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	<title>Cateno Tempio &#187; cybersofia</title>
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		<title>Il tempo ritrovato</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 09:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Davide Dell'Ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Il tempo ritrovato]]></category>
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		<description><![CDATA[Se mi chiedessero adesso un motivo per cui varrebbe la pena di nascere; o, meglio ancora, se fermo restando che il meglio sarebbe non essere nati mi obbligassero in qualche modo a venire al mondo e mi dessero almeno la possibilità di scegliere in quale periodo vorrei nascere; ebbene, senza dubbio scegliere di nascere non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Se mi chiedessero adesso un motivo per cui varrebbe la pena di nascere; o, meglio ancora, se fermo restando che il meglio sarebbe non essere nati mi obbligassero in qualche modo a venire al mondo e mi dessero almeno la possibilità di scegliere in quale periodo vorrei nascere; ebbene, senza dubbio scegliere di nascere non prima del 1930 per un unico motivo: avrei modo di leggere l&#8217;opera di Proust. Non è un&#8217;esagerazione.<br />
Ieri sera ho ultimato la lettura del settimo romanzo: <em>Il tempo ritrovato</em>. Nel letto, prima di addormentarmi, mi chiedevo come avessero fatto gli uomini (o quantomeno i cosiddetti letterati) a vivere senza la <em>Recherche</em>. Anche qui, non esagero e tenterò brevemente di chiarirne il perché.<br />
Ho scritto qualcosina su ciascuna delle sei parti precedenti:</p>
<ul>
<li><em><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=692&amp;SearchTerms=,la,strada,di,swann" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Dalla parte di Swann</span></a><br />
</em></li>
<li><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=736&amp;SearchTerms=,fanciulle,in,fiore" target="_blank"><em><span style="color: #ff00ff;">All&#8217;ombra delle fanciulle in fiore</span></em></a></li>
<li><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=822&amp;SearchTerms=i,guermantes," target="_blank"><span style="color: #00ffff;"><em>I Guermantes</em></span></a></li>
<li><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=885&amp;SearchTerms=,sodoma,e,gomorra" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><em>Sodoma e Gomorra</em></span></a></li>
<li><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1358&amp;SearchTerms=,la,prigioniera" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;"><em>La prigioniera</em></span></a></li>
<li><em><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1537&amp;SearchTerms=,cateno,proust" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">La fuggitiva</span></a> </em>(e un po&#8217; più diffusamente <a href="http://catempio.splinder.com/post/18608961/La+fuggitiva" target="_blank"><span style="color: #cc99ff;">sul mio vecchio blog</span></a>)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Mi piace, inoltre, segnalare quanto <a href="http://www.davidedellombra.it/letteratura/33-generale/70-alla-ricerca-del-tempo-perduto.html" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">ne scrive Davide Dell&#8217;Ombra sul suo sito</span></a>.<br />
Anch&#8217;io, pressappoco come Davide, sono (stato) colto dall&#8217;irrefrenabile desiderio di sapere tutto su Proust e della sua vita; della sua vita, intendo, che combacia con l&#8217;opera pur differendo da essa. Così mi sono messo in testa di voler ricostruire (certo, non adesso) tutte le parentele e le relazione dei personaggi di Proust; so che sarà già stato fatto e non dovrebbe essere difficile trovarlo; ma lo voglio fare da me, per gustarmi il piacere di sviscerare il mondo proustiano nei meandri così sapientemente tessuti.<br />
<em>Il tempo ritrovato</em> è il romanzo dell&#8217;istinto, dell&#8217;intuizione folgorante che dovrà essere colta, trattenuta, oltrepassata per essere espressa così come è. Quell&#8217;istinto, quell&#8217;intuizione è il Tempo.<br />
Il romanzo si apre dove s&#8217;era concluso quello precedente, ossia con le passeggiate assieme a Gilberte Swann; a breve la Grande Guerra spazzerà via tutto; Proust e, in seguito, la duchessa di Guermantes (l&#8217;ormai invecchiata Oriane) si rendono conto che è morto un intero mondo, è stata spazzata via una cultura. La Guerra porterà via al Narratore l&#8217;amico Robert Saint-Loup, marito di Gilberte Swann. La morte del caro amico si intreccia coi ricordi dell&#8217;amata Albertine; è solo una spia dell&#8217;intuizione finale per cui tutte le esistenze sono intrecciate inestricabilmente.<br />
