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	<title>Cateno Tempio &#187; religione</title>
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		<title>Le foto del paradiso e la cacca</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 11:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quanto sfrenata possa essere, la fantasia è poca cosa di fronte alla creatività dell&#8217;ignoranza o quantomeno dell&#8217;errore. È tutto vero e già pronto, non c&#8217;è bisogno di inventare nulla. Spesso sul web si naviga senza bussola e senza nemmeno porsi il problema, non dico della meta, ma nemmeno della rotta. Fortunatamente, noi, piccoli capitani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Per quanto sfrenata possa essere, la fantasia è poca cosa di fronte alla creatività dell&#8217;ignoranza o quantomeno dell&#8217;errore. È tutto vero e già pronto, non c&#8217;è bisogno di inventare nulla.</p>
<p>Spesso sul web si naviga senza bussola e senza nemmeno porsi il problema, non dico della meta, ma nemmeno della rotta. Fortunatamente, noi, piccoli capitani di barchette che navigano nello sconfinato oceano internettiano, noi, che ci fregiamo del titolo altisonante di &#8216;blogger&#8217;, abbiamo chi tiene al nostro posto dei piccoli diari di bordo.</p>
<p>Abbiamo un sonar, che ci avverte dei fondali bassi e degli scogli; ma anche dei piccoli natanti che incrociamo per caso. Tutto viene registrato. Scorrere i registri è noioso; ma a tratti risulta davvero grottesco ed esilarante.<br />
Come giungono taluni sulle pagine di questo modestissimo blog? La maggior parte vi giunge cercando qualcosa sui motori di ricerca. Ecco alcune perle, che riporto grezze come le ho trovate, da gennaio 2011 fino a oggi.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">intervista a pericle sulla prima guerra del peloponneso</span></strong>: sullo sfondo c&#8217;è l&#8217;acropoli, Tucidide ha in mano un microfono e tra la folla del mercato chiede a Pericle circa i rapporti con Sparta e con l&#8217;assemblea. Alla fine si confondono entrambi: non sanno ancora cosa sia la prima guerra del Peloponneso e nemmeno la seconda. Pericle, poi, si è pure scordato di essere morto dopo il primo anno di guerra. Ma della prima o della seconda?</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">gli parlo e mi viene da vomitare</span></strong>: o sei incinta o lui fa proprio schifo. Insomma, in ogni caso, non parlargli più.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non mi guarda nessuno</span></strong>: chissà perché.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">non riprendo conoscenza</span></strong>: scrivi in automatico?</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">aggettivi qualificativi per moscerini</span></strong>: fastidiosi?</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">come si chiamano gli infermieri che spingono la</span></strong>: la? La barella? Barellieri? Anche Nietzsche lo fu. Oppure spingono la&#8230;?</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">il paradiso foto</span></strong>: vuoi solo ricattare Dio.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">sognare il paradiso durante anestesia</span></strong>: io dissi all&#8217;anestetista di aver sognato le vergini del paradiso islamico. Da allora in poi certe notti mi sveglio urlando: <em>Allah akbar!</em></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">quanto la chiesa ha mentito sulla religione?</span></strong>: assai.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">tre motivi per cui è importante conoscere la bibbia</span></strong>: 1) è divertente; 2) ci si può fare una cultura su sodomiti, atrocità, nefandezze; 3) si può capire quanto il cristianesimo sia lontano dal Cristo.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">tuto da quando si crea può solo peggiorare</span></strong>: a quanto pare anche l&#8217;italiano.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">nome proprio cateno</span></strong>: ebbene sì, esiste. Io mi chiamo così.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">grande cateno tempiouto</span></strong>: io sono il Grande Cateno Tempiouto! Detto anche Cateno Tempione! O pure Catenone, o Catone, o Catempione. Insomma, <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.davidedellombra.