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	<title>Cateno Tempio &#187; politica</title>
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		<title>Della libera morte</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 13:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi faccio l&#8217;elogio della mia morte, la libera morte, che viene a me, perché io voglio. [...] Io sento predicare solamente la lenta morte e la pazienza per tutte le cose &#8216;terrene&#8217;. [...] Libero per la morte e libero nella morte, un santo che dice di no, quando non è più tempo di sì: così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: right;"><em>Vi faccio l&#8217;elogio della mia morte, la libera morte, che viene a me, perché <span style="font-style: normal;">io</span> voglio<span style="font-style: normal;">.</span><br />
[...] Io sento predicare solamente la lenta morte e la pazienza per tutte le cose &#8216;terrene&#8217;.<br />
[...] Libero per la morte e libero nella morte, un santo che dice di no, quando non è più tempo di sì: così si intende di morte e di vita. Il vostro morire non sia una calunnia contro gli uomini e la terra, amici: questo io pretendo dal miele della vostra anima. Nel vostro morire deve ardere ancora il vostro spirito e la vostra virtù, come un vespero sulla terra: altrimenti il morire vi è riuscito male. (F. Nietzsche, </em>Così parlò Zarathustra)</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.catenotempio.eu/2010/11/18/della-libera-morte"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>La Chiesa sta perdendo una delle più grandi occasioni di riscatto che ha avuto negli ultimi tempi; sta perdendo l&#8217;occasione di togliere i chiodi dal crocifisso, di caricarsi il Cristo e portarlo giù per poi prenderlo per mano, proteggerlo, accompagnarlo nel cammino a difesa dei più deboli, dei vessati, dei tanti poveri cristi che non hanno nessuno a occuparsi di loro. Invece sta scegliendo di schierarsi dalla parte dei persecutori, con l&#8217;atteggiamento del fariseo scaltrito e perbenista.<br />
Non che sia esente da critiche, aggiustamenti e incoraggiamenti (figuratevi se credo a un&#8217;infallibilità divina), ma m&#8217;azzardo a considerare Saviano come una figura cristologica: la gioventù e il miracolo, la faccia e i ritmi così poco televisivi (confesso che quando parla in televisione sbadiglio più di una volta), l&#8217;avere contro stato e chiesa, l&#8217;accusa di scacciare dèmoni con l&#8217;aiuto del demonio. Quando morirà (se avranno bisogno di quest&#8217;altro martirio) vorranno toccare con mano le ferite; ne berranno il sangue e si ciberanno del suo corpo. Poi, ovviamente, lo santificheranno. Saviano e Cristo sono <em>idioti</em>, come disse Nietzsche di quest&#8217;ultimo rifacendosi a Dostoevskij. Sono incapaci di ragionare politicamente. Pasolini con la consueta lucidità ci informava (<em>La religione del mio tempo<span style="font-style: normal;">):</span></em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">Guai a chi non sa che è borghese<br />
questa fede cristiana, nel segno</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">di ogni privilegio, di ogni resa,<br />
di ogni servitù; che il peccato<br />
altro non è che reato di lesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">certezza quotidiana, odiato<br />
per paura e aridità; che la Chiesa<br />
è lo spietato cuore dello Stato.</span></p>
</blockquote>
<p>Chi si oppone al magistero della chiesa è diabolico. Gli si vedono le corna, come a un capretto dionisiaco caduto nel latte. Gli si vedono le corna perché santa madre chiesa lo tradisce. L&#8217;Italia è lo stato; il substrato sono gli italiani. Potremmo dire che l&#8217;Italia è la forma, gli italiani la materia. Orbene, ci sono molti italiani che sono onesti, intelligenti, persone che stimo o che conoscendole stimerei, come ce ne sono altre che hanno caratteristiche opposte. Tuttavia, è l&#8217;Italia che fa schifo, è la forma a puzzare da far venire il vomito. La forma non si può deformare, perché è immutabile: si deve sostituire con un&#8217;altra forma. Non si tratta di cambiare le cose dall&#8217;interno; la forma non è soggetta a modifiche. Si deve sostituire questa forma con un&#8217;altra. Lo stesso è con la Chiesa: vi sono cattolici di tutti i tipi, come anche preti del genere di Puglisi e Gallo. Tuttavia è la forma a puzzare di merda, Ior e pedofilia. La forma è quella che attacca Saviano sull&#8217;eutanasia in nome di una libertà che non vuole concedere agli altri (nessuno vuole impedire di sopravvivere attaccati a un tubo; però la chiesa non accetta la libertà di evitare questo tipo di sopravvivenza. Il discorso vale anche per i matrimoni omosessuali: non si vuole eliminare la cosiddetta famiglia tradizionale; si vuole garantire parità di diritti anche ad altri tipi di unione); la forma è quella che anziché difendere Saviano dagli attacchi di Maroni e della mafia, rincara la dose aggiungendosi al coro; la forma è quella che spende a malapena due righe sottovoce per difendere carcerati suicidi, precari, immigrati e vittime di pedofili (preti e non), ma che strepita, si straccia le vesti, inonda i mezzi di comunicazione e le piazze con maree di sciocchezze circa la fecondazione assistita, l&#8217;eutanasia, l&#8217;aborto, il preservativo. La forma è quella che non cita mai il nome di Berlusconi, non denuncia il fascismo galoppante e ignorante della Lega, ma che addita Saviano dandogli dell&#8217;indemoniato. La forma è quella di chi predica la povertà e si ammanta di preziosi, speculando con lo Ior. La forma è quella di chi si trova un povero cristo davanti e si schiera dalla parte dei centurioni, giocandosi a dadi i quattro stracci, nell&#8217;attesa di una corona di spine e di una pallottola nel costato.</p>
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		<title>Embrione: trova l&#8217;intruso</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 09:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[embrione]]></category>
		<category><![CDATA[fecondazione assistita]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Romani]]></category>
		<category><![CDATA[nobel]]></category>
		<category><![CDATA[preti pedofili]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Edwards]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, perché (a riprendere il titolo) se c&#8217;è un intruso in questo mondo in chiaroscuro, quello è l&#8217;uomo. Nel corso di questo post, qua e là, vi saranno delle immagini di embrioni, tipo questa: In tutto saranno otto; solo una rappresenta l&#8217;embrione di un essere umano. Le restanti sette sono di altre specie, non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Sì, perché (a riprendere il titolo) se c&#8217;è un intruso in questo mondo in chiaroscuro, quello è l&#8217;uomo. Nel corso di questo post, qua e là, vi saranno delle immagini di embrioni, tipo questa:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-542" title="E uno!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione4.jpg" alt="" width="54" height="92" /></p>
<p style="text-align: left;">In tutto saranno otto; solo una rappresenta l&#8217;embrione di un essere umano. Le restanti sette sono di altre specie, non solo di mammiferi, ma anche di pesci o rettili. Se volete, potete dilettarvi e cercare di capire quale di esse raffigura l&#8217;embrione intruso, ossia quello umano. Non mi importa discettare di evoluzionismo o anti-evoluzionismo. Il punto, adesso, per me è un altro.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-545" title="E due!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione7.jpg" alt="" width="58" height="88" /><br />