Sarà dopo la guerra che Marcel avrà l&#8217;intuizione, quando recandosi ad una festa dalla duchessa di Guermantes sarà letteralmente bombardato da ricordi involontari; questo volta, però, a differenza di quando fu con la <em>madeleine</em>, non vorrà lasciarli fuggire e cercherà di scoprirne la causa, di capire perché proiettassero il presente nel passato e viceversa e gli dessero una gioia e una pienezza altrimenti impossibili. Un gradino, il rumore di un cucchiaino, il titolo di un libro fanno nascere dentro di lui l&#8217;opera, come qualcosa di preesistente; le sensazioni sono talmente dense che si giunge a non temere più la morte:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><span style="color: #ffff00;">Basta che un rumore, un odore, già sentito o respirato un&#8217;altra volta, lo siano di nuovo, a un tempo nel presente e nel passato, reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, ed ecco che l&#8217;essenza permanente ed abitualmente nascosta delle cose è liberata, e il nostro vero io che (da molto tempo, a volte) sembrava morto, ma non lo era del tutto, si sveglia, si anima ricevendo il nutrimento celeste che gli viene offerto. Un istante affrancato dall&#8217;ordine del tempo. Ed è comprensibile che questi creda nella propria gioia, anche se non sembra logicamente possibile che il semplice sapore d&#8217;una <em>madelein</em>e contenga le ragioni di tale gioia, è comprensibile che la parola &#8220;morte&#8221; non abbia più senso per lui; situato fuori dal tempo, cosa mai potrebbe temere dal futuro?</span><br />
(M. Proust, <em>Il tempo ritrovato</em>, in <em>Alla ricerca del tempo perduto</em>, Vol. IV, Mondadori, Milano 1993, pag. 550)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la paura della morte lo assalirà nuovamente quando si sarà precisato il compito dell&#8217;opera e la salute comincerà a vacillare; ormai si può dire che vivrà solo per l&#8217;opera perché è l&#8217;opera che vive in lui. Quegli attimi sottratti dal tempo dovranno, però, essere inseriti nella vita e nei suoi mutamenti, ossia nel Tempo. La percezione di ciò gli sarà data da due immagini (molto care al <a href="http://www.biuso.eu" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">professore Biuso</span></a>): alla festa della duchessa, Marcel si ritrova immerso in quella mondanità da cui mancava da molto; non riconosce, dapprincipio, quasi nessuno, perché era come se tutti avessero indossato delle maschere; l&#8217;altra immagine, con la quale si concludono il romanzo e l&#8217;intera opera, è quella dei trampoli:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffff00;">Adesso capivo perché il duca di Guermantes, di cui, guardandolo quando era seduto su una sedia, avevo ammirato quanto poco fosse invecchiato sebbene avesse sotto di sé tanti anni di più di quelli che avevo io, non appena si era alzato e s&#8217;era sforzato di reggersi in piedi aveva vacillato su due gambe malferme [...] e non era poi riuscito ad avanzare che tremando come una foglia sulla poco praticabile cima dei suoi ottantatre anni, come se gli uomini fossero appollaiati su viventi trampoli che aumentano senza sosta sino a diventare, a volte, più alti di campanili, sino a rendere difficili e perigliosi i loro passi, e da cui improvvisamente precipitano.</span><br />
(Ivi, pagg. 760-761)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il fascino de <em>Il tempo ritrovato</em>, però, sta anche nello svelare il senso dell&#8217;intera opera, di farci capire l&#8217;importanza, per esempio, di Swann e del fatto di essere, come titola il primo romanzo <em>Dalla parte di Swann</em>. È da lui, infatti, che in qualche modo è dipesa ed è stata indirizzata tutta la vita del Narratore; Swann gli ha parlato di Balbec, dove ha conosciuto Albertine e Saint-Loup; della figlia di Swann si è per la prima volta innamorato; Swann ha costituito il modello per il suo amore e ha contribuito al suo gusto artistico. Da una parte Swann, dall&#8217;altra i Guermantes. Per questo, dunque, la figlia di Gilberte Swann e di Robert Saint-Loup (che è un Guermantes) fa un effetto prodigioso a Marcel; ella rappresenta la congiunzione di tutte le fila dell&#8217;esistenza del narratore (sarà definita &#8220;la &#8216;stella&#8217; di un crocevia dove convergono strade che vengono [...] dai punti più disparati&#8221;; ivi, pag. 738). Non è dunque un caso che sarà l&#8217;ultima conoscenza di cui il Narratore di parla; è il compimento della trama dei suoi giorni.<br />
Infine (tentando di giustificare quanto affermavo in apertura), mi piace concludere con la seguente citazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffff00;">Ogni lettore, quando legge, è il lettore di se stesso. L&#8217;opera è solo una sorta di strumento ottico che lo scrittore offre al lettore per consentirgli di scoprire ciò che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso. Il riconoscimento dentro di sé, da parte del lettore, di ciò che il libro dice, è la prova della sua verità [...].</span><br />
(Ivi, pag. 596)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, mi chiedo come si sia potuto vivere prima senza conoscere la verità assoluta, perché fuori dal tempo e nel tempo, che è l&#8217;opera di Proust.</p>
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		<title>Ribelliamoci ai campi di sterminio per universitÃ </title>
