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	<title>Cateno Tempio &#187; carnevale</title>
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		<title>Faccende paesane</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 16:55:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
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		<description><![CDATA[Quanto più lo spazio è limitato, tanto più le cose si notano. L&#8217;universo è uno spazio infinito o che si espande infinitamente; per questo è come se ci fosse il nulla, tanto poco si notano le cose. Il paese, invece, ha dei limiti troppo ristretti, tutto si nota e fa scalpore: lo scandalo è affaraccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Quanto più lo spazio è limitato, tanto più le cose si notano. L&#8217;universo è uno spazio infinito o che si espande infinitamente; per questo è come se ci fosse il nulla, tanto poco si notano le cose. Il paese, invece, ha dei limiti troppo ristretti, tutto si nota e fa scalpore: lo scandalo è affaraccio paesano (e l&#8217;Italia, il bel paese, è zeppa di scandali). Ciò che è accaduto qua in questi giorni, la polemica carnevalesca, è una faccenda da paesanazzi.</p>
<p>Per certi versi, la libertà ha un solo limite: la costrizione. Io sono libero fino a quando qualcuno o qualcosa non mi limita. Posso esercitare la mia libertà come e quanto mi pare. Poniamo, se non infrango la legge, nessuno mi può venire a dire di non fare qualcosa (e in certi casi è addirittura bene infrangere la legge).</p>
<p>Tuttavia, questa concezione di libertà, oltre a essere ambigua e monca, è pure povera. L&#8217;esaltazione libertaria si scontra con la domanda: che me ne faccio? Come l&#8217;individualismo, una libertà siffatta è incapace di guardare oltre il proprio naso. L&#8217;invito nicciano ad essere liberi per qualcosa e la domanda di Lenin («Libero con chi?») s&#8217;incontrano, sono quasi la stessa cosa. Allora mi chiedo cosa mai sia più importante, se il reclamare la libertà sacrosanta di fare tutto quello che mi pare e piace oppure l&#8217;evitare di fare qualcosa che offende (anche se non riesco a coglierne appieno il motivo) moltissime persone. (E tuttavia resta pur sempre il fatto che noi non abbiamo mai cercato di impedire a nessuno di fare ciò che vuole, mentre qualcuno ha proposto di punire quel che abbiamo fatto noi. E forse lo squilibrio sta tutto e solo qui.)</p>
<p>Il gioco non varrebbe la candela, se una libertà che non mi porta alcun vantaggio mi impedisse di collaborare per cose che ritengo importanti, qualunque sia il motivo dell&#8217;impedimento.</p>
<p>La trascendenza mi è sempre importata poco. Ciò che mi trascende, proprio per definizione, è oltre me. Dall&#8217;alto dei cieli non mi guarda nessuno, lo spazio è immenso e la cosa che sono si riduce a nulla; la trascendenza non mi riguarda. Mi è stato chiesto se credo che Gesù sia figlio di Dio; ho risposto di no e che comunque non lo ritengo importante. Anche se lo fosse non mi cambierebbe nulla, non cambierei modo di vivere. Lo stesso vale per i miracoli: anche se ne vedessi uno o ci credessi, come mai potrebbe cambiare il mio modo di campare? Dovrei guadagnarmi il paradiso solo perché crederei che Gesù sia il figlio di Dio e allora dovrei compiacerlo? Ma questa sarebbe meschinità, se non leccaculismo.</p>
<p>Mi interessa collaborare e costruire quel poco di buono di cui sono capace con chiunque sia disposto a darmi un po&#8217; di corda (magari anche quando sarà l&#8217;ora d&#8217;impiccarmi). La polemica sterile e paesanazza mi interessa pochissimo, tanto poco che starò più attento a non invischiarmici di nuovo.</p>
<p>C&#8217;è un tipo di discussione che però mi interessa molto. Angelo Plumari ha scritto in proposito. Potete leggere <a title="Lettera Angelo Plumari" href="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2011/03/Carnevale.doc" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">qui </span></a>la sua lettera.</p>
<p>Angelo è un mio caro amico; come sempre ha centrato alcuni punti con intelligenza e profondità. Mi ha colpito soprattutto la conclusione, dove ringrazia per il dibattito che abbiamo aperto nella realtà preconfezionata. Mi ha colpito perché ci ho pensato anch&#8217;io. Mi sono posto tante domande. Alcune scontate, altre sciocche. Forse la domanda che più mi preme rivolgere a tutti quanti (e la rivolgo con l&#8217;ingenuità propria dei bambini quando chiedono il perché di tutto) è questa: ci voleva una buffonata per farci parlare di Gesù? Ma poi, di questo Gesù, ne stiamo davvero parlando ora o parliamo solo di quanto qualcuno si è offeso e dell&#8217;intangibilità della chiesa?</p>
<p>Quando a carnevale chiedevamo perché le donne non possono essere papa, quasi nessuno ha risposto. Quando travestito da Gesù citavo frasi dei vangeli e chiedevo cosa ne pensavano, molti sorridevano e andavano via, tanti altri mi dicevano che a carnevale non bisogna pensare a queste cose. Ditemi: quando bisogna riflettere su Gesù? Quando è offeso <em>u Signuruzzu</em>? Oppure solo negli antri bigotti di una sacrestia? E se portassimo per le strade la povertà, anziché cacciarla via? E se ci vestissimo tutti come Gesù con una tunica e una bisaccia? E se tenessimo a mente che i ricchi (siamo quasi tutti ricchi e la chiesa è ricchissima) non sono graditi nel regno dei cieli? Avremmo tempo per pensare a come ci sentiamo offesi? Avremmo tempo per badare a quattro giovinastri che si divertono, anche ammettendo l&#8217;esagerazione, a carnevale?</p>
<p>Rifuggo da qualsiasi tipo di religione, anche da quella atea. Cerco compagni per la mia libertà. Da solo non ci voglio stare.</p>
<p>Infine, credo abbia ragione Angelo Plumari. Ci si è fatto del male per una divinità; il che, in ogni caso, esista o non esista, è la cosa più sciocca che si possa fare.</p>
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		<title>Quando non si ha di che scrivere&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 12:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche questo carnevale se n&#8217;è andato; ciò che non vuole andare via è il freddo. Ero da solo o con tanti (o contanti o coloro che contano); ci aggiravamo alla bottega delle vanità del mastro Qoelet. L&#8217;imbonitore parlava parlava parlava e voleva venderci qualcuno dei dodici prepuzi di Gesù e delle sei teste di Giovanni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Anche questo carnevale se n&#8217;è andato; ciò che non vuole andare via è il freddo.<br />
Ero da solo o con tanti (o contanti o coloro che contano); ci aggiravamo alla bottega delle vanità del mastro Qoelet. L&#8217;imbonitore parlava parlava parlava e voleva venderci qualcuno dei dodici prepuzi di Gesù e delle sei teste di Giovanni il Battista (che poi conoscevamo anche Pietro il Bassista, ex seconda chitarra, e Giacomo il Batterista, del gruppo dei <em>Twelve</em>, antesignani di tutti i rocker cristiani); ma il <a href="http://www.davidedellombra.it" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">Mago Platinato</span></a> disse: «Secondo certe tradizioni anche i Magi erano dodici». Aggiunse il <a href="http://www.antonio-cosedipococonto.blogspot.com" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;">Povero Diavolo</span></a>: «Per non parlare delle tribù di Israele, alcune delle quali disperse e non ritrovate; v&#8217;è chi dice che siano giunte in America prima di Colombo o che siano da collegarsi al Prete Gianni».<br />
L&#8217;imbonitore parlava parlava parlava e la nostra attenzione, tra quel fumo di fumo, fu catturata dagli oggetti sulla bancarella: avreste potuto vedere la coscia d&#8217;oro di Pitagora, il sandalo di bronzo di Empedocle, i capelli di Berlusconi, il viagra di Bossi e la tazza dove Socrate bevve la cicuta.<br />
Scontento, il <a href="http://www.giofilo.it" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">Maraja</span></a> si lamentava e diceva che avrebbe voluto andare a casa per stare in compagnia con la sua fidanzata topolina: «Ohimé lasso!», diceva, «vorrei andar via, ma non posso prima di aver dato un&#8217;occhiata a questo libro». Si trattava del II libro della <em>Poetica</em>; non ebbe il tempo di leggere che mezza pagina, perché un signora grasso vicino a lui gli fece cadere il libro dalle mani. Si trattava di Giovanni l&#8217;Evangelista (o il Vangelista, chiederebbe qualcuno l&#8217;informazione di dove sia), che aveva tra le mani un libro di Platone ma non ci aveva capito un cazzo.<br />
E patapim e patapam, salimmo tutti, compreso mastro Qoelet l&#8217;imbonitore, sulla nostra carrozza tutta di legno e maestosa, costruita con la millesima parte del legno originale della Santa Croce. Lungo il percorso abbiamo visto il Tempio di Salomone, particolare e affascinante, perché dipende dall&#8217;angolazione sembra che abbia misure differenti, tant&#8217;è che parrebbe non stare in piedi, manco dopo tre giorni che fu distrutto.<br />
Giunti a Milano, abbiamo potuto visitare i corpi dei Magi, parenti del Mago Platinato; strano a dirsi, miracolosamente, come la casa di Loreto, i magi tornarono a casa ma i corpi restarono a Milano, nota capitale della Palestina.<br />
L&#8217;unico dato rilevante della questione, fu che nessuno di noi ebbe la grazia delle stimmate, sebbene tutti siamo caduti da cavallo sulla via di Damasco (che notoriamente conduce anch&#8217;essa a Milano). Tuttavia, ci scattarono una foto, come nel film <em>Gli altri</em>, perché, direbbe Montale, siamo tutti morti senza saperlo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-187 aligncenter" title="Filosofi in maschera" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2009/02/filosofi-in-maschera.jpg" alt="Filosofi in maschera" width="507" height="379" /></p>
<p>Quando non si ha di che scrivere, accade questo. Tuttavia, segnalo <a href="http://www.catenotempio.eu/kosmos/" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">la nuova canzone che ho inserito nell&#8217;apposita pagina del sito</a></span>. Si tratta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hopp%C3%ADpolla" target="_blank"><em><span style="color: #00ccff;">Hoppipolla</span></em></a> dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Sigur Ros</span></a>.</p>
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