Hanno assegnato il <span style="color: #333399;"><a href="http://www.repubblica.it/salute/medicina/2010/10/04/news/nobel_per_la_medicina_a_edwards_padre_della_fecondazione_in_vitro-7697488/" target="_blank"><span style="color: #333399;">nobel per la medicina a Robert Edwards</span></a></span>, colui che ha messo a punto la tecnica per la fecondazione in provetta. (La cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FIVET" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">fecondazione </span></a><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FIVET" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">in vitro</span></a></em>. Per chi ne sa quanto me, specifico che si tratta di questo: si fa fecondare in provetta un ovocita da uno spermatozoo; dopodiché l&#8217;embrione viene introdotto nell&#8217;utero della donna attraverso la vagina). Tutto qua. Almeno per i comuni mortali.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="E tre!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione2.jpg" alt="" width="52" height="80" /></p>
<p style="text-align: left;">Per i presunti immortali, invece, ossia per i prelati che dànno buoni consigli e, a dispetto di quanto cantava De André, anche il cattivo esempio, <a href="http://www.repubblica.it/salute/medicina/2010/10/04/news/vaticano_nobel_a_edwards_inacettabile-7713932/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">tutto questo è inaccettabile</span></a>. E dico proprio &#8216;tutto&#8217;: sia l&#8217;assegnazione del nobel (e chi se ne fotte), sia la fecondazione <em>in vitro</em> (e me ne strafotterei anche di questo, se non avessero fatto fuoco e fiamme in occasione del referendum di qualche anno fa). Ora, pretucci, <a href="http://www.scuolamediterranea.com/curriculum%20docenti/Curriculum%20Lucio%20Romano.pdf" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">Lucio Romani</span></a>, un medicuzzo al vostro soldo, dice:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Edwards segna la storia, perché pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali all&#8217;ambito umano. Vale a dire dove, nell&#8217;applicazione degli allevamenti, venivano già da tempo messe in essere tecniche di fecondazione artificiale. Ma questo non significa assolutamente che ciò, nel suo complesso, rappresenti un progresso dell&#8217;uomo nella sua visione globale.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-543" title="E quattro!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione5.jpg" alt="" width="56" height="88" /></p>
<p style="text-align: left;">Questa affermazione ha due corollari, strettamente legati: il primo è che, secondo costui, l&#8217;essere umano e gli animali sono due forme di vita sostanzialmente diverse; il secondo è che l&#8217;uomo vale molto di più, in termini assoluti, rispetto agli animali.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-546" title="E cinque!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione8.jpg" alt="" width="54" height="91" /></p>
<p style="text-align: left;">Il passo successivo è scontato, date queste premesse: l&#8217;animale può essere fecondato artificialmente, torturato, vivisezionato, utilizzato per esperimenti (e ovviamente mangiato); i suoi embrioni (come del resto gli esemplari formati e adulti) non contano molto, se ne può fare ciò che si vuole, anche perdendone ed eliminandone migliaia. La dura legge dell&#8217;allevamento per le nostre panze non bada certo a queste cose. Per l&#8217;embrione umano è diverso, di esso non si può fare nulla. È sacro, intoccabile. Dunque, invito tutti quanti a riconoscere tra le immagini di questi embrioni quello umano, quello sacro, intoccabile. Degli altri potete farne ciò che volete.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-539" title="E sei!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione1.jpg" alt="" width="51" height="79" /></p>
<p>P.s. Due noticine conclusive. Per chi non lo sapesse, sono vegetariano. Non mi cibo di animali. Pur con tutto ciò sono favorevole alle sperimentazioni sugli embrioni, alla fecondazione assistita, all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia. Quando vedo queste immagini di embrioni non vi nascondo che mi commuovo, mi fanno tenerezza. Sembrano animalucci fantastici, quasi cavallucci marini. Tuttavia ritorno alla realtà; stiamo parlando di cosette non più lunghe di 5-6 millimetri (siamo intorno al primo mese dalla fecondazione). Per farci un&#8217;idea, sono grandi su per giù quanto una delle lettere delle parole che state leggendo. Provo più pietà quando uccido una zanzara che mi rompe le balle di notte nell&#8217;orecchio che per un embrione sacrificato alla cosiddetta ricerca scientifica o per una coppia che vuole per forza avere un figlio (contenti loro&#8230;). Sono contro il dolore e la sofferenza degli essere viventi, di tutti; non sono animista. Mangio l&#8217;uovo e le piante.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-541" title="E sette!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione3.jpg" alt="" width="58" height="80" /></p>
<p style="text-align: left;">Infine, a voler fare dell&#8217;ironia becera, si potrebbe dire che quando i pretonzoli (o chi per loro) dicono che tali pratiche sono <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2010/10/04/gli-inaccettabili/" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">inaccettabili</span></a> (o è inaccettabile lo IOR? Oppure il silenzio del Vaticano sugli immigrati clandestini? Oppure la contestualizzazione della bestemmia di Berlusconi?), sembrano come coloro che si rifiutano di mangiare, per esempio, i pomodori OGM. Forse i pretastri hanno violentato bambini nati &#8216;naturalmente&#8217; e bambini nati tramite procreazione assistita. Sarà che questi ultimi sono più duri a cedere alle schifose voglie del <em>presbyter libidinosus</em>; o forse hanno un saporaccio cattivo. Lavatevi le mutande sporche, pretastri, fatevi una sega se volete; ma lasciate in pace embrioni e bambini.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-544" title="E otto!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione6.jpg" alt="" width="52" height="90" /></p>
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		<title>Hanno vinto di nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 13:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[È inevitabile. Fini pronuncia quelle parole pesanti come un macigno, caricandole sulle spalle di tutti noi. Sulla dubbia moralità di quest&#8217;uomo non ho mai avuto dubbi, al contrario di chi in quest&#8217;ultimo periodo ha pensato che si fosse ravveduto e che fosse veramente interessato alle condizioni di noi disoccupati, precari, ignoranti, poveri, miserabili, insomma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.corriere.it/politica/10_settembre_29/reazioni-discorso-berlusconi_818560ca-cbad-11df-a93d-00144f02aabe.shtml" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">È inevitabile</span></a>. Fini pronuncia quelle parole pesanti come un macigno, caricandole sulle spalle di tutti noi. Sulla dubbia moralità di quest&#8217;uomo non ho mai avuto dubbi, al contrario di chi in quest&#8217;ultimo periodo ha pensato che si fosse ravveduto e che fosse veramente interessato alle condizioni di noi disoccupati, precari, ignoranti, poveri, miserabili, insomma di noi italiani. Ditemi quel che volete, ma non mi fiderò mai di uno che per sedici anni ha sguazzato (e continua a farlo) nel berlusconismo (certo, anche tanti volponi del Pd lo fanno, sebbene in maniera indiretta). Da qualche parte ci sarà di sicuro qualcuno che ha stilato un elenco delle leggi-porcheria che i vari governi Berlusconi hanno approvato nel corso di questi lunghi e disastrosi anni con l&#8217;appoggio e il beneplacito di Fini.<br />