		<link>http://www.catenotempio.eu/2008/07/30/ribelliamoci-ai-campi-di-sterminio-per-universita</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 10:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ribelliamoci! Protestiamo contro questi malandrini, mascalzoni, ladri di futuro (e chi vuole rubarci il futuro ci vuole privare del nostro dono più prezioso e sacro: il tempo). Non è bastata l’assassina formula 3+2, adesso stanno spiegando un campo di concentramento volto a sterminare le università pubbliche italiane. Il vademecum del bravo sterminatore delle università pubbliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p class="MsoBodyText" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ribelliamoci! Protestiamo contro questi malandrini, mascalzoni, ladri di futuro (e chi vuole rubarci il futuro ci vuole privare del nostro dono più prezioso e sacro: il tempo).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Non è bastata l’assassina formula 3+2, adesso stanno spiegando un campo di concentramento volto a sterminare le università pubbliche italiane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ffff;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small; color: #000000;">Il vademecum del bravo sterminatore delle università pubbliche è contenuto </span><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Georgia;"><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Decreto legge 112 del 25 giugno 2008</span></a><span style="color: #000000;">, con ciò si tenta di decretare:</span></span></span></p>
<ol style="margin-top: 0;" type="1">
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">la possibilità di trasformare un Ateneo in una Fondazione, che pertanto dovrà cercarsi da sé i finanziamenti (anche se in linea teorica i finanziamenti statali non verranno meno); tuttavia, questo farebbe sì che chi riceva più finanziamenti almeno nominalmente acquisti prestigio e potrebbe far baluginare o nella migliore delle ipotesi garantire una formazione migliore. Ma questo potrebbe comportare che le università che non trovino i fondi rimangano indietro, tacciandosi d’infamia solo perché pubbliche; inoltre i costi per iscriversi alle “prestigiose” fondazioni potrebbero lievitare, cosicché chi ha soldi può accedere a prestigio, nomea e (sempre nella migliore delle ipotesi) cultura; chi non ha soldini deve accontentarsi dell’offerta pubblica;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">il taglio dei fondi non è parimenti ripartito; si sceglie di finanziare solo presunti centri di eccellenza, come l’Istituto Italiano di Tecnologia (ITI) (che persino nel nome pare un annacquamento del ben diverso MIT) ovviamente perché cari al ministrello;</span></span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">il taglio dei fondi vede ridursi la spesa per il finanziamento universitario di ben 550 milioni di euro;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">il turn over viene ridotto al 20%; che detto così pare poco, ma pensate che non sarà reintegrato l’80% di quelli che vanno in pensione. Mettiamo che in un anno 5 docenti universitari vanno in pensione, ebbene se ne potrà assumere solo 1 (se ne vanno in pensione 100, solo 20!!!). Con ciò è precluso sia il rinnovamento, sia lo stimolo alla ricerca; ed in aggiunta il numero tra studenti e professori si allontanerà via via sempre più da un ragionevole rapporto. E i docenti dovranno sobbarcarsi altri corsi, oppure le facoltà dovranno ridurre le discipline d’insegnamento. La ricerca risulterebbe bloccata. Il taglio, perdipiù, riguarda anche la scuola, ad ogni livello.</span></div>
</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="font-size: small; color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">(Questi ed altri aspetti, compresi gli articoli cui si fa riferimento, artt. 16, 17, 66, 67, 69, 74 del suddetto decreto, sono</span> <span style="color: #000000;">magistralmente trattati</span> <a href="http://www.megaronline.org/L-Universicidio-silenzioso.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">qui da Giuseppe Capuano</span></a><span style="color: #000000;">).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #00ffff;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Vediamo alcune conseguenze pratiche: </span></p>
<ul style="margin-top: 0;" type="disc">
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">la Scuola Superiore Catanese, un centro di formazione di eccellenza dell’Università di Catania presso il quale</span> <a href="http://www.scuolasuperiorecatania.it/corsiinterni/0708/Neuroscienze%20e%20Teorie%20della%20mente.pdf" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;">ho avuto la fortuna di assistere ad alcune lezioni</span></a><span style="color: #000000;">, verrebbe chiuso per mancanza di fondi; </span></span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">la stessa Facoltà di Lettere e Filosofia molto probabilmente non potrebbe sostenere i costi e vedrebbe ridursi i corsi o addirittura rischierebbe la chiusura;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">le facoltà con meno “funzioni commerciali o commerciabili” stenterebbero a trovare finanziatori; quale azienda finanzierebbe mai lettere classiche o filosofia o scienze politiche?