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Davide</span></a></span> e <span style="color: #800080;"><a href="http://www.davidetomasello.it/" target="_blank"><span style="color: #800080;">Tommy</span></a></span>, sono un Grande!</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cateni da neve</span></strong>: sono degli strani ominidi, a limite del pupazzo, che non hanno la carota per naso, ma l&#8217;hanno in un altro posto. Li vedi, nelle fredde notti invernali, aggirarsi con sguardo lussurioso e con la pipa in bocca.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">cateni da neve prezzi</span></strong>: modici. In genere dipende dalla fattezza della pipa e dalla lunghezza della carota.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">per leopardi oltre la siepe c&#8217;era il buio&#8230;e per voi?</span></strong>: per noi oltre la siepe c&#8217;erano il vago e l&#8217;indefinito; il buio è in certe menti. (Ah: <span style="color: #008000;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_buio_oltre_la_siepe_%28romanzo%29" target="_blank"><span style="color: #008000;">il buio oltre la siepe</span></a></span>.)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">masturbazione e bernoccoli</span></strong>: non so voi, ma a me con la masturbazione si gonfiano (e poi sgonfiano) altre cose.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">donne che salgono sopra il petto</span></strong>: con le ginocchia? Con i piedi? Con il (vedi sotto)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">deretano femminile</span></strong>: estrema propaggine posteriore degli esseri umani di sesso femminile. Comodo luogo sul quale sedersi (in tutti i sensi), a volte viene scambiato per un misero oggetto di piacere sessuale (ah, che schifo!). Talvolta assume dimensioni spropositate, tanto che di due natiche se ne potrebbero trarre quattro o, in certi casi, persino otto.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">poesia sulla cacca</span></strong>:</p>
<blockquote><p>La triste sacca<br />
che merda fa di quel che si trangugia<br />
più te la riempi,<br />
più aumenta la risacca<br />
dell&#8217;onda marroncina che fuoriesce<br />
dal deretan maschile e femminile.<br />
Noi ci trucchiamo,<br />
ci cospargiam di biacca,<br />
ma nel momento della verità,<br />
quando respingeremo<br />
maschere, veli, profumi e casacca,<br />
che cosa resterà?<br />
Solo la nostra brutta, cupa faccia<br />
e una montagna di fumante cacca.</p></blockquote>
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		<title>Appunti sullo scoutismo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 09:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Kierkegaard]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
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		<category><![CDATA[scout]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto sommato, la mia permanenza negli scout non è stata molto lunga: quattro anni nel clan e quattro da capo. C&#8217;è chi ci passa una vita, io solo otto anni. Ho abbandonato lo scoutismo proprio per uno dei sui principi fondamentali, ossia che ci sia un&#8217;interdipendenza tra pensiero e azione. Certo, non è stato solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Tutto sommato, la mia permanenza negli scout non è stata molto lunga: quattro anni nel clan e quattro da capo. C&#8217;è chi ci passa una vita, io solo otto anni. Ho abbandonato lo scoutismo proprio per uno dei sui principi fondamentali, ossia che ci sia un&#8217;interdipendenza tra pensiero e azione. Certo, non è stato solo lo scoutismo a insegnarmi l&#8217;importanza di questo principio, è stato anche Kierkegaard; ma è stato anche per via di ragionamento che ne ho compreso la portata.</p>
<p>Otto anni, dicevo, sono pochi, a dispetto di quanto possa sembrare. Cionondimeno, bastano a farmi mancare maledettamente le uscite in campagna e soprattutto i campi coi lupetti. Sono pure sufficienti ad aver creato un legame molto profondo con bambini che ormai sono ragazzi.</p>