Tuttavia, l&#8217;amarezza e lo sconforto di oggi sono dovuti a qualcosa di diverso. Pochi minuti fa ho sentito la frase di Fini che in parte ho riportato all&#8217;inizio: &#8220;Votare la fiducia a Berlusconi è inevitabile&#8221;. (Potremmo anche chiederci perché sia inevitabile. Il termine è tanto estremo da non trova alcuna giustificazione: è inevitabile perché altrimenti il mondo finisce? Stando ai termini, la fiducia è evitabile. Basterebbe non votarla.) La frase mi ha fatto avvertire la certezza penetrante che hanno vinto di nuovo loro, tutti loro, tutti i berlusconiani e Berlusconi in testa. Hanno vinto, per l&#8217;ennesima volta. Mi rimbomba in testa una domanda troppo retorica per sembrare plausibile; starebbe bene in una lettera di Jacopo Ortis: quante volte deve morire questa repubblica italiana?<br />
Hanno infangato la sua immagine, quella di sua moglie e di suo cognato. Lo hanno svergognato, ricattato, sputtanato. Lo stesso ha fatto lui (anche tramite Bocchino) con Berlusconi. Lo hanno sbattuto nudo in prima pagina su un quotidiano nazionale. Lo hanno umiliato, considerato disonesto o in alternativa un babbeo che si fa prendere per il naso da un cognatino. (Noto per inciso: quando il &#8216;metodo Boffo&#8217; fu applicato allo sventurato da cui prese il nome, e tra l&#8217;altro senza particolari proteste nemmeno da parte di santa madre chiesa, i finiani stavano zitti zitti; ora il &#8216;metodo Boffo&#8217; d&#8217;improvviso non va più bene.) Cos&#8217;altro dovevano fare? No, non gli importa di nulla. Al presidente della Camera non importa degli italiani, non importa della sua dignità, non importa della sua famiglia. Al presidente della Camera importa solo non uscire dai giochi politici; importa avere un po&#8217; di tempo per organizzare il partito; importa andare ancora appresso a Berlusconi. Perché, a quanto dice, è inevitabile.<br />
Stamattina discutevo con un mio amico di un noto imprenditore delle mie parti. Costui trattiene parte degli stipendi degli operai, li paga una miseria. A volte ne licenzia un po&#8217;, tanto per smaltire gli eccessi. Qualcuno s&#8217;è pure suicidato. Ogni tanto alcuni provano a ribellarsi; o perdono il posto o rientrano nei ranghi. Eppure sono tanti i leccaculo che lo difendono, che si fanno in quattro per lui, che ricevono una paga misera come tutti gli altri e vengono trattati pure peggio. Lo fanno così, perché dargli fiducia, a quanto dicono, è inevitabile.</p>
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		<title>Massimamente maestro</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 10:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aforismo 63 di Al di là del bene e del male Nietzsche afferma: «Chi è fondamentalmente un maestro prende sul serio ogni cosa soltanto in relazione ai suoi scolari &#8211; persino se stesso» (tra. it. di F. Masini). La sventura, tuttavia, sferza colpi tali che sono più gravi a chi più s&#8217;abbandona. I miei amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Nell&#8217;aforismo 63 di <em>Al di là del bene e del male</em> Nietzsche afferma: «Chi è fondamentalmente un maestro prende sul serio ogni cosa soltanto in relazione ai suoi scolari &#8211; persino se stesso» (tra. it. di F. Masini). La sventura, tuttavia, sferza colpi tali che sono più gravi a chi più s&#8217;abbandona. I <span style="color: #ffcc99;"><a href="http://www.tommydavid.com/2010/02/24/professori-e-moralisti/" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">miei amici</span></a></span> <a href="http://www.azalais.eu/?p=136" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">hanno scritto</span></a> <a href="http://www.giofilo.it/2010/02/cose-di-cui-vorrei-parlare-ma-non-lo-faccio/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">sull&#8217;argomento</span></a> <a href="http://ladynviolet.blogspot.com/2010/02/candidi-impuniti.html" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">più lesti e meglio</span></a> di me e di quanto sono capace. L&#8217;oggetto della discussione è la professionalità accademica di un certo docente che fonda <a href="http://www.facebook.com/pages/Correggere-le-tesi-con-iTunes-aperto-e-la-musica-sparata-a-tutto-volume/256870901081" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">gruppi di dubbio gusto su Facebook</span></a>. A tal proposito m&#8217;era stato suggerito di scrivere un post simile al <a href="http://www.catenotempio.eu/2010/01/30/dello-schifo" target="_blank"><span style="color: #99cc00;">precedente</span></a>, una sorta di <em>Dello schifo &#8211; parte seconda</em>; ma valga anche in questo caso quanto ho scritto a conclusione la volta scorsa.<br />
Evidentemente, sulla scorta della citazione Nietzscheana, salta subito all&#8217;occhio (e quindi al pensiero) che quel professore non è fondamentalmente un maestro; magari lo è solo in modo accidentale. Ciò che mi inquieta di più è leggere alcuni commenti ai post che ho linkato. Sono commenti turbanti, che lasciano sgomenti; alcuni rassegnati, altri, peggio ancora, incapaci di vedere il nocciolo della questione; questa cecità va di pari passo con l&#8217;assoluta mancanza di indignazione. Lo svilimento della professione di insegnante è tutt&#8217;uno con la ridicolizzazione dello studente. La mancanza di indignazione è la perdita totale della dignità; lo studente non è più degno della sua condizione.<br />
Ci fosse questa dignità, lo studente pretenderebbe in modo assoluto che il professore si prendesse sul serio, quanto meno in tutto ciò che ha a che fare con l&#8217;immagine professorale; mi permetto di aggiungere che in ambito filosofico &#8216;tutto ciò che ha a che fare con l&#8217;immagine professorale&#8217; lascia poco spazio libero dalla presenza ingombrante del pensiero, cosiccome poco adito alla distinzione tra pubblico e privato. Ma pure a voler rimanere nelle ristrettezze della pubblicità, non vi è atto che non abbia una relazione diretta col pensiero:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">Il </span><em><span style="color: #00ccff;">vero essere</span></em><span style="color: #00ccff;"> dell&#8217;uomo è piuttosto l&#8217;</span><em><span style="color: #00ccff;">atto da lui compiuto</span></em><span style="color: #00ccff;">; in esso l&#8217;individualità è </span><em><span style="color: #00ccff;">effettiva</span></em><span style="color: #00ccff;">, ed è a lei che spetta levare entrambi i lati di ciò che si </span><em><span style="color: #00ccff;">presume</span></em><span style="color: #00ccff;"> costituire l&#8217;</span><em><span style="color: #00ccff;">intenzione</span></em><span style="color: #ff9900;"><span style="color: #00ccff;">. </span><span style="color: #00ccff;">[...] L&#8217;essere umano nella sua individualità </span></span><em><span style="color: #00ccff;">è</span></em><span style="color: #00ccff;"> proprio quel che tale atto </span><em><span style="color: #00ccff;">è</span></em><span style="color: #00ccff;">; nella semplicità </span><em><span style="color: #00ccff;">di questo essere</span></em><span style="color: #00ccff;">, egli è, per altri esseri umani, un&#8217;essenza universale essente, e cessa di essere un&#8217;essenza dall&#8217;intenzionalità soltanto presunta.</span> (G. W. F. Hegel, <em>La fenomenologia dello spirito</em>, trad. it. di G. Garelli, Einaudi, Torino 2008, pag. 217)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In questi atti vedo sostanzializzarsi l&#8217;intenzionalità che presumevo. Il talento e la disposizione sono stati messi a frutto. I miei colleghi studenti non hanno che da dignitosamente raccogliere questo frutto e decidere se mangiarlo o usarlo come concime.</p>