</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">le università di tutta Italia potrebbero essere ricattate da finanziatori pubblici e privati: “io ti finanzio, però tu devi licenziare questo tizio perché pensa cose che non mi piacciono” oppure “io ti finanzio, però tu devi assumere questo mio amico o parente”. Addio libero pensiero e residuo di meritocrazia.</span></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #00ffff;"><span style="color: #000000;">È importante che tutti diffondano queste notizie, che tutti si indignino per questa ulteriore mossa che vuole privarci di quanto più ci rende umani. La facoltà di pensare. Non è un caso se l’art. 33 della</span> <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">costituzione</span></a><span style="color: #000000;"> sancisce: «Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato». Con i finanziamenti privati si mette in grave pericolo l’autonomia delle università.</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Oltre i link già inseriti segnalo:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff0000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.giofilo.it/2008/07/28/meno-scuole-superiori-piu-universita-inferiori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">questo post di Giofilo</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=14&amp;t=470" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">questa discussione su Sitosophia</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #008000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.girodivite.it/Salvare-la-Scuola-Superiore-di.html" target="_blank"><span style="color: #008000;">questo intervento del Prof. Alberto Biuso</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #0000ff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu_226.php" target="_blank">le indicazioni dell’Andu (Associazione Nazionale Docenti Universitari);</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #993300; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.firmiamo.it/sopravvivissc" target="_blank"><span style="color: #993300;">infine rinnovo l’appello a firmare la petizione per la Scuola Superiore Catanese</span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>P. S. Come speravo, almeno un risultato si sta raggiungendo, ossia si stanno moltiplicando i post e gli articoli che trattano della questione; perciò segnalo questi altri molto interessanti</strong>:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff00ff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.mushin.it/index.php?/archives/361-Vogliono-Chiudere-La-Scuola-Superiore-di-Catania.html" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">Vogliono chiudere la Scuola Superiore di Catania</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.davidedellombra.it/appunti/32-appunti-generale/68-per-una-valorizzazione-del-presente.html" target="_blank"><span style="color: #ff9900;">Per una valorizzazione del presente</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #800000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.giofilo.it/2008/07/30/morte-delluniversita/" target="_blank"><span style="color: #800000;">Morte dell&#8217;università</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff0000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1478" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">questo post dove sono riportati gli interventi di Ciliberto e Tessitore</span></a>.</span></p>
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		<title>Compleanni e libertà? Chi indovina vince!</title>
		<link>http://www.catenotempio.eu/2007/12/31/compleanni-e-liberta-chi-indovina-vince</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 14:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ultimo dell’anno… Tempo di bilanci… Ma siccome io non sono un’azienda (e non ne farò mai parte, anche quando forse entrerò a far parte dell’“azienda scolastica”!), dunque, siccome io non lo sono, deliberatamente me ne fotto! E poi, per chi cerca di vivere appieno, i giorni sono tutti stupendamente uguali e la convenzione dell’ultimo giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000;">L’ultimo dell’anno… Tempo di bilanci… Ma siccome io non sono un’azienda (e non ne farò mai parte, anche quando forse entrerò a far parte dell’“azienda scolastica”!), dunque, siccome io non lo sono, deliberatamente me ne fotto!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">E poi, per chi cerca di vivere appieno, i giorni sono tutti stupendamente uguali e la convenzione dell’ultimo giorno dell’anno (benché sia fin troppo ovvio dire che è una convenzione) è solo un momento come un altro e, per me, una scusa qualsiasi per bere vino e fare festa!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Detto questo, e prima di procedere con cose un po’ più serie, inserisco alcune foto che avevo promesso. Sono le foto di un paio di compleanni; purtroppo non ne ho tantissime e alcune non sono venute bene. Beh, le metto qui di seguito; e via!