<p>Lungo il corso di questi anni, ho cercato di comprendere cos&#8217;è mai lo scoutismo e come debba essere fatto. Ne ho sviluppato una visione che ho cercato costantemente di mettere in pratica; non so se sia ortodossa e sinceramente non mi importa. La credo giusta e, almeno per le mie possibilità, la migliore possibile. In fondo lo scoutismo, come ogni altra cosa, tende alla salvezza. A questo termine do un&#8217;accezione del tutto mondana; mi si perdoni la terminologia, ma è adeguata all&#8217;oggetto: con salvezza intendo (utilizzo termini scoutistici) il &#8220;vivere la vita con successo&#8221;, ossia, in parole molto povere, il &#8220;sorridere e cantare anche nelle difficoltà&#8221;, il &#8220;fare del mio meglio&#8221; (come ho sempre cercato di mostrare ai lupetti) e l&#8217;essere &#8220;sempre pronti&#8221; a &#8220;servire&#8221;. Lo scoutismo serve a questo. Traccio di seguito alcuni punti che ritengo fondamentali per raggiungere questo scopo elevato.</p>
<ul>
<li><strong><em>Lo scoutismo è un mezzo, non un fine</em></strong>. Non si fa scoutismo tanto per farlo o con il semplice obiettivo di perpetuare lo scoutismo stesso. Ricordiamo che «il sabato è fatto per l&#8217;uomo e non l&#8217;uomo per il sabato» (Mc 2, 27).</li>
<li>Ne segue che <strong><em>lo scoutismo non ha come scopo quello di &#8220;produrre&#8221; capi scout o scout in generale</em></strong>. Lo scopo principale dello scoutismo è, per parlare in termini più precisi rispetto a &#8220;salvezza&#8221;, formare cittadini. Questo compito è lasciato in gran parte nelle mani del capo. Ciò lo sosteneva il fondatore dello scoutismo. A me non basta, perché non può essere uno scopo forgiare esseri assoggettati a uno stato; so che non è questo lo spirito delle parole del fondatore, ma mi piacerebbe precisare che lo scopo dello scoutismo fosse inteso come formazione di esseri umani degni di questo nome, indipendentemente dalla cittadinanza nazionale o globale. Il compito del capo è quello di dare la possibilità di comprendere come si possa essere veramente umani. Se tutti i lupetti che ho avuto la fortuna di guidare dovessero scegliere di non diventare capi scout ma sarebbero delle ottime persone grazie anche a quel poco che ho avuto la fortuna di mostrare loro, allora il mio compito di capo sarebbe stato assolto in pieno.</li>
<li><em><strong>Il singolo viene prima del gruppo</strong></em>. Anteporre le esigenze del gruppo alle esigenze reali del singolo è contrassegno dei regimi totalitari. La meta è il singolo, non il gruppo. Di gruppi ce ne sono sempre, ce ne sono stati e ce ne saranno a bizzeffe. È il singolo che è difficile da trovare: «Nella comunità il singolo &#8220;è&#8221;. Il singolo è dialetticamente decisivo come un <em>prius</em> per formare la comunità, dove è qualitativamente un elemento essenziale; e appena gli &#8220;altri&#8221; abbandonano l&#8217;idea, può diventare più alto della &#8220;comunità&#8221;. Il principio di coesione per la comunità è che ciascuno sia il singolo, e poi l&#8217;idea»<a class="fn-ref-mark" href="#footnote-1" id="refmark-1"><sup>[1]</sup></a>. Che poi essere un singolo implichi il sapere godere del gruppo e l&#8217;essere a suo completo servizio quando occorre è altro paio di maniche. Ne dovrebbe seguire che dal gruppo non va mai cacciato nessuno; a limite del paradosso per cui a beneficio di un singolo si metta da parte il resto del gruppo: «Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si era smarrita? E se gli capita di trovarla, in verità io vi dico: si rallegrerà più che per le altre novantanove che non si erano smarrite» (Mt 18, 12-14). Se non dovesse bastare, aggiungiamo: «Non hanno bisogno del medico i sani, ma i malati» (Mt 9, 12). Capita che invece una volta che qualcuno si allontana dal gruppo decadano anche i rapporti personali. Questo, a mio avviso, è tradire lo scopo dello scoutismo.</li>
<li><em><strong>Se qualcuno che si era allontanato dal gruppo, per qualunque motivo, ritorna, allora lo si accoglie festosamente</strong></em>. Non c&#8217;è neanche bisogno di citare la parabola del figliol prodigo.</li>