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		<title>Ha tentato.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 16:12:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi piace addentrarmi nel fetidume dell&#8217;Attuale. In esso si mostra appieno tutta la pochezza e la miseria in cui siamo, sempre e dovunque, immersi. Gesti dappoco, alla portata di tutti, senza alcuna meditazione sul prima e sul poi (forse l&#8217;oblio necessario all&#8217;azione?), verranno spacciati come eventi storici decisivi. Guardare oltre il quotidiano dà l&#8217;illusione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Non mi piace addentrarmi nel fetidume dell&#8217;Attuale. In esso si mostra appieno tutta la pochezza e la miseria in cui siamo, sempre e dovunque, immersi. Gesti dappoco, alla portata di tutti, senza alcuna meditazione sul prima e sul poi (forse l&#8217;oblio necessario all&#8217;azione?), verranno spacciati come eventi storici decisivi. Guardare oltre il quotidiano dà l&#8217;illusione della grandezza, del gesto che si stacca dal comune andazzo senza importanza che ha l&#8217;ordinario svolgersi del teatrino giornaliero; del gesto che diventa <em>storia</em>. Il clima teso, l&#8217;atmosfera dei giorni non è meno che niente. A volte le cose accadano, altre volte no. Un omicidio scatena una guerra mondiale. Era nell&#8217;aria, si dice. L&#8217;omicidio attuato da un nazionalista può sostenere il peso di milioni e milioni di morti?<br />
<a href="http://www.tommydavid.com/2009/12/13/attentato-e-moralita/" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">Commentando</span></a> <a href="http://www.giofilo.it/2009/12/14/lurto-diretto-della-verita/" target="_blank"><span style="color: #00ffff;">altri post</span></a> sull&#8217;argomento più <em>attuale</em>,  ho detto che gli attentati <em>falliti</em> non portano mai a nulla di buono. Probabilmente è vero. La domanda che mi sorge e che credo più pregnante però è un&#8217;altra: l&#8217;attentato è sempre da condannare? Vi sono dei casi in cui l&#8217;attentato è ammissibile o addirittura necessario?<br />
L&#8217;attentato è il tentativo di ledere o uccidere qualcuno in maniera del tutto illegale (non è una precisazione ovvia) in nome di una rivendicazione politica (o religiosa; ma è uguale). La domanda che mi pongo è questa: quando è lecito un attentato? La risposta, ovviamente è: mai. Un attentato è per forza oltre la liceità. Perché l&#8217;attentato è sempre contro l&#8217;ordine (politico) costituito. E la liceità è stabilita dall&#8217;ordine politico; l&#8217;ordine politico stabilisce l&#8217;ordine delle cose. L&#8217;attentato tenta di sconvolgere questo ordine della cose; è oltre la logica di queste cose. Non è illogico; segue una logica diversa. Lo scontro è tra logiche; giammai tra l&#8217;illogico e la logica.<br />
Berlusconi segue una logica diversa da quella democratica. La democrazia, a rigor di logica, non contempla la risoluzione violenta dei conflitti. Probabilmente la logica berlusconiana, essendo oltre la democrazia, contempla l&#8217;attentato.  Vista così non farebbe una piega: siamo al paradosso per cui in questo caso l&#8217;attentato sarebbe lecito, poiché Berlusconi tenta di sottrarsi alle logiche democratiche. Nella sua logica, l&#8217;attentato non è fuori luogo.<br />
Concludo dicendo che probabilmente non sarei capace di un&#8217;azione del genere. Tuttavia, mi trovo d&#8217;accordo con quanto scrisse Jünger:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ff00;">Facciamo l&#8217;ipotesi di una città o di uno Stato in cui sia presente un numero, sia pure esiguo, di uomini veramente liberi. In tal caso la violazione della Costituzione si accompagna a una notevole dose di rischio, suffragando così la teoria della responsabilità collettiva: la possibilità di violare il diritto è direttamente proporzionale alla misura di libertà che intende intaccare. Per fare un esempio, nell&#8217;antica Islanda sarebbe stato inconcepibile un attentato all&#8217;inviolabilità o meglio alla sacralità del domicilio, nelle forme in cui esso è avvenuto nella Berlino del 1933, in presenza di milioni di persone, come semplice misura amministrativa. È il caso di ricordare tuttavia almeno una gloriosa eccezione: il giovane socialdemocratico che nell&#8217;androne della sua casa uccide a colpi di arma da fuoco una dozzina di cosiddetti &#8220;poliziotti ausiliari&#8221;. Quell&#8217;uomo era ancora partecipe della libertà sostanziale, dell&#8217;antica libertà germanica che i suoi nemici andavano celebrando a parole. Non l&#8217;aveva certamente appreso dal programma del suo partito. In ogni caso, non era certo uno di quelli di cui Léon Bloy ha detto che corrono dall&#8217;avvocato mentre gli stanno violentando la madre.</span> (Ernst Jünger, <em>Trattato del ribelle</em>, Adelphi, Milano 1990, p. 103)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Correre dietro all&#8217;avvocato mentre gli stanno violentando la madre. Non c&#8217;è descrizione più efficace della classe politica italiana.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
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		<title>L&#8217;antieroe. I martirii possibili.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ho mai avuto la tempra dell&#8217;eroe; ossia non ne ho mai avuto il coraggio. Dell&#8217;eroe possiedo solo l&#8217;insoddisfazione verso questa realtà; ma poiché la realtà è una ed il tempo opera così poco su di essa, dire &#8216;verso questa realtà&#8217; e &#8216;verso ogni realtà&#8217; è pressoché la stessa cosa. Insomma, sono un pappamolla insoddisfatto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Non ho mai avuto la tempra dell&#8217;eroe; ossia non ne ho mai avuto il coraggio. Dell&#8217;eroe possiedo solo l&#8217;insoddisfazione verso questa realtà; ma poiché la realtà è una ed il tempo opera così poco su di essa, dire &#8216;verso questa realtà&#8217; e &#8216;verso ogni realtà&#8217; è pressoché la stessa cosa. Insomma, sono un pappamolla insoddisfatto, incapace di battersi fino alla morte per qualcosa, adducendo la codarda (spacciata per cinica) motivazione: &#8220;tanto non ne vale la pena&#8221;.<br />
Qualche giorno fa mi sono posto il seguente quesito: se la deriva bonariamente autoritaria in cui sta scivolando questa Italietta di pantofolai e vestagliati dovesse definitivamente risolversi in una dittatura violenta e se, una volta avvenuto ciò, chi non si allineerà al regime sarà perseguito, perseguitato e, a meno che non si riallinei, torturato e finanche ucciso, ebbene, io, in tal caso, che farei?<br />
Giro questa domanda a tutti i lettori, invitando chi ha un blog a rispondere su quello, chi non ce l&#8217;ha o non vorrà a lasciare un commento. Ovviamente le risposte dovranno essere motivate. Consideriamo questo piccolo <em>Gedanken experiment</em> come un &#8220;censimento dei martirii possibili&#8221;. Vi espongo ora la mia risposta e le mie motivazioni.<br />
Probabilmente la scelte drastiche che si compiono quando gli eventi sono già al culmine sono diverse, non rispondono più alla logica a cui ciascuno è abituato (cioè: non rispondono al proprio pensiero abituale); probabilmente, in un caso del genere, potrei anche scoprirmi impavido eroe; tuttavia la mia risposta di adesso è questa: non vorrei essere un martire, cioè cercherei di fuggire e se non ci dovessi riuscire abiurerei. Ad una sola condizione, però: se abiuro, voglio che mi lascino libero; se abiurassi e mi tenessero lo stesso prigioniero, allora abiurerei l&#8217;abiurare.<br />
Perché, mi chiedo, dovrei farmi ammazzare? Per cosa? Per chi? Per la mia coerenza? Me ne fotto della coerenza: una volta libero fuggirei, che so, all&#8217;estero, e da lì continuerei a dire e pensare le cose che realmente dico e penso. Dovrei farlo per gli italianetti? Fanculo agli italianetti; colpa loro se siamo qua. Dovrei farmi ammazzare per quelli che mi hanno condotto a quel punto? Dovrei regalare loro un martire? A cosa è mai servito un martire? Solo a commettere altri scempi nel suo nome. Ernesto Guevara, per dirne uno, è servito più da vivo che da morto. Dovrei fare l&#8217;eroe per quella parte di Italia che è contraria a questo stato di cose? Che parli da sé, quella parte; che faccia lei l&#8217;eroe se ne è capace. Per il futuro? Per i figli? Il futuro non mi importa; figli non ne voglio e non ne avrò (si spera).<br />
Insomma, detto chiaro: non sarei disposto a morire per un&#8217;Italia migliore.<br />