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> <img style="display: block; text-align: center; margin: 0 auto 10px;" src="http://catempio.files.wordpress.com/2007/12/53be705d5973fef6ff0bb7f7d461a40e.jpeg" alt="rockband" /><img style="display: block; text-align: center; margin: 0 auto 10px;" src="http://files.splinder.com/5f51ec170b2ea81e429ece2fe3a24cde.jpeg" alt="l" /><img style="display: block; text-align: center; margin: 0 auto 10px;" src="http://files.splinder.com/0d0add4f8fb7036550b329d4ca97d50a.jpeg" alt="compleanno chiara" /><img style="display: block; text-align: center; margin: 0 auto 10px;" src="http://files.splinder.com/58b450c25044b071c7ed853db1e2b3b9.jpeg" alt="cateno e davide" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"><img style="display: block; text-align: center; margin: 0 auto 10px;" src="http://files.splinder.com/96f6e1f9dee692c0e6924ec25ae977ab.jpeg" alt="il pittore" /></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Pensando, così, casualmente, ad alcuni miei propositi da non-anno-nuovo ma da giorni-come-tanti-altri, ebbene, il più importante mi pare la mia voglia (a seguito di un improvviso risveglio notturno che ho avuto appunto stanotte) di imparare finalmente a suonare il pianoforte. Non voglio diventare chissà che; solamente voglio capirne un po’ più di teoria musicale, voglio che uno spartito per me significhi qualcosa e, infine, dilettarmi massacrando altre corde oltre quelle della chitarra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Ma ora, ahivoi, una discussione un po’ più seria.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #000000;">I miei pensieri si stanno dilatando notevolmente in questo periodo; non solo perché ho quasi ultimato lo studio della <em>Critica della ragione pura</em> (ancora 60 paginette; e che saranno mai in confronto alle 760 che ne ho già letto?); ma anche e soprattutto perché sto leggendo Peter Sloterdijk, di cui pure avevo già parlato in</span> <a href="http://www.catempio.splinder.com/post/15204751#comment" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">questo altro post</span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Gli entusiasmi che si possono provare per qualche autore del passato non sono mai così forti come quando ti riconosci nel concetto espresso del tuo presente. Traslando i piani, io adoro Wagner (in questo preciso momento sto mandando un sacco di sms a una mia amica in cui appunto dico come la sua musica mi riempia la mente e mi causa brividi lungo tutto il corpo); ma per quanto lo possa adorare, la dilatazione mentale che provo ad ascoltare qualche contemporaneo è decisamente superiore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Quindi mi sto scoprendo (io che credevo avrei sempre vissuto ancorato ad un qualche passato lirico-soggettivo, malinconico-oggettivo o classico-concettuale), ebbene, mi sto scoprendo autenticamente presente. E sto sperimentando il detto di Wittgenstein secondo cui «vive eterno colui che vive nel presente».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Ma veniamo a Sloterdijk ed alla libertà umana. Chi mi conosce, ben sa com’io credo che l’uomo non sia libero, che il libero arbitrio non esista e che, per dirla con Schopenhauer, siamo liberi di fare ciò che vogliamo, ma non di volere ciò che vogliamo. Insomma, chi mi conosce, ben sa come io adori parlare di Spinoza, e con ciò abbiamo detto tutto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #000000;">(A proposit</span>o, <a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1305" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">come faceva notare anche Biuso</span></a><span style="color: #000000;">, il numero di dicembre di <em>Mente &amp; cervello</em> è davvero bello e si occupa anche di questi temi che sto discutendo. Meno male, perché ultimamente sta rivista mi stava un po’ deludendo!)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Ma torniamo, per la terza volta a Sloterdijk. Egli snocciola il nodo teorico della libertà ebraico-cristiana. Facciamolo parlare:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ff00ff;">«Anche se nel mondo balza agli occhi una fastidiosa negatività, la cui attribuzione alla causa prima divina deve restare tabù, l’intera cultura del discorso e l’igiene logica dei giochi linguistici biblico-ellenistici non devono essere messi in pericolo. In tal modo, per l’uomo, in quanto creatura dotata di libertà, aumenta il peso di un compito alla lettera sovrumano, atlantico: l’uomo è chiamato a portare la colpa di un intero mondo di sofferenze. La libertà umana sgrava dio dal problema di dover riconoscere un secondo principio accanto a sé come origine di ciò che non è stato intenzionalmente voluto da lui. Per questo la tradizione della vecchia Europa si definisce, e a ragione, come “umanistica”: essa doveva infatti riporre nell’uomo, e solo in esso, sia la possibilità di un accordo con dio e la natura, sia la tentazione del disaccordo. […] I cristiani si servono dell’uomo come di un concetto superiore e di un nascondiglio per l’inumano, vale a dire per tutto ciò che si oppone a dio. […] L’uomo appare per un’intera epoca come un essere che può mancare il suo appuntamento con dio, un appuntamento, che, come si sente dire, costituisce la sua umanità» (P. Sloterdijk, <em>Non siamo ancora stati salvati. Saggi dopo Heidegger</em>, Bompiani, Milano 2004, pag. 74).