<li><em><strong>Lo scoutismo non è un cantiere o una bottega</strong></em>. A volte si ha l&#8217;impressione che lo scopo dello scoutismo venga inteso come l&#8217;imparare a fare delle cose. A mio avviso, anche questo è un fraintendimento. Chi pensa che la cosiddetta abilità manuale debba essere l&#8217;obiettivo principale, tanto vale che apra una bottega da falegname; pare che vi siano stati esempi illustri in Palestina e inoltre si può anche aver fortuna e può capitare che un pezzo di legno si trasformi in un bambino vero. Non si può diventare singoli senza pensare, ecco tutto. Se si è sempre impegnati a fare qualcosa non si può pensare. Del resto, «Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di molte cose. Invece una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10, 41-42).</li>
<li><em><strong>Il compito precipuo del capo è lasciar divenire i ragazzi ciò che sono</strong>. Ossia: <strong>i ragazzi non sono dei fantocci nelle mani del capo, bensì il capo è uno strumento nelle mani dei ragazzi</strong></em>. Io, da capo, non ho mai cercato di inculcare dottrine, di imprimere direzioni da una parte o dall&#8217;altra, di piegare le facoltà e le capacità delle persone di fronte a me in un verso o in un altro. Ho cercato di ragionare assieme, di capire cos&#8217;era giusto (o quantomeno meglio) fare, di divertirmi, di non cedere ai capricci e di non fare come gli innamorati che a furia di ricercare il contatto e la costanza a tutti i costi cedono alle voglie superficiali e quasi smarriscono la propria identità. Non ho mai ceduto a desideri spiccioli, non ho mai cercato di far piacere lo scoutismo. Se vogliamo, non ho mai cavato fuori da nessuno ciò che già non fosse in lui, grosso modo rifacendomi alla maieutica socratica. Non ho mai detto: &#8220;Si creda in questo o in quello&#8221;. Ho sempre detto e fatto: &#8220;Io faccio in questo modo. Ti interessa? Se sì, ragioniamo assieme sul perché, te lo mostro, tu mi dici cosa ne pensi e poi ognuno per la sua strada, che può anche essere parallela&#8221;. Difatti, «&#8221;questa è la <em>mia</em> strada, dov&#8217;è la vostra?&#8221;, così rispondo a quelli che da me vogliono sapere &#8216;la strada&#8217;. <em>Questa</em> strada, infatti, non esiste!»<a class="fn-ref-mark" href="#footnote-2" id="refmark-2"><sup>[2]</sup></a>. Se così non fosse, il motto &#8220;guida la tua canoa&#8221;, sarebbe solo uno slogan, tra l&#8217;altro poco elegante.</li>
<li><em><strong>Non bisogna far sì che i ragazzi scambino la validità di quanto si propone con il legame affettivo che si ha col capo</strong></em>. Forse l&#8217;errore più grosso che ho commesso da capo è quello di aver fatto legare troppo alcuni lupetti a me; con il risultato che qualcuno ha lasciato il gruppo quando l&#8217;ho lasciato io. Certo, alcune cose si possono ottenere solo al prezzo di costruire un legame profondo, altrimenti l&#8217;esempio che si può dare non ha alcuna efficacia; ma si dovrebbe riuscire a essere tanto bravi da far comprendere che questo tipo di legame non si deve avere con la persona che in quel momento assume quel ruolo, bensì con ciò di cui quella persona si fa portatrice. È un compito arduo; probabilmente è stato al di sopra delle mie capacità. Certo, non è in discussione l&#8217;affetto che ho provato e provo per chi mi è stato accanto e a cui sono sono stato vicino. Tuttavia, credo che forse non sono stato capace di far scindere ciò che proponevo da me stesso; se da un lato è giusto così, perché significa che ho proposto cose in cui credevo davvero, dall&#8217;altro è pericoloso, perché tolto me alcuni hanno pensato che si è tolta anche la proposta.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovviamente, alcune di queste cose che ho scritto sono state istintive e ci ho riflettuto in seguito rielaborandole; altre invece sono frutto di errori e di conseguenti aggiustamenti per mezzo di quel po&#8217; di ragione che ancora mi porto appresso. Forse avrete notato che, riferimenti evangelici a parte, non ho compreso nello scoutismo alcuna intenzione religiosa. La religione (o la sua completa assenza), ritengo, fa parte della strada personale di ognuno in quanto singolo. Per questo non ho mai proposto nessuna fede a nessuno; per questo non ho mai detto credi (o non credere) in questo oppure credi (o non credere) in quello. Sono stato Akela, il lupo che guida il branco. Ma Akela alla fine, come ogni cosa, perisce e passa. Se il branco ha prosperato anche grazie alla sua guida, Akela è contento e può addentare in pace la sua ultima, invisibile preda.</p>