Paura di morire? Certo, come ce l&#8217;hanno tutti; ma non si tratta di questo. La questione è annosa: meglio Thomas Mann che dall&#8217;America inveisce contro il nazismo, oppure Ernst Jünger che senza alzare la voce (attentato a parte) e con la divisa cerca di aiutare i poverazzi? Oppure meglio i ragazzetti de <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Bianca" target="_blank"><span style="color: #ff99cc;"><em>La rosa bianca</em></span></a>? Io farei come Jünger; se mi fosse impossibile, fuggirei come Mann. La rosa è bella, certo; ma io sono un caprone brutto e scuro; a questo non vorrei aggiungere la beffa dell&#8217;inutilità.</p>
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		<title>Riconoscere il porco in mezzo alle galline. Sulle crocifesserie.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il detto siculo è: «Nun canusci mancu u puorcu &#8216;nmienzu &#8216;i addini», ossia: «Non sei capace neanche di riconoscere un maiale in mezzo alle galline». Chi non è capace di riconoscere un maiale in mezzo alle galline è peggio di un ignorante; perché oltre ad essere ignorante è anche stupido. Forse è egli stesso un porco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Il detto siculo è: «<em>Nun canusci mancu u puorcu &#8216;nmienzu &#8216;i addini</em>», ossia: «Non sei capace neanche di riconoscere un maiale in mezzo alle galline». Chi non è capace di riconoscere un maiale in mezzo alle galline è peggio di un ignorante; perché oltre ad essere ignorante è anche stupido. Forse è egli stesso un porco, non zoologicamente, poiché il porco non è mica stupido, ma in senso spregiativo: è un porco che in mezzo alle galline non si sa riconoscere. È un porco che si crede un pollo.<br />
Credo che non avrò mai un posto nella vita (ossia un posto di lavoro) perché l&#8217;unica cosa che so fare è rompere i coglioni; e pure questo lo faccio talmente male che rompo i coglioni soprattutto a me stesso. Per non seviziare ancora in solitudine i miei beneamati testicoli, vedrò di massacrare anche quelli di qualche sventurato lettore.<br />
Non riconoscere il maiale in mezzo alle galline: non riuscire a fare nessun tipo di distinzione, neanche semplice. Insomma, come non riuscire a distinguere l&#8217;essere cristiani dall&#8217;avere un crocifisso appeso a un muro. La battuta blasfema equiparerebbe il crocifisso al primo elemento del detto e i cristiani ai polli.<br />
Chi mi sa dire in quale parte dei vangeli sta scritto che i cristiani si riconosceranno dal crocifisso appeso da qualche parte? O dal crocifisso esposto in qualsiasi posto vogliate? Dove? Forse direte che il Cristo in croce c&#8217;è morto e non ha avuto il tempo di dire: «Vi riconoscerete dalla croce (o dal crocifisso)»?<br />
Dobbiamo riferirci al non detto? Non sarebbe meglio riferirci a ciò che, a quanto pare, è stato detto? Sta scritto: «<span style="color: #0000ff;">Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri</span>» (Gv 13, 34-35).<br />
E poi, insomma, è come se un socratico andasse in giro ad appendere ogni dove <a href="http://www.missouriplants.com/Whitealt/Cicuta_maculata_inflorescence.jpg" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">la cicuta</span></a> (che se non altro è più bella a vedersi).<br />
Il buon Soren Kierkegaard sapeva che la negazione del cristianesimo consiste proprio nel non comportarsi da cristiani; Cristo, argomenta, non ha istituito predicatori, ma seguaci; non gente che deve andare blaterando a destra e a manca; ma persone che dovrebbero mirare ad essere integerrimi cristiani. Ma ovviamente il piano ormai è sfalsato. I cristiani sono tutte quelle deliziose personcine che non hanno mai letto il vangelo, che a dirla schiettamente non gliene importa nulla del vangelo e del suo messaggio, per quanto distorto possa essere. Un&#8217;altra categoria di cui avremmo bisogno è quella dei &#8216;gesuani&#8217;. Gesù ha impiegato tre anni a predicare o sarebbe meglio dire operare e tre (due? uno?) giorni a soffrire e morire. Ci sarà un motivo, no? Detto in maniera chiara: chi se ne fotte delle sofferenze di Gesù? Tanti hanno sofferto come lui; moltissimi anche di più. Non può essere questo il parametro per giudicare. Socrate, ad esempio, non ha sofferto così tanto, anzi quasi per nulla.<br />
Voi, cristianucoli, porci in mezzo alle galline, vi riconosco! Avete mai impiegato un giorno ad operare? Avete mai sofferto un decimo della crocifissione nella quale avete tutto questo desiderio di riconoscervi? Voi che non siete perseguitati ma persecutori, che non siete elemosinanti ma coloro che non concedono elemosina, che non vi amate, non amate né voi stessi né i vostri simili, che chiedete una carità di cui non avete bisogno e tra fede, speranza e carità avete fede in qualcosa che non sapete e che non vi interessa, speranza in nulla se non nel pane quotidiano e raffermo; ma più di tutte la carità, aveste un briciolo di carità, raggranellato in un momento in cui state a casa con la televisione spenta, cioè mai; voi, cos&#8217;avete da spartire col crocifisso?<br />
Questo per quanto riguarda la parte religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne la parte politica, oibò, qui davvero è difficile riconoscere il porco in mezzo alle galline. Nel senso che tutti sembrano porci e polli e alternativamente si cambiano di ruolo.<br />
Il punto di partenza è uno solo: la carta costituzionale, quelle regolette di fondo che dovrebbero permetterci di dirimere le questioni ultime (o prime) sulle quali sorge qualche dubbio e che potrebbero ostacolare la convivenza di porci e galline. Se l&#8217;Italia fosse uno stato cristiano cattolico in maniera sancita dalla costituzione, bene, mi batterei per far cambiare la costituzione, ma non potrei obbligare nessuno a rimuovere quello che i cristiani cattolici ritengono il loro simbolo (mi spieghino cosa significa simbolo). (Ma si deve proprio spiegare tutto, eh?)<br />
Poiché, per mia fortuna, l&#8217;Italia non è uno stato cristiano cattolico, né musulmano, né <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">pastafariano</span></a>, né quel che volete in senso religioso parlando (a dirla tutta, in senso lato, l&#8217;Italia è solo uno stato minchione, anche se non c&#8217;è scritto da nessuna parte), ma è uno stato laico e dovrebbe garantire che l&#8217;istruzione sia laica, le leggi siano laiche e porca troia si spera che tutto tenda al laicismo, allora se anche una persona, una sola su circa sessanta milioni si sente parte lesa in questo senso (a meno che questa sua rivendicazione non cozzi con qualche altra legge), ossia crede che il suo diritto costituzionale di non essere religiosamente influenzata dalla stato sia leso, ebbene, mi pare chiarissimo che si deve garantire l&#8217;integrità di questo suo diritto. Chiaro? Non ci sono tradizioni che tengano.<br />
E poi, amici cari cristianucoli, voi venite a parlarmi di tradizioni? Voi che avete abbattuto senza pietà alberi sacri ai culti pagani? Voi che avete distrutto intere civiltà perché quei culti erano sacrileghi? Voi che in Africa smantellate culture con la scusa di portare l&#8217;amore di Cristo? Voi ve ne fottete delle tradizioni che non vi riguardano. Qui, però, nessuno sta mettendo in discussione le vostre tradizioni; mi pare che i luoghi dove diffonderle li abbiate tutti. Vi fanno fare persino le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wk0XYG15T24" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">messe in diretta televisiva</span></a>.<br />
L&#8217;invito è a non essere né porci, né galline, ma qualcuno che è in grado di riconoscerli. Non è un crocifisso a rendere &#8216;gesuiste&#8217; le altre persone. Il cristianesimo, come qualsiasi altra religione, non deve essere né imposto né spacciato sottobanco (o sopra i banchi); ma capisco che questo non vi importa. Vi piace sentirvi dalla parte dei buoni e belli. Mi piacerebbe che i vostri figli non crescessero come voi; ma a voi non piacerebbe. Vi interessa la cresima solo per l&#8217;orologio nuovo; vi secca &#8216;<em>cummattiri cche &#8216;parrina</em>&#8216;<em> </em>(dar conto ai preti); però il crocifisso in classe non si tocca. Il burqa oltraggia le donne e non va bene; il crocifisso in classe dà fastidio a chi non è cristiano; ma di questo non ve ne frega.<br />
