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Ho fatto il pupo

Vorrei poter descrivere la sospensione del mondo, il tempo deformato perché riempito in ogni istante, i canti, le nottate, le docce fredde alle 5 di mattina, i sorrisi, gli occhi dei lupetti e coccinelle che hanno creato un paradiso in terra in questa appena trascorse Piccole Orme.

Come avevo accennato qui, infatti, da martedì 26 a domenica 31 ho contribuito allo svolgimento di questo campo. Martedì e soprattutto mercoledì mattina, a dire il vero, ero molto di malumore, come mio solito, in certi periodi. È bastato, però che mercoledì intorno alle 15 arrivassero i fratellini e le sorelline (ché così ci chiamiamo in queste occasioni) per far svanire come non fosse mai esistita, ogni mia tristezza.

Ricordo ancora distintamente ogni fase, ogni particolare di quei giorni pure (sebbene da poco) ormai passati. Le presentazioni, i primi giochini, le prime scenette per lanciare le attività; impiegherei troppo spazio per descrivere ogni cosa. Io credo tuttavia che alcuni momenti, alcune persone hanno lasciato un’impronta che mi appare indelebile nella mia mente.

A parte tutti gli altri capi e la ritrovata amicizia con Giorgio (un prete pakistano con cui uscivo spesso quand’era qui a Regalbuto), con il quale abbiamo riso a crepapelle, vi sono stati tanti fratellini e sorelline che hanno sciolto le briglie al mio affetto in particolare modo.

Parlo, ad esempio, di Simonino, un bimbo che a 7 anni, come raccontava, il giorno del suo compleanno, dovendo scegliere tra un negozio di giocattoli ed una ferramenta, scelse quest’ultima; ed ora passa le sue giornate a costruire piccoli oggetti meccanici; durante il campo mi diceva sempre: «Catenino! Chiedimi qualcosa!» Conosceva tantissime cose, poiché il suo canale preferito era Discovery!

Oppure Lorenzo, poveretto, a cui venne la febbre a 39 sabato sera, l’ultima, e l’indomani fece lo spettacolino febbricitante.

O Michelino (da me chiamato Michelin), Mattia (ch’io soprannominai Palloncino), il piccolo grande Gianluca…

O le sorelline di Sciacca, tutte bionda ed una più simpatica dell’altra: cantavano molto spesso!

O la piccola Chiaretta, la quale mi ha scritto che non mi dimenticherà mai; questa ragazzina è uno spettacolo di dolcezza! Ella non cammina: danza! Di solito per spostarsi saltella, muovendo la testa tutta contenta!

Alla fine del campo molti, tra capi e bambini, piangevano; la nostalgia, in questi giorni, ha assalito anche me; vivere campi come questi è dare un senso compiuto ad ogni momento della giornata; forse per questo sono sì illusori, ma certamente unici, irripetibili e si avvicinano molto a quella chimera che è la felicità.

 

Andando più sul filosofico, forse ricorderete che in queste Piccole Orme di Acireale si è costruito il pupo siciliano; ogni bambino ha costruito il suo. Bisogna provare a costruire e manovrare un pupo per comprendere appieno il prodigio a cui si assiste. Il pupo siciliano è un versione ridotta della mitologia del golem. Sono persone che si agitano, che vivono una costante hybris, che rendono possibile e visibile l’immagine del mito.

Ho provato a manovrare un pupo improvvisando parole in rime nello stile dell’Opra dei pupi e sfidando a duello il pupo manovrato da Filippo, un altro capo che ho conosciuto lì. È stata una delle cose più divertenti che abbia mai fatto! Il duello (che si svolge con due assalti, le “campanate”, e lo scontro ravvicinato) è stupendo, avvincente, più reale della realtà; il movimento delle spade è divertente, grottesco e tragico.

Insomma, dalle Piccole Orme torno con tantissime nuove amicizie e affetti; con una insospettabile cultura sulla storia e sulla costruzione dei pupi e sulle differenze tra i pupi catanesi, palermitani e acesi; infine, con l’esperienza viva di un mito per immagini. Cosa chiedere di più?

 

P.s. Dei pupi di Acireale ho trovato solo questo brevissimo video.

Candidi candidati, tango e mastro puparo

Bene bene bene… Mentre dalle mie parti impazza la campagna elettorale per le provinciali, almeno si può ridere del simpatico nome di un candidato per il collegio di Acireale nella lista Sicilia forte e libera che sostiene la candidatura di Castigione. Tra i candidati consiglieri troviamo appunto Rito Greco!

Ma se qui colpa non si può ricercare se non nel detto: «Le colpe dei genitori ricadono sui figli», è invece nella lista di un candidato sindaco per Siracusa che forse sfioriamo la conclamata idiozia contemporanea. Allo stupefacente slogan: “Finalmente potrai astenerti andando a votare!” fa da giusto pendant il nome della lista: IO NON VOTO.

Se ne vedono di tutti i colori…

Invece, quella che udite è una stupenda canzone di Francesco Guccini, canzone che cito e canto spesso. Fatemi sapere ciò che ne pensate.

Per ultimo una notiziola: sono stato contattato (ed ho prontamente accettato) per far parte dello staff di una Piccola Orma. Precisamente io sarò nello staff della Piccola Orma di Acireale, in cui insegneremo ai bambini a costruire ed a mettere in scene le vicende dei tradizionali pupi siciliani.

Questo mi riempie di orgoglio, ma riduce ancora il tempo che posso dedicare al riposo… Beh, come si dice, mi riposerò da morto!