<div id="footnote-list" style="display:inherit"><span id=fn-heading>Note</span> &nbsp;&nbsp;&nbsp;(↵ torna al testo
<ol>
<li id="footnote-1" class="fn-text">S. Kierkegaard, <em>Diario</em>, tr. it. di C. Fabro in S. Kierkegaard, <em>Opere</em>, vol. II, Mondadori, Milano 2010, pag. 576.<a href="#refmark-1">↵</a></li>
<li id="footnote-2" class="fn-text">F. Nietzsche, <em>Così parlò Zarathustra</em>, tr. it. di M. Montinari, Adelphi, Milano 2008, pag. 230.<a href="#refmark-2">↵</a></li>
</ol>
</div>
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		<title>Chi ha scritto la Bibbia e perché è importante saperlo</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 10:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Traduzione dell&#8217;articolo: Bart D. Ehrman, Who Wrote The Bible and Why It Matters. A parte i più accaniti fondamentalisti tra noi, quasi tutti ammettono che la Bibbia potrebbe contenere errori — un&#8217;erronea storia della creazione qua, un errore storico là, una o due contraddizioni da qualche altra parte. Ma è possibile che il problema sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: right; font-size: 13px;"><em>Traduzione dell&#8217;articolo: <a href="http://www.huffingtonpost.com/bart-d-ehrman/the-bible-telling-lies-to_b_840301.html" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Bart D. Ehrman, Who Wrote The Bible and Why It Matters.</span></a></em></p>
<p>A parte i più accaniti fondamentalisti tra noi, quasi tutti ammettono che la Bibbia potrebbe contenere errori — un&#8217;erronea storia della creazione qua, un errore storico là, una o due contraddizioni da qualche altra parte. Ma è possibile che il problema sia ben più grave di questo — che la Bibbia contenga effettivamente delle menzogne?</p>
<p>Molte persone non sono disposte a porre la questione in questo modo, poiché la Bibbia, dopo tutto, è la Sacra Scrittura per milioni di persone in tutto il pianeta. Ma gli studiosi cristiani della Bibbia, quelli in gamba, inclusi i migliori studiosi protestanti e cattolici d&#8217;America, vi diranno che la Bibbia è piena di menzogne, anche se rifiuteranno di utilizzare questo termine. La verità sta qui: molti dei libri del nuovo testamento sono stati scritti da persone che hanno mentito sulla propria identità, poiché hanno sostenuto di essere un famoso apostolo – Pietro, Paolo o Giacomo – ben sapendo che invece erano qualcun altro. Nel linguaggio moderno questa si chiama menzogna e un libro scritto da qualcuno che mente sulla propria identità è una falsificazione.</p>
<p>Molti studiosi moderni rifuggono da questi termini e per ragioni comprensibili, poiché hanno a che fare con la loro clientela. Dato che insegnano nei seminari cristiani, oppure con studenti prevalentemente cristiani, chi vorrebbe denigrare gli adorati testi delle Scritture definendoli falsificazioni costruite su menzogne? Così per questo fenomeno gli studiosi usano un termine diverso e chiamano tali libri &#8220;pseudepigrapha&#8221;.</p>
<p>Potete trovate questo termine asettico negli scritti degli studiosi moderni della Bibbia. È il termine usato nelle classi universitarie sul nuovo testamento, nei seminari e nei dottorati. Ciò che le persone che usano questo termini non dicono è che esso letteralmente significa &#8220;testo scritto con delle menzogne&#8221;.</p>
<p>E questo sono quegli scritti. Chiunque abbia scritto la seconda lettera di Pietro afferma di essere Pietro. Ma ovunque gli studiosi – tranne i nostri amici fondamentalisti – vi diranno che non potrebbe essere in nessun modo sulla verde terra di Dio che Pietro abbia scritto quel testo. Ha scritto qualcun altro affermando di essere Pietro. Gli studiosi vi diranno anche che era una pratica accettabile nel mondo antico che qualcuno scrivesse un libro col nome di qualcun altro. Ma è qui che si sbagliano. Se guardiamo a cosa gli antichi dicono effettivamente riguardo a a tale pratica, vediamo che invariabilmente la definiscono menzognera e la condannano come fraudolenta, perfino nei circoli cristiani. La seconda lettera di Pietro fu accettata nel nuovo testamento perché i padri della chiesa, secoli dopo, erano convinti che l&#8217;avesse scritta Pietro. Ma non l&#8217;ha fatto. È stato qualcun altro. E quel qualcun altro ha mentito sulla propria identità.</p>