Il motivo è lo stesso per cui il Vaticano si mobilita contro il referendum sulle staminali, con comizi, volantini e militanza, ed invece s&#8217;ode a mala pena una voce non troppo esplicita e neanche forte sulle leggi (razziali) contro gli immigrati. Farisei. <span style="color: #ff00ff;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8xH5u8dgD9o" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">Avreste crocifisso nuovamente Gesù. E poi lo avreste adorato. E poi in nome delle sue sofferenze avreste perseguitato altri e obbligato a guardare il frutto della vostra crocifissione appeso a un muro</span></a>.</span><br />
In una parola: mi fate schifo, voi e le vostre crocifesserie. E spero di avervi rotto abbastanza i coglioni.</p>
<p>P.s. Mi sono deciso a scrivere questo post dover aver letto <a href="http://www.tommydavid.com/2009/11/14/crocifissi/" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;">quello di Tommy David</span></a>, che pertanto ringrazio.</p>
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		<title>Eutanasia e democrazia</title>
		<link>http://www.catenotempio.eu/2009/02/12/eutanasia-e-democrazia</link>
		<comments>http://www.catenotempio.eu/2009/02/12/eutanasia-e-democrazia#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 13:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alcibiade]]></category>
		<category><![CDATA[democraiza]]></category>
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		<description><![CDATA[«Dimmi, Pericle», lui disse, «puoi insegnarmi cos&#8217;è una legge?» «Certo», disse Pericle. «Allora, per favore, insegnami», disse Alcibiade, «poiché ogni qualvolta vedo uomini elogiati per essersi adeguati alla legge, osservo che nessuno merita l&#8217;elogio se non conosce la legge.» «Bene, Alcibiade, non c&#8217;è difficoltà riguardo l&#8217;argomento che tu sei desideroso di apprendere: cos&#8217;è una legge? [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">«Dimmi, Pericle», lui disse, «puoi insegnarmi cos&#8217;è una legge?»<br />
«Certo», disse Pericle.<br />
«Allora, per favore, insegnami», disse Alcibiade, «poiché ogni qualvolta vedo uomini elogiati per essersi adeguati alla legge, osservo che nessuno merita l&#8217;elogio se non conosce la legge.»<br />
«Bene, Alcibiade, non c&#8217;è difficoltà riguardo l&#8217;argomento che tu sei desideroso di apprendere: cos&#8217;è una legge? Le leggi sono tutto ciò che è considerato e votato dalla maggioranza riunita in assemblea, in cui si afferma ciò che dovrebbe e ciò che non dovrebbe essere fatto.»<br />
«Pensano che sia giusto fare del bene piuttosto che il male?»<br />
«Il bene, naturalmente, ragazzo mio, non il male.»<br />
«Ma, se non è la maggioranza ma, piuttosto, come succede nelle oligarchie, una minoranza che si riunisce per scrivere le leggi e stabilire cosa dovrebbe essere fatto, cosa succede?»<br />
«Ogni volta che il potere sovrano in uno stato decreta, governando, ciò che dev&#8217;essere fatto, ebbene ciò è legge.»<br />
«E se è un tiranno alla guida dello stato e stabilisce ciò che i cittadini devono fare, anche questa è legge?»<br />
«Anche ciò che un tiranno impone, in quanto legislatore, anche questo è legge.»<br />
«Ma cosa sono mai l&#8217;abuso e l&#8217;illegalità? Si verificano forse quando il più forte costringe il più debole a fare ciò che vuole, non per persuasione ma per forza?»<br />
«Sì, è così.»<br />
«E se un tiranno costringe i cittadini ad agire sotto giogo, non per persuasione ma per forza, è forse questa l&#8217;illegalità?»<br />
«Io credo così e ritiro la mia affermazione che qualora un tiranno legiferi senza persuasione, questa sia legge.»<br />
«E quando una minoranza agisce non attraverso la persuasione della maggioranza ma usando il suo potere per sopprimerla, è questa una illegale sopraffazione oppure no?»<br />
«Credo che ogni cosa sia fatta per costrizione e non per persuasione, che sia o meno un comando, questa è forza, non è legge.»<br />
«Bene, allora ogni cosa che la maggioranza legiferante decreta rispetto a coloro che non dispongono di proprietà, senza che siano persuasi, sarebbe un atto di forza e non di legge?»<br />
«Alcibiade&#8230; Alla tua età anche noi eravamo interessati a questi argomenti e passavamo il tempo a sottilizzare così come alcuni di voi fanno adesso.»<br />
«O Pericle», lui disse, «quanto avrei voluto conoscerti allora quando eri brillante in questi argomenti!»<br />
(Senofonte,<em> Memorabilia</em> I.20.40-46)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Operetta da mezzo soldo. Di Paradiso, consolato, Nine Inch Nails</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 12:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
				<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo sarà un post macedonico; ma con la &#8216;magica&#8217; giustificazione secondo la quale tutto si tiene, tenteremo di armonizzare arcanamente il tutto. L&#8217;armonia, si badi bene, è concetto in qualche modo stuprato dalla musica novecentesca. La musica seriale, ad esempio, si regolamenta sulla successione di tutte le note della scala cromatica (quella con i suoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Questo sarà un post macedonico; ma con la &#8216;magica&#8217; giustificazione secondo la quale tutto si tiene, tenteremo di armonizzare arcanamente il tutto. L&#8217;armonia, si badi bene, è concetto in qualche modo stuprato dalla musica novecentesca. La musica seriale, ad esempio, si regolamenta sulla successione di tutte le note della scala cromatica (quella con i suoni alterati; per capirci, coi diesis); solo quando saranno suonate tutte le dodici note se ne potrà ripetere una. La regolamentazione sta nel fatto che per usare le parole di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Erwin_Stein" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Erwin Stein</span></a>, un allievo di Schoenberg, si ha la possibilità di stabilire di volta in volta per ogni opera un determinato principio ordinatore delle dodici note, facendo della <em>serie</em> così ottenuta il fondamento della costruzione. Tale serie sostituisce il fondamento tonale della musica precedente; la serie scelta per l&#8217;opera particolare costituirà la <em>figura fondamentale</em> dell&#8217;opera stessa.<br />
Questa <em>Ouverture</em> ci introduce ai tre movimenti del post. Si comincerà dall&#8217;<em>allegro vivace </em>del primo movimento; seguirà l&#8217;<em>andantino &#8211; appassionato, con fuoco</em> del secondo; infine, occhieggiando falsamente al classicismo, ironicamente come fece Stravinskij, il brevissimo <em>Rondeau</em> della conclusione.<br />
Primo movimento: <em>allegro vivace</em>.<br />
Il consolato greco di Catania, pensate un po&#8217;, è stato occupato, pensate un po&#8217;, da otto membri del movimento studentesco catanese, pensate un po&#8217;, per mezzoretta. Il consolato greco di Catania! Come disse il commerciante: &#8220;Qui non ci viene mai nessuno!&#8221;.<br />