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Bene, ancora una volta è svelato innanzi tutto il tranello già visto da Max Stirner, ossia che l’umanità dell’uomo è considerata la sua divinità e che perciò l’umanismo è una religione (che forse coincide con il cristianesimo, per la menata del dio-uomo).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Ma che bellezza far rilucere l’ovvietà della libertà umana che infine è una subdola teodicea!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">E c’è dell’altro! La libertà cristiana è intimamente paradossale, in quanto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ff00ff;">«Si tratta della disastrosa paradossalità contenuta nell’idea secondo cui la propensione alla libertà rimane legata a un’aspettativa di ordinamento e di gerarchia. Di conseguenza l’uomo, come il suo mitico protettore, Satana, avrebbe potuto utilizzare senza colpe la sua libertà solo se avesse deciso di non usarla. Servirsi della libertà significa, al contrario, arrivare automaticamente alla rivolta e decidersi per la liberazione esistenziale». (Ivi, pag. 78).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">I cristiani, dunque, o sono condannati o rimarranno schiavi a vita.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Ma ciò che mi inquieta di più è un rimando che fa Sloterdijk; nel rimando della nota 20 del secondo capitolo (precisamente a pag. 95), egli ci informa sulle:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ff00ff;">«riflessioni di Michel Serres sul carattere impersonale e sovrapersonale del male e sulla costante tragica della condizione umana. Serres consiglia di coniugare il male attivo come un verbo impersonale: “Piove, gela, tuona”. “Da un nube fluttuante e permanente cadono, indifferentemente, danni su tutte le teste e su qualsiasi testa”» (ivi, pag. 332).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Caspita! Si dovrebbe dire che accade il male come se piovesse! Questo è riportate tutto alla natura, al cosmo! Si dovrebbe dire: “mala”, come quando si mette il capo fuori dalla finestra e si dice: “piove”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Dunque, se mi concedete un giochetto, la “malavita” è un accadimento come il “nevica”. E la “malavita organizzata” è l’intera esistenza umana nel suo accadere.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">Sono stato più lungo del (già lungo) solito, ma abbiate ancora un attimo di bontà. Solo due piccole segnalazioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #000000;">La prima riguarda la mia iscrizione a questa grande community libresca che è</span> <a href="http://www.anobii.com" target="_blank">anobii</a>.<span style="color: #000000;"> Mi costa fatica mettergli dei libri perché con la connessione che mi ritrovo ci sta un sacco di tempo ad aprirmi una pagina. Comunque, visitate il sito; è davvero interessante. (Ringrazio</span> <span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.giofilo.it" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Giovanni Polimeni</span></a></span><span style="color: #000000;">, giacché è per suo tramite che ho conosciuto questo sito).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #ffff00;"><span style="color: #000000;">E infine, una piccola barbarie quotidiana di cui anch’io nella mia goffaggine e noncuranza da umano non mi ero accorto. Tramite un comunicato diffuso (anche) da Biuso si può riflettere di quanto danno facciano i botti di fine anno ai nostri amici animali. Leggete</span> <a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1321" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">qui</span></a> <span style="color: #000000;">e capirete.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;">A presto!</span></p>
<div class="shr-publisher-15327153"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Dire il pensiero, pensare l&#8217;indicibile</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 20:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Il testo che segue è stato pensato come risposta a questo post di Tommy David) Caro Tommy David, su cosa mai sia la filosofia ho scritto qualcosina altre volte, sia in Cybersofia che in Sitosophia. Tuttavia la tua riflessione-delusione mi ha scosso. Non solo perché nella tua micro-storia della filosofia cogli nel segno parecchie volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p class="MsoNormal" style="margin: 0;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">(Il testo che segue è stato pensato come risposta a <a href="http://www.tommydavid.com/2007/12/cosa-puo-essere-mai-la-filosofia" target="_blank"><span style="color: #00ffff;">questo</span></a> post di Tommy David)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Caro Tommy David,</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small; color: #000000;"><span>su cosa mai sia la filosofia ho scritto qualcosina altre volte, sia in </span><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=356" target="_blank"><span style="color: #000000;">Cybersofia</span></a><span> che in </span><a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?t=118&amp;start=0" target="_blank"><span style="color: #000000;">Sitosophia</span></a><span>.