<p>Vale lo stesso per molte lettere comunemente attribuite a Paolo. Molti studiosi vi diranno che mentre sette delle tredici lettere che vanno sotto il nome di Paolo sono le sue, le altre sei non lo sono. Semplicemente i loro autori sostenevano di essere Paolo. Nel mondo antico, testi come questi erano etichettati come <em>pseudoi</em> — menzogne.</p>
<p>Tutto ciò potrebbe apparire come una piccola curiosità antiquaria, specialmente a quelle persone le cui vite non dipendono dalla Bibbia o perfino a quelle persone di fede per le quali le questioni bibliche al massimo rivestono un interesse secondario. Ma nei fatti tutto ciò qualche volta è importante. Chiunque abbia scritto la prima lettera a Timoteo afferma di essere Paolo. Ma su ciò ha mentito — era qualcun altro vissuto dopo la morte di Paolo. Nel suo testo, l&#8217;autore della prima lettera a Timoteo ha usato il nome e l&#8217;autorità di Paolo per dare delle direttive su un problema che aveva visto nella chiesa. Delle donne si stavano facendo sentire, esercitando un&#8217;autorità e insegnando agli uomini. Questa pratica doveva finire. L&#8217;autore dice alle donne di rimanere in silenzio e di restare sottomesse, e ricorda ai sui lettori cosa accadde la prima volta che a una donna fu consentito esercitare un&#8217;autorità su un uomo, nel piccolo incidente del giardino dell&#8217;Eden. No, dice l&#8217;autore, se le donne vogliono essere salvate devono avere dei bambini (1 Tim 2, 11-15).</p>
<p>È in gran parte a causa di questo passo che Paolo è stato bollato dalle persone più libertarie delle recenti generazioni come uno dei più grandi misogini della storia. Ovviamente il problema è che Paolo non ha mai detto una cosa del genere. Allora perché è importante? Perché questo passo è usato ancora oggi dai capi della chiesa per opprimere e mettere a tacere le donne. Perché non ci sono preti donna nella chiesa cattolica? Perché alle donne non è consentito predicare nelle chiese evangeliche conservatrici? Perché oggi ci sono delle chiese in cui alle donne non è consentito nemmeno di parlare? In non poca misura ciò avviene perché comunemente si ritiene che Paolo abbia insegnato che le donne debbono tacere, essere sottomesse e incinte. Eccetto coloro che hanno insegnato che questo non è Paolo, ma qualcuno che ha mentito sulla propria identità cosicché i suoi lettori avrebbero pensato che fosse Paolo.</p>
<p>Potrebbe essere una delle più grandi ironie delle scritture cristiane il fatto che alcune di esse insistono sulla verità mentre dicono una menzogna. Per nessun autore la verità è più importante che per il &#8220;Paolo&#8221; degli efesini. Egli si riferisce al vangelo definendolo &#8220;la parola della verità&#8221; (Ef 1, 13); mostra che &#8220;la verità è in Gesù&#8221; [Ef 4, 21]; raccomanda ai propri lettori di &#8220;dire la verità&#8221; al prossimo (Ef, 4, 24-25); e dà istruzione di &#8220;allacciarsi la cintura della verità attorno ai reni&#8221; (Ef 6, 14). E tuttavia egli stesso ha mentito su chi era. Non era realmente Paolo.</p>
<p>Sembra che alcuni scrittori del nuovo testamento, per esempio gli autori della seconda lettera di Pietro, la prima a Timoteo e agli efesini, si siano sentiti perfettamente giustificati a mentire con lo scopo di dire la verità. Ma oggi noi possiamo perlomeno valutare le loro affermazioni e comprendere quanto umane e fallibili fossero. Erano figli del loro tempo e del loro luogo. E così erano anche i loro insegnamenti, le loro menzogne e tutto il resto.</p>