Ora sconvolgiamoci: i ragazzetti si sono stupiti che li hanno trattati come criminali! Non dico che non si sarebbe dovuto protestare; anzi penso sia stato anche, come dire, politicamente corretto. Però non puoi pensare di occupare una pezzetto di terra straniera impunemente! Pensare che puoi fare tutto senza che qualcuno intervenga e anzi che tutti ti applaudano e ti dicano: &#8220;Ma quanto sei bravo e solidale&#8221;, beh, mi pare un atteggiamento bambinesco, anzi, dirò peggio: adolescenziale. Vuoi occupare il consolato? Benissimo. Poi però non venirti a lamentare se quei cattivano dell&#8217;interpol o della questura (specialmente se chiamati) ti portino in caserma. E&#8217; giusto. E non venirmi a dire che non stavi facendo nulla di male, che stavi protestando pacificamente; stavi occupando un luogo che non è tuo, tanto basta. Ripeto: protesta legittima, per carità. Ma non pensare che nulla e nessuno ti possa toccare, solo perché tu hai delle manie di grandezza e ti piace giocare al piccolo rivoluzionario. C&#8217;è gente (quella gente a cui dici di ispirarti) che solo per avere aperto bocca è stata vent&#8217;anni in carcere, non piangendo come un bambinetto, anzi, un adolescente, come hai fatto tu per tre orette di fermo in questura. La rivoluzione è una cosa seria; per questo in Italia non ci sarà mai.Secondo movimento: <em>andantino &#8211; appassionato, con fuoco.<br />
</em><a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_843579469.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Siamo in Paradiso</span></a>. Il Berlusconi IV (pare il nome di un papa) è il Paradiso. Scusate, placo i toni, altrimenti l&#8217;<em>andantino</em> si muta subito. Però consentitemi di dire che forse è per questo che il Paradiso non m&#8217;hai mai fatto simpatia. Ancor prima che nascessi il Paradiso mi puzzava di berlusconismo. Starsene per l&#8217;eternità ad annusare in adorazione-odorazione il deretano del Capo, cantando &#8216;Gloria Gloria&#8217; nel basso dei peli.<br />
L&#8217;ultimo libro di Vespa è un &#8220;grande affresco che ricorda il pomea dantesco&#8221;. Sono sicuro che Berlusconi non ha letto mai la <em>Divina Commedia</em>, men che meno il <em>Paradiso</em>. E ne sono sicuro per un motivo peculiare: il Paradiso dantesco è il regno, anzi il luogo, l&#8217;allocazione della Verità. Purtroppo, geograficamente e topologiacamente parlando, Berlusconi è agli antipodi della verità. Se la Verità è nel luogo più alto, lui è in basso, anzi è basso.<br />
Peridipiù, la verità paradisiaca non è solo astrattamente indicata nell&#8217;eternità di Dio, nella Luce e nell&#8217;Amore; Dante fa quasi l&#8217;apologo del giornalista che professa e rivendica il suo diritto a dire la verità. Il <em>Par. XVII </em>è il manifesto dello spiattellare in faccio la verità a chiunque. L&#8217;avo, il trisavolo Cacciaguida (incontrato nel Canto XV del Paradiso) è interrogato a proposito da Dante. Questi, infatti, dopo aver avuto profetizzato l&#8217;esilio, si prepara a ricevere il colpo e pone una questione fondamentale:</p>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8220;Giù per lo mondo sanza fine amaro,<br />
e per lo monte dal cui bel cacume<br />
li occhi de la mia donna mi levaro,</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">e poscia per lo ciel, di lume in lume,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> ho io appreso quel che s&#8217;io ridico,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> a molti fia saper di forte agrume;</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">e s&#8217;io al vero sono timido amico,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> temo di perder viver tra coloro</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> che questo tempo chiameranno antico&#8221;</span><span style="color: #33cccc;"><span style="color: #33cccc;"><br />
<span style="color: #000000;">(Par. XVII, vv. 112-120)</span></span></span></p>
<p>Al che Cacciaguida dà una risposta che chiunque dovrebbe stamaprsi nella mente:</p>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8220;[...] Coscienza fusca<br />
o de la proprio o de l&#8217;altrui vergogna<br />
pur sentirà la tua parola brusca.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Ma nondimen, rimossa ogni menzogna,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> tutta tua vision fa manifesta;</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> e lascia pur grattar dov&#8217;è la rogna.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Ché se la voce tua sarà molesta</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> nel primo gusto, vital nodrimento</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> lascerà poi, quando sarà digesta.</span></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Questo tuo grido farà come vento,</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> che le più alte cime più percuote;</span><br />
<span style="color: #ff0000;"> e ciò non fa d&#8217;onor poco argomento.&#8221;</span><span style="color: #33cccc;"><span style="color: #33cccc;"><br />
<span style="color: #000000;">(Par. XVII, vv. 124-135)</span></span></span></p>
<p>[Avevo inserito una sorta di parafrasi per questi versi; ma riflettendoci ho ribadito la mia convinzione che la poesia vada gustata com'è; parafrasi e note li lascio ai professoroni]</p>
<p>Quindi il caro signor Berlusconi, anche in questo così simile agli italianetti, prima di sparare a caso ed offendere persone di cui non è degno neanche di pronunciare il nome, legga, se è capace di farlo. A dirla tutta sarei anche disposto a dargli qualche lezione privata. Non ho tariffe alte; e in ogni caso i soldi lui li ha.</p>
<p>Terzo movimento: <em>rondeau</em>.<br />
Qui, da bravo musicista consumato (ovviamente sono ironico), riprendo il tema dell&#8217;<em>Ouverture</em> variandolo appena, anzi evolvendolo e compiendolo.<br />
Per queste brevi righe conclusive, non mi resta solo che indicare autore e titolo della nuova canzone che per un po&#8217; udirete accedendo a questo blog (che presto, spero, traslocherà nel sito). Si tratta dei<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nine_Inch_Nails" target="_blank"> <em><span style="color: #ff00ff;">Nine Inch Nails</span> </em></a>(o forse del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trent_Reznor" target="_blank"><em><span style="color: #99cc00;">Nine Inch Nails</span></em></a>). La canzone è tratta dal suo secondo concept-album-capolavoro, ossia <span style="color: #0000ff;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_Fragile" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><em><span style="color: #ffff00;">The Fragile</span></em></span></a><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">.</span> Il brano in questione è <em>We&#8217;re in this together</em>.</span></span></p>
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		<title>Ribelliamoci ai campi di sterminio per universitÃ </title>
		<link>http://www.catenotempio.eu/2008/07/30/ribelliamoci-ai-campi-di-sterminio-per-universita</link>
		<comments>http://www.catenotempio.eu/2008/07/30/ribelliamoci-ai-campi-di-sterminio-per-universita#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 10:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ribelliamoci! Protestiamo contro questi malandrini, mascalzoni, ladri di futuro (e chi vuole rubarci il futuro ci vuole privare del nostro dono più prezioso e sacro: il tempo). Non è bastata l’assassina formula 3+2, adesso stanno spiegando un campo di concentramento volto a sterminare le università pubbliche italiane. Il vademecum del bravo sterminatore delle università pubbliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p class="MsoBodyText" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ribelliamoci! Protestiamo contro questi malandrini, mascalzoni, ladri di futuro (e chi vuole rubarci il futuro ci vuole privare del nostro dono più prezioso e sacro: il tempo).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Non è bastata l’assassina formula 3+2, adesso stanno spiegando un campo di concentramento volto a sterminare le università pubbliche italiane.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ffff;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small; color: #000000;">Il vademecum del bravo sterminatore delle università pubbliche è contenuto </span><span style="font-size: 10.5pt; font-family: Georgia;"><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Decreto legge 112 del 25 giugno 2008</span></a><span style="color: #000000;">, con ciò si tenta di decretare:</span></span></span></p>
