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Candidi candidati, tango e mastro puparo

Bene bene bene… Mentre dalle mie parti impazza la campagna elettorale per le provinciali, almeno si può ridere del simpatico nome di un candidato per il collegio di Acireale nella lista Sicilia forte e libera che sostiene la candidatura di Castigione. Tra i candidati consiglieri troviamo appunto Rito Greco!

Ma se qui colpa non si può ricercare se non nel detto: «Le colpe dei genitori ricadono sui figli», è invece nella lista di un candidato sindaco per Siracusa che forse sfioriamo la conclamata idiozia contemporanea. Allo stupefacente slogan: “Finalmente potrai astenerti andando a votare!” fa da giusto pendant il nome della lista: IO NON VOTO.

Se ne vedono di tutti i colori…

Invece, quella che udite è una stupenda canzone di Francesco Guccini, canzone che cito e canto spesso. Fatemi sapere ciò che ne pensate.

Per ultimo una notiziola: sono stato contattato (ed ho prontamente accettato) per far parte dello staff di una Piccola Orma. Precisamente io sarò nello staff della Piccola Orma di Acireale, in cui insegneremo ai bambini a costruire ed a mettere in scene le vicende dei tradizionali pupi siciliani.

Questo mi riempie di orgoglio, ma riduce ancora il tempo che posso dedicare al riposo… Beh, come si dice, mi riposerò da morto!

Primavera, sentimenti, pina

L’attendevo da tanto quest’aria di primavera, questa voglia di uscire, di scampagnate, di bevute con gli amici; l’attendevo perché credevo d’averla perduta, a causa dei malesseri, dei malori, delle malore. Ed eccoci, infine, qua, a trangugiare sorsate di sole, a far finta d’essere poetici, a sperare che sia ancora possibile ritrovarsi come si era.

Ma tanto per sbrodolarmi in questi insulsi autobiografismi, cercando di non affogare nel gorgo dei giorni e scrivendo queste parole come quando chi annega non fa vedere di sé che bollicine se non altro comiche, almeno cercherò di non essere come colui che piange (ma d’ebbrezza o dubbio) e dice.

Ho tra le mani, nelle mie membra a volte così pesanti e stanche, ho, cerco di avere e non-avere, qualcuno di fragile, che chiude gli occhi come serenamente si abbandonasse a me nelle sembianze di Morfeo, adagiando il capo sul mio petto, contraltare delle mie spalle indolenzite, rattrappite, in fondo oscene, spalle da studioso, deboli e forti.

Il dubbio di non saperla felice, che un giorno io possa dire con Guccini:

«Adesso dove sei, bimba d’allora,

con i tuoi sedici anni e il tuo sorriso?

Chissà se senti chi ti pensa in questo autunno,

che consuma ora piano anche il ricordo del tuo viso…»

(F. Guccini, Primavera ’56, in Stagioni),

ebbene, questo dubbio dovrebbe frenare ogni cosa, ogni emozione, ogni situazione; il timore e tremore di vederla piangere come ogni altra… Ogni altra, che pure fosse stata una sola già sarebbe troppa; e invece gli anni passano e le altre, le ogni altre diventano tante…

E l’alternativa a tutto ciò, anch’essa conserva e propone il suo carico di sofferenza, eppure a volte pare l’unica via percorribile:

«[…] era potuto giungere fino a me lo strano richiamo che non avrei più smesso di udire, come la promessa dell’esistenza di qualche altra cosa, realizzabile forse con l’arte, ben diversa dal nulla che avevo trovato in tutti i piaceri e nell’amore stesso […].»

(M. Proust, La prigioniera, Bur, Milano 1991, pag. 426).

E invece lei… Volerle restare aggrappato, ancorato, sorridere se sorridere, sorridere se è triste per farla a sua volta sorridere, fare il buffone,

«cambiar faccia cento volte facendo finta di essere un bambino,

di essere un bambino,

con un sorriso ospitale ridere, cantare, far casino,

insomma far finta che sia sempre un carnevale,

sempre un carnevale…»

(L. Dalla, Quale allegria).

Ma insomma! Ma insomma! Ma insomma! Visto che ci siamo, concludiamo con un’altra canzone, sempre di Guccini:

«Chi lo sa se ciò ch’è da cercare,

ciò che non sai mai se vuoi o non vuoi,

sia così banale da trovare,

sia lungo ogni strada, sia a fianco di noi…»

(F. Guccini, Tango per due) [Della quale mi permetto di suggerire a tutti l’ascolto]

 

Veniamo, invece, alle opere di una mia carissima amica; sono piccoli gioiellini, di cui sono fortunatamente in possesso io medesimo!

Il primo che presento è una sorta di quadretto che mi regalò per il conseguimento della laurea; sapeva che aveva a che fare con il tempo, e perciò mi donò questo mirabile uomo-albero che ha in sé e successivamente la quattro stagioni:

il tempo (pina)

Quindi veniamo a questo piccolo e delicato omaggio a Chaplin. Anche qui, sapeva che vado matto per Chaplin e mi donò a Natale del 2006 questo fantastico vestiario chapliniano in terracotta attaccata su corteccia:

chaplin (pina)

chaplin 2 (pina)

Infine una delle sue opere più belle. Le parlavo di Spinoza, di natura, di uno e tutto; dalle nostre conversazioni le venne questa magnifica idea, intrisa di sensualità, naturalità, anche esoterismo, se vogliamo. Non a caso questa piccola scultura si chiama Hen kai pan, di cui vi offro anche una serie di particolari:

hen kai pan (pina)hen kai pan 2 (pina)hen kai pan. particolare (pina)hen kai pan. particolare 2 (pina)hen kai pan. particolare 3 (pina)hen kai pan. particolare 4 (pina)

Spero vi siano piaciute almeno la metà di quanto piacciono a me; spero, inoltre, quanto prima, di fare delle foto ai quadri di un mio amico pittore e mettere anch’esse qui.

A presto!