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		<title>Della libera morte</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 13:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi faccio l&#8217;elogio della mia morte, la libera morte, che viene a me, perché io voglio. [...] Io sento predicare solamente la lenta morte e la pazienza per tutte le cose &#8216;terrene&#8217;. [...] Libero per la morte e libero nella morte, un santo che dice di no, quando non è più tempo di sì: così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: right;"><em>Vi faccio l&#8217;elogio della mia morte, la libera morte, che viene a me, perché <span style="font-style: normal;">io</span> voglio<span style="font-style: normal;">.</span><br />
[...] Io sento predicare solamente la lenta morte e la pazienza per tutte le cose &#8216;terrene&#8217;.<br />
[...] Libero per la morte e libero nella morte, un santo che dice di no, quando non è più tempo di sì: così si intende di morte e di vita. Il vostro morire non sia una calunnia contro gli uomini e la terra, amici: questo io pretendo dal miele della vostra anima. Nel vostro morire deve ardere ancora il vostro spirito e la vostra virtù, come un vespero sulla terra: altrimenti il morire vi è riuscito male. (F. Nietzsche, </em>Così parlò Zarathustra)</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.catenotempio.eu/2010/11/18/della-libera-morte"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>La Chiesa sta perdendo una delle più grandi occasioni di riscatto che ha avuto negli ultimi tempi; sta perdendo l&#8217;occasione di togliere i chiodi dal crocifisso, di caricarsi il Cristo e portarlo giù per poi prenderlo per mano, proteggerlo, accompagnarlo nel cammino a difesa dei più deboli, dei vessati, dei tanti poveri cristi che non hanno nessuno a occuparsi di loro. Invece sta scegliendo di schierarsi dalla parte dei persecutori, con l&#8217;atteggiamento del fariseo scaltrito e perbenista.<br />
Non che sia esente da critiche, aggiustamenti e incoraggiamenti (figuratevi se credo a un&#8217;infallibilità divina), ma m&#8217;azzardo a considerare Saviano come una figura cristologica: la gioventù e il miracolo, la faccia e i ritmi così poco televisivi (confesso che quando parla in televisione sbadiglio più di una volta), l&#8217;avere contro stato e chiesa, l&#8217;accusa di scacciare dèmoni con l&#8217;aiuto del demonio. Quando morirà (se avranno bisogno di quest&#8217;altro martirio) vorranno toccare con mano le ferite; ne berranno il sangue e si ciberanno del suo corpo. Poi, ovviamente, lo santificheranno. Saviano e Cristo sono <em>idioti</em>, come disse Nietzsche di quest&#8217;ultimo rifacendosi a Dostoevskij. Sono incapaci di ragionare politicamente. Pasolini con la consueta lucidità ci informava (<em>La religione del mio tempo<span style="font-style: normal;">):</span></em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">Guai a chi non sa che è borghese<br />
questa fede cristiana, nel segno</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">di ogni privilegio, di ogni resa,<br />
di ogni servitù; che il peccato<br />
altro non è che reato di lesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #00ffff;">certezza quotidiana, odiato<br />
per paura e aridità; che la Chiesa<br />
è lo spietato cuore dello Stato.</span></p>
</blockquote>
<p>Chi si oppone al magistero della chiesa è diabolico. Gli si vedono le corna, come a un capretto dionisiaco caduto nel latte. Gli si vedono le corna perché santa madre chiesa lo tradisce. L&#8217;Italia è lo stato; il substrato sono gli italiani. Potremmo dire che l&#8217;Italia è la forma, gli italiani la materia. Orbene, ci sono molti italiani che sono onesti, intelligenti, persone che stimo o che conoscendole stimerei, come ce ne sono altre che hanno caratteristiche opposte. Tuttavia, è l&#8217;Italia che fa schifo, è la forma a puzzare da far venire il vomito. La forma non si può deformare, perché è immutabile: si deve sostituire con un&#8217;altra forma. Non si tratta di cambiare le cose dall&#8217;interno; la forma non è soggetta a modifiche. Si deve sostituire questa forma con un&#8217;altra. Lo stesso è con la Chiesa: vi sono cattolici di tutti i tipi, come anche preti del genere di Puglisi e Gallo. Tuttavia è la forma a puzzare di merda, Ior e pedofilia. La forma è quella che attacca Saviano sull&#8217;eutanasia in nome di una libertà che non vuole concedere agli altri (nessuno vuole impedire di sopravvivere attaccati a un