<ol style="margin-top: 0;" type="1">
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">la possibilità di trasformare un Ateneo in una Fondazione, che pertanto dovrà cercarsi da sé i finanziamenti (anche se in linea teorica i finanziamenti statali non verranno meno); tuttavia, questo farebbe sì che chi riceva più finanziamenti almeno nominalmente acquisti prestigio e potrebbe far baluginare o nella migliore delle ipotesi garantire una formazione migliore. Ma questo potrebbe comportare che le università che non trovino i fondi rimangano indietro, tacciandosi d’infamia solo perché pubbliche; inoltre i costi per iscriversi alle “prestigiose” fondazioni potrebbero lievitare, cosicché chi ha soldi può accedere a prestigio, nomea e (sempre nella migliore delle ipotesi) cultura; chi non ha soldini deve accontentarsi dell’offerta pubblica;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">il taglio dei fondi non è parimenti ripartito; si sceglie di finanziare solo presunti centri di eccellenza, come l’Istituto Italiano di Tecnologia (ITI) (che persino nel nome pare un annacquamento del ben diverso MIT) ovviamente perché cari al ministrello;</span></span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">il taglio dei fondi vede ridursi la spesa per il finanziamento universitario di ben 550 milioni di euro;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">il turn over viene ridotto al 20%; che detto così pare poco, ma pensate che non sarà reintegrato l’80% di quelli che vanno in pensione. Mettiamo che in un anno 5 docenti universitari vanno in pensione, ebbene se ne potrà assumere solo 1 (se ne vanno in pensione 100, solo 20!!!). Con ciò è precluso sia il rinnovamento, sia lo stimolo alla ricerca; ed in aggiunta il numero tra studenti e professori si allontanerà via via sempre più da un ragionevole rapporto. E i docenti dovranno sobbarcarsi altri corsi, oppure le facoltà dovranno ridurre le discipline d’insegnamento. La ricerca risulterebbe bloccata. Il taglio, perdipiù, riguarda anche la scuola, ad ogni livello.</span></div>
</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="font-size: small; color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">(Questi ed altri aspetti, compresi gli articoli cui si fa riferimento, artt. 16, 17, 66, 67, 69, 74 del suddetto decreto, sono</span> <span style="color: #000000;">magistralmente trattati</span> <a href="http://www.megaronline.org/L-Universicidio-silenzioso.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">qui da Giuseppe Capuano</span></a><span style="color: #000000;">).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #00ffff;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Vediamo alcune conseguenze pratiche: </span></p>
<ul style="margin-top: 0;" type="disc">
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #00ffff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="color: #000000;">la Scuola Superiore Catanese, un centro di formazione di eccellenza dell’Università di Catania presso il quale</span> <a href="http://www.scuolasuperiorecatania.it/corsiinterni/0708/Neuroscienze%20e%20Teorie%20della%20mente.pdf" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;">ho avuto la fortuna di assistere ad alcune lezioni</span></a><span style="color: #000000;">, verrebbe chiuso per mancanza di fondi; </span></span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">la stessa Facoltà di Lettere e Filosofia molto probabilmente non potrebbe sostenere i costi e vedrebbe ridursi i corsi o addirittura rischierebbe la chiusura;</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">le facoltà con meno “funzioni commerciali o commerciabili” stenterebbero a trovare finanziatori; quale azienda finanzierebbe mai lettere classiche o filosofia o scienze politiche?</span></div>
</li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 0;">
<div align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">le università di tutta Italia potrebbero essere ricattate da finanziatori pubblici e privati: “io ti finanzio, però tu devi licenziare questo tizio perché pensa cose che non mi piacciono” oppure “io ti finanzio, però tu devi assumere questo mio amico o parente”. Addio libero pensiero e residuo di meritocrazia.</span></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #00ffff;"><span style="color: #000000;">È importante che tutti diffondano queste notizie, che tutti si indignino per questa ulteriore mossa che vuole privarci di quanto più ci rende umani. La facoltà di pensare. Non è un caso se l’art. 33 della</span> <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">costituzione</span></a><span style="color: #000000;"> sancisce: «Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato». Con i finanziamenti privati si mette in grave pericolo l’autonomia delle università.</span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #000000; font-family: Times New Roman; font-size: small;">Oltre i link già inseriti segnalo:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff0000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.giofilo.it/2008/07/28/meno-scuole-superiori-piu-universita-inferiori/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">questo post di Giofilo</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff6600; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.sitosophia.org/forum/viewtopic.php?f=14&amp;t=470" target="_blank"><span style="color: #ff6600;">questa discussione su Sitosophia</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #008000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.girodivite.it/Salvare-la-Scuola-Superiore-di.html" target="_blank"><span style="color: #008000;">questo intervento del Prof. Alberto Biuso</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #0000ff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.bur.it/sezioni/sez_andu_226.php" target="_blank">le indicazioni dell’Andu (Associazione Nazionale Docenti Universitari);</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #993300; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.firmiamo.it/sopravvivissc" target="_blank"><span style="color: #993300;">infine rinnovo l’appello a firmare la petizione per la Scuola Superiore Catanese</span></a>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>P. S. Come speravo, almeno un risultato si sta raggiungendo, ossia si stanno moltiplicando i post e gli articoli che trattano della questione; perciò segnalo questi altri molto interessanti</strong>:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff00ff; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.mushin.it/index.php?/archives/361-Vogliono-Chiudere-La-Scuola-Superiore-di-Catania.html" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">Vogliono chiudere la Scuola Superiore di Catania</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #00ff00; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.davidedellombra.it/appunti/32-appunti-generale/68-per-una-valorizzazione-del-presente.html" target="_blank"><span style="color: #ff9900;">Per una valorizzazione del presente</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #800000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.giofilo.it/2008/07/30/morte-delluniversita/" target="_blank"><span style="color: #800000;">Morte dell&#8217;università</span></a>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0;" align="justify"><span style="color: #ff0000; font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a href="http://www.biuso.it/cybersofia/topic.asp?TOPIC_ID=1478" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">questo post dove sono riportati gli interventi di Ciliberto e Tessitore</span></a>.</span></p>
<div class="shr-publisher-17953271"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.catenotempio.eu/2008/07/30/ribelliamoci-ai-campi-di-sterminio-per-universita/feed</wfw:commentRss>
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