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Il vestito nuovo del Tempio Dell’Ombra.

In questi giorni stanchi e perduti, fatti di risa e di gioie fugaci, si intrecciano nuove attività, tematiche interessanti da segnalare e, come da titolo, il vestito nuovo de Il Tempio Dell’Ombra. La bellezza di questo nuovo vestito si deve a Davide Dell’Ombra e a Giovanni Polimeni (che linkerò appena più sotto).
Sono onorato dal fatto che il mio post sull’antieroe ha suscitato due risposte davvero molto interessanti: una di Davide Tomasello, l’altra del succitato Giovanni Polimeni.
Segnalo inoltre, per chi ha avuto finora la fortuna di evitarla, la seconda intervista ad Adamo Medo.
Infine, per tornare a Il Tempio Dell’Ombra, con molto piacere posso finalmente invitarvi a leggere la Physis, scritta a quattro mani da me e Davide.

Tre Vie

In un breve passo di Reality di Peter Kingsley, passo che ho tradotto per Il Tempio Dell’Ombra (scusate la malsana pubblicità, tuttavia m’ammanto di narcisismo poeticheggiante), s’accenna alla identificazione dell’oltretomba, del regno degli inferi, con la biforcazione stradale; giungere all’oltretomba, in definitiva, è giungere davanti ad un bivio. Senonché, tale luogo è indicato con la parola greca trihodos, che Kingsley traduce con three-ways e che io ho reso con ‘tre vie’.
Con stupore e rimanendone completamente affascinato ho subito pensato che qui nel mio paesello, questa sordida, dolce e amara Regalbuto, v’è un luogo che si chiama appunto Contrada Tre Vie; esso comincia appunto con un bivio (adesso divenuto quadrivio; ma sempre di crocicchio si tratta, di Kreuzweg, luogo ove si riteneva si incontrassero le streghe). Posseggo un terreno da quelle parti, ora vi abitano i miei zii, vi stanno trasferendo l’asl, ci sono le nuove abitazioni popolari e, segno ultimo e distintivo, la Contrada Tre Vie adesso sta pian piano cominciando ad essere sostituita con la dicitura “Via Lago Pozzillo”.
Qualche tempo fa, tuttavia, fino a quand’ero piccolo, era un luogo proprio fuori dal paese; ricordo che mia nonna mi raccontava la leggenda per cui nel bivio di Tre Vie (Tribbii, nella sua lingua) se per caso ti trovavi a passare a mezzanotte comparivano quattro cavalieri, i quali ti richiedevano il permesso del re e se tu non lo avevi ti uccidevano, ossia ti conducevano nell’oltretomba. Che meraviglia! Il luogo chiamato Tre Vie, che per l’appunto è un bivio, a mezzanotte, ora infera per eccellenza, presidiato da cavalieri che ti conducono nell’oltretomba se non hai il riconoscimento del re di questo mondo. Chissà quante intersecazioni, sovrapposizioni e quant’altro si sono mischiate: il bivio, l’Etna che da quei luoghi si vede meglio che altrove a Regalbuto, il nome che chissà a quanto risale.
Adesso a mezzanotte in quel bivio l’unico presidio che si può trovare è qualche posto di blocco dei carabinieri, che ti richiedono patente e libretto. Forse in definitiva non è cambiato nulla; altro comfort allora, altro sconforto, direbbe Montale. Ma ogni epoca ha la sua poesia, i suoi miti, i suoi lasciapassare; l’altro mondo, adesso, l’oltretomba, è solo una multa, o se va proprio male, il viaggio d’iniziazione dell’alcol o delle droghe si può tradurre in una notte in caserma, degno regno infero, di cui gloriarsi e narrare al ritorno.
L’Etna è ancora lì, per fortuna non l’hanno spostata e fino a poche settimane fa faceva da pendent al candore dei mandorli in fiore; i cavalieri adesso sono sbirri. Ed il re, ahinoi, epoca grama, corrisponde al nome di Silvio Berlusconi.

Dell’Ombra sul Tempio

Proprio oggi che è il compleanno di questo bloguzzo (compie un anno!) ricevo un bellissimo regalo, il migliore che si possa ricevere. È con immenso piacere e orgoglio che segnalo un articolo di Davide Dell’Ombra che si occupa del sottoscritto. Vi potrete leggere alcuni estratti di mie poesie (anche una intera) e di un mio racconto. È la prima volta che qualcuno si occupa dei miei scritti. So che Davide, per la serietà che lo contraddistingue, se ne ha parlato è perché li apprezza veramente; sono, pertanto, doppiamente contento. Del resto, avere un lettore come lui ed avere perdipiù il privilegio di essere stati oggetto di un suo articolo è veramente una situazione da invidiare. Davide è uno studioso di elevato spessore; chiunque se ne potrà fare un’idea leggendo la sua tesi per la laurea triennale, guardando il suo sito e dando un’occhiata al nostro Tempio Dell’Ombra. Capirete che il mio non è un panegirico ingiustificato.
Ovviamente, quanto ho detto trova riscontro nella serietà dei nostri volti:
Il tempio dell

Cambiando argomento, colgo l’occasione di questo post per introdurre la nuova canzone che accompagnerà il blog. Si tratta di Staràlfur dei Sigur Ros, un gruppo che ho scoperto questa estate (anche se già me ne aveva parlato una mia amica) grazie ai preziosi suggerimenti di Gianluca (che è un simbolo verginale! Ahaha! :-P).