tubo; però la chiesa non accetta la libertà di evitare questo tipo di sopravvivenza. Il discorso vale anche per i matrimoni omosessuali: non si vuole eliminare la cosiddetta famiglia tradizionale; si vuole garantire parità di diritti anche ad altri tipi di unione); la forma è quella che anziché difendere Saviano dagli attacchi di Maroni e della mafia, rincara la dose aggiungendosi al coro; la forma è quella che spende a malapena due righe sottovoce per difendere carcerati suicidi, precari, immigrati e vittime di pedofili (preti e non), ma che strepita, si straccia le vesti, inonda i mezzi di comunicazione e le piazze con maree di sciocchezze circa la fecondazione assistita, l&#8217;eutanasia, l&#8217;aborto, il preservativo. La forma è quella che non cita mai il nome di Berlusconi, non denuncia il fascismo galoppante e ignorante della Lega, ma che addita Saviano dandogli dell&#8217;indemoniato. La forma è quella di chi predica la povertà e si ammanta di preziosi, speculando con lo Ior. La forma è quella di chi si trova un povero cristo davanti e si schiera dalla parte dei centurioni, giocandosi a dadi i quattro stracci, nell&#8217;attesa di una corona di spine e di una pallottola nel costato.</p>
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		<title>Embrione: trova l&#8217;intruso</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 09:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sì, perché (a riprendere il titolo) se c&#8217;è un intruso in questo mondo in chiaroscuro, quello è l&#8217;uomo. Nel corso di questo post, qua e là, vi saranno delle immagini di embrioni, tipo questa: In tutto saranno otto; solo una rappresenta l&#8217;embrione di un essere umano. Le restanti sette sono di altre specie, non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Sì, perché (a riprendere il titolo) se c&#8217;è un intruso in questo mondo in chiaroscuro, quello è l&#8217;uomo. Nel corso di questo post, qua e là, vi saranno delle immagini di embrioni, tipo questa:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-542" title="E uno!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione4.jpg" alt="" width="54" height="92" /></p>
<p style="text-align: left;">In tutto saranno otto; solo una rappresenta l&#8217;embrione di un essere umano. Le restanti sette sono di altre specie, non solo di mammiferi, ma anche di pesci o rettili. Se volete, potete dilettarvi e cercare di capire quale di esse raffigura l&#8217;embrione intruso, ossia quello umano. Non mi importa discettare di evoluzionismo o anti-evoluzionismo. Il punto, adesso, per me è un altro.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-545" title="E due!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione7.jpg" alt="" width="58" height="88" /><br />
Hanno assegnato il <span style="color: #333399;"><a href="http://www.repubblica.it/salute/medicina/2010/10/04/news/nobel_per_la_medicina_a_edwards_padre_della_fecondazione_in_vitro-7697488/" target="_blank"><span style="color: #333399;">nobel per la medicina a Robert Edwards</span></a></span>, colui che ha messo a punto la tecnica per la fecondazione in provetta. (La cosiddetta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FIVET" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">fecondazione </span></a><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FIVET" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">in vitro</span></a></em>. Per chi ne sa quanto me, specifico che si tratta di questo: si fa fecondare in provetta un ovocita da uno spermatozoo; dopodiché l&#8217;embrione viene introdotto nell&#8217;utero della donna attraverso la vagina). Tutto qua. Almeno per i comuni mortali.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="E tre!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione2.jpg" alt="" width="52" height="80" /></p>
<p style="text-align: left;">Per i presunti immortali, invece, ossia per i prelati che dànno buoni consigli e, a dispetto di quanto cantava De André, anche il cattivo esempio, <a href="http://www.repubblica.it/salute/medicina/2010/10/04/news/vaticano_nobel_a_edwards_inacettabile-7713932/" target="_blank"><span style="color: #00ccff;">tutto questo è inaