saranno il vero culmine.

A tal proposito segnalo che sul sito del Carnevale di Regalbuto potete scaricare bando, regolamento, premi e affini del carnevale di quest’anno.

E a questo punto è doveroso ringraziare chi rende possibile il carnevale e chi lo ha contribuito a renderlo così bello. Soprattutto Francesco Bivona (stimato amico col quale nell’estate 2006 abbiamo organizzato dei giochi in piazza davvero belli), fino all’anno scorso presidente della Pro-Loco ed ora consigliere comunale; e l’attuale presidente della Pro-Loco, Dario D’Agostino, carissimo amico e capo scout nel mio stesso gruppo (eh sì! Sti scout siamo dappertutto!).

Tornado all’aspetto meramente divertente del carnevale regalbutese, spiego a chi ancora non ha subito le mie tiritere sull’argomento, come funziona: ogni sabato e per circa un mese e poi gli ultimi quattro giorni fino al martedì grasso vi è la diffusione musicale per la via e la piazza principale del paese. Tutti ci vestiamo in maschera (tutti: dagli 0 ai 50 anni); e si balla, si beve, si ride, si scherza, si è tutti assieme. È un’esplosione dionisiaca di colori, urla, coriandoli! Poi gli ultimi tre giorni (domenica, lunedì, martedì, quest’anno il 3-4-5 febbraio) è una maratona sfinente! Dunque, mettete che si balla il sabato sera e poi si va a letto tardino, verso le 6 del mattino; ci si sveglia intorno alle 13, si mangia e via a prepararsi per le sfilate che cominciano alle 16, ma ci si deve truccare, vestire, preparare. E perciò la sfilata che finisce alle 19. Il tempo di andare a casa, mangiare e cambiarsi e si esce a ballare nuovamente. E poi a letto tardi e l’indomani di nuovo a sfilare o guardare le sfilate! Mamma mia!

Però, però… Il nostro carnevale negli ultimi anni è diventato meno bello. Non parlo delle sfilate (anzi forse pure loro, perché nonostante ci siano più partecipanti, mi pare che ci siano anche meno gruppi in maschera qualitativamente eccellenti); ma mi riferisco soprattutto ai sabato sera o alle sere di carnevale in generale.

Mi spiego. Il divertimento c’è e rimane sempre tanto e stupendo. Solo che c’è meno bellezza o, come dire, brillantezza che in passato. No, non è una nostalgia della mia adolescenza carnascialesca. Figuratevi cosa potrebbe mai importarmene. Anche perché, per esempio, l’anno scorso è stato uno dei carnevali più divertenti (a parte qualche episodio detestabile di cui mi sono reso protagonista). Il fatto è che a guardarlo sembra brutto.

Fino a, che posso dire, 8-9 anni fa era invalsa l’usanza di uscire la sera, massimo alle 21, vestiti in gruppetti tutti allo stesso modo. Per esempio, si annoverano tra i travestimenti coi miei amici quello di greci antichi, di cammelli e cammellieri, di barbieri e clienti, di prostitute con magnaccia e fustone col fuoco (di quest’ultimo travestimento abbiamo questa foto che risale al 1999. Indovinate chi sono!)

 1999

 

I gruppi più allegri e simpatici venivano chiamati dal municipio e premiati con una bottiglia di Martini o di spumante. Si era contenti di aver fatto una bella cosa riconosciuta come tale. E coi miei amici stavamo un’intera settimana a pensare a come travestirci il sabato successivo! Adesso tutto ciò non avviene più.

Cosa è successo? Beh, il mutamento è avvenuto pian piano. Ma credo che i motivi scatenanti del carnevale com’è adesso (cioè un’accozzaglia di ragazzini e bambini ubriachi e amorfi che vogliono solo apparire scomparendo nella massa, tant’è che per loro è fonte di estrema vergogne persino fare un cerchio con le mani!), i motivi dunque siano due: uno è il rincoglionimento generale dei cosiddetti adolescenti (preciso che per me l’adolescenza è una finzione culturale; reale, ma non per questo necessaria. Necessaria è la pubertà, non l’adolescenza) e l’altro l’anno in cui la gestione del carnevale è stata affidata all’Amnesia Groove (un gruppo di ragazzi volenterosi, almeno in quest’ambito, che però inconsapevolmente hanno danneggiato il carnevale).

Il rincoglionimento adolescenziale attuale ci porterebbe troppo lontano. E tante cause potrebbero essere rintracciate. Salta però agli occhi principalmente il fatto che questi bambini idioti che fanno finta di essere adulti idioti non sono capaci neanche di assumersi la misera responsabilità di essere vestiti in maschera se qualcuno non lo fa prima di loro. Il vestirsi in maschera è fonte di vergogna a meno che non lo faccia qualche altro per primo. Così escono in piazza alle 22.30 (e deve andar bene!) e stanno praticamente nascosti tra di loro, ammucchiati, ubriachi (stiamo parlando di bambini idioti dai 13 ai 16 anni). Poi alle 23.30 cominciano ad abbassare la musica e si lamentano perché hanno avuto poco tempo! Mah!

L’Amnesia Groove invece, nell’anno (il 1999? O il 2000? Non ricordo) che ebbe in gestione il carnevale cominciò a protrarre l’orario di chiusura delle diffusioni musicali di mezzora in mezzora e si arrivò che l’ultima sera si smise di ballare in piazza verso le 2. Inoltre non diedero bottiglie solo a gruppetti che si contraddistinguevano, ma anche a loro amici. Chiunque cominciò a pensare che poteva ricevere una bottiglia e furono sempre di meno coloro che si vestirono in gruppo.

Poi avvenne un fatto sconcertante. Un ragazzo, la notte di un Capodanno (tra 2002 e 2003), si suicidò. Ovviamente per ogni delitto si deve cercare un colpevole e quella volta fu rintracciato nelle bottiglie di bevande alcoliche che il comune metteva a disposizione per la piazza. Ed abolirono anche la spartizione di bottiglie durante le sere di carnevale.

Mah, rimah e trimah!

A me di tutto ciò non importa nulla. Io, coi miei amici, talvolta mi vesto in gruppetto (premio o non premio), se devo bere bevo ed esco massimo alle 21! E mi diverto e sono bello alla faccia di tutti quanti! Ecco le foto! (Lo so che le aspettavate! )

psycho indiani il re di fantasilandia chaplin