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Tuttavia la tua riflessione-delusione mi ha scosso. Non solo perché nella tua micro-storia della filosofia cogli nel segno parecchie volte e perché nell’incontro con Raciti dell’anno scorso ti sei reso conto di cosa fosse davvero la filosofia. Ma soprattutto perché pur cogliendone l’essenza, in qualche modo tenti di renderla inefficace e la snaturi.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Dici che la filosofia è arte veicolata col linguaggio e infine la ri(con)duci a Parola. Dici espressamente che la filosofia è «cogliere le connessioni del reale ed esplicarle in un caleidoscopio di <strong>Parole</strong> (parole parole parole): niente più». Niente più? E che volevi di più? Quello che tu indichi come filosofare è, in qualche modo, tutto. In che modo?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Quello strano personaggio che è Johann Georg Hamann scrisse che «senza parola non ragione – non mondo. Nella parola è la fonte del creare e del governare!» (citato in M. Ferraris, <em>Storia dell’ermeneutica</em>, Bompiani, Milano 1997, pag. 119).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">In uno scenario burlescamente apocalittico di un mio racconto, ad un certo punto dico:</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;">«Credo fosse una citazione da Mallarmé: “Il mondo esiste per approdare a un libro”. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Di schianto, come un colpo secco ed improvviso, come se ruotando a caso la miriade di combinazioni possibili di una cassaforte avessi trovato quella giusta, compresi.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ogni singola parola scritta, ogni libro ritenuto sacro e persino il grande libro della natura che si credeva scritto in caratteri matematici sono solo una parte del libro che conterrà tutto il mondo. Quando il Libro sarà compiuto, cesserà tutto. Se in principio era il verbo, se il mondo è stato creato con un parola, allora il mondo stesso svanirà nel silenzio. La storia, che noi facciamo cominciare con la scrittura, contiene in sé il germe del proprio annientamento. Il progressivo passaggio dall’oralità alla scrittura, ad una sempre più capillare ed ubiqua scrittura, condurrà al silenzio assoluto. Tutto sarà scritto e con ciò il mondo finirà, non ci sarà più nulla da dire. Il canto originario, la poesia tramandata oralmente, il mondo che cerca la sua giustificazione di diritto nei primi codici tramandati ad acquistare un iniziale provvisorio senso, via via fino a giungere a ciò che, secondo Dante, per l’universo si squaderna ed alla scomparsa della creazione di fiabe orali, ebbene, tutto questo processo non mostra altro fatto che il mondo creato dalla parola volerà via per sempre; rimarrà la scrittura, monolitica, impenetrabile, a custodire il segreto del mondo. Senza più rumori o suoni, senza chiasso o melodia. Il cicaleccio contemporaneo è solo un <em>divertissement </em>pascaliano, un distogliere lo sguardo dal fatto necessario che il mondo, prima o poi, tacerà.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;">E quando la scrittura avrà assorbito tutto, quando la storia con le sue guerre avrà penetrato ogni luogo, sarà come se l’Assoluto hegeliano avesse raggiunto il culmine dialettico compiendo il sistema, la sintesi definitiva, negando così un successivo movimento dialettico. Addirittura cesserà il movimento in generale; la vita si cristallizzerà nella grafia. Il mondo sarà mondato: dalla catarsi della scrittura assoluta, della storia che culminando eliminerà se stessa in quanto non potrà mai più procrearsi, scaturirà la pace. La storia imploderà, si chiuderà su se stessa; allora sarà la pace bianca del silenzio, il nulla di un mistero sconosciuto e incomunicabile per chi non potrà mai più parlare».</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Volevo semplicemente (e forse un po’ troppo liricamente) dire che il mondo che esiste è parola. Anzi, il mondo esiste perché è parola. Senza una connessione di significati veicolati dal linguaggio, il mondo sarebbe solo un’accozzaglia di frammenti privi di senso: ossia non sarebbe più un mondo.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Che la scienza possa poi offrire un’aderenza di parole a fatti, beh, né più né meno della filosofia. Anzi di meno (e spiegherò perché).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Innanzi tutto, ammettere che vi possa essere un’aderenza di parole a fatti abbisogna di una spiegazione che ci salvi in qualche modo dal dimenticarci di Kant. Ossia, la scientifica aderenza delle parole ai fatti è una reale descrizione del mondo? Reale? Della cosa in sé o delle apparenze? Il cosiddetto realismo scientifico mi fa proprio crepare dal ridere!</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">La filosofia, a mio modo di vedere, è invece l’unica disciplina che indagando sui proprio principi (che poi sono i principi di ogni altra disciplina) tenta di identificarli e perciò smascherarli. O, meglio, smascherare se stessa da ogni pretesa assoluta che tenti di procedere oltre quei principi stessi.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La filosofia è parola perché ha a fondamento l’indicibile; non appena si tenta di dire questo, tutto crolla e la filosofia (e perciò il pensiero, in quanto la filosofia è l’unica forma di pensiero</span><a title="" name="_ftnref1" href="http://www.splinder.com/editor/fck/editor/fckeditor.html?InstanceName=body&amp;Toolbar=Post#_ftn1"></a><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">[1]</span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span>)</span> cessa d’esistere.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ora, l’indicibile è pensabile? Beh, sì; altrimenti non potremmo pensare nulla, se non potessimo pensare i principi. Ma dunque l’indicibile è il noumeno? Non potrei dirlo… Posso solo pensarlo!</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small; color: #000000;"><span>A conclusione cito Parmenide secondo cui pensare ed essere sono una cosa sola. E mi piace riportare anche qui una cosetta che avevo scritto per </span><a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?t=248" target="_blank"><span style="color: #000000;">Sitosophia</span></a><span><span>,</span> proprio rispondendo sempre a te, caro Tommy.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">La filosofia non deve partire dai dati osservabili, dall’esperienza empirica, dalla ragione, dal nulla (al quale pure ha tentato di accostarsi); non deve partire finanche dall’essere. Precisamente perché la filosofia o, meglio, il pensiero (inteso come <em>nous</em>) non parte; esso semplicemente c’è. (Chiarirò meglio più sotto).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">La scienza, così come la filosofia o la poesia o l’arte e così via, non è che un ambito o meglio una forma del pensiero a cui diamo un nome particolare; non esiste alcuna priorità né ontologica né temporale. Non si dà punto di partenza perché ciò di cui parliamo, il pensiero, in un certo senso accade oltre il tempo. Dobbiamo sancire la profonda unità non solo all’insegna della trasversalità di ciò che è coevo, ma anche del pensiero tutto, oltre la contemporaneità e la stessa temporalità. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Unificare il sapere, il pensiero oltre la temporalità è sancirne l’eternità. Non ha senso l’obiezione che il pensiero è nato e morirà con l’uomo, perché questa è una misurazione impropria. Se anche l’attimo più menzognero del cosmo, la conoscenza, non durasse che appunto un solo attimo, ciò non riveste alcuna importanza, perché il pensiero è <em>la</em> misura, il termine di riferimento per la misurazione. Come mi disse una volta il prof. Raciti, voler misurare la misura è la <em>hybris</em>.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0;"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Certo, è facile notare come dietro il mio discordo stia Parmenide: «Infatti lo stesso è pensare (<em>noein</em>) ed essere <em>(einai</em>)». Da qui discende che l’espressione «pensare l’essere» è poco più di una banale tautologia. Il pensiero approda all’ambito dell’astrazione e da lì gode, contempla e agisce l’eterno e immutabile snodarsi del tempo nelle forme storiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;&quot;; color: #000000;"><span>Quanto più pensiero, tanto più essere. Essere: pensare; non nel senso cartesiano, ma nel senso cosmico per cui l’essere in tutti i sensi si dice in tanti modi ma è una cosa sola, il pensiero. Forse la domanda metafisica: “perché, in generale, vi è l’essente e non il nulla?”, potrebbe trovare questa risposta, certo tautologica, ma che potrebbe far riformulare la stessa domanda, ossia: “v’è essere perché c’è pensiero e viceversa”. A questo punto la domanda metafisica potrebbe così dirsi: “perché è lo stesso pensare ed essere?”. Senza pensiero ci sarebbe l’essere? E senza l’essere pensiero? L’essere, come sussistenza in sé, senza niente che lo pensi, sarebbe questo stesso niente. È palmare e filosoficamente fondante, giacché al limite del dicibile, anche il contrario: il pensiero senza essere semplicemente non si dà.</span></span></p>
<div><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small; color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><br />
</span></span></div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-align: justify; margin: 0;"><span style="color: #000000;"><a title="" name="_ftn1" href="http://www.splinder.com/editor/fck/editor/fckeditor.html?InstanceName=body&amp;Toolbar=Post#_ftnref1"></a><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: x-small;">[1]</span></span><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <span>«<span>L&#8217;esistenza di un solo filosofo promuove l&#8217;insopportabile sospetto che gli altri, senza eccezioni, medici avvocati storici o fruttivendoli, non pensino — mai</span><span>.»</span> <span>(G. Raciti, <em>L’anno pensato (L’hanno pensato)</em>). Precisando che le altre categorie non è che non pensino, ma quando pensano divengono filosofia.</span></span></span></span></span></p>
</div>
<div class="shr-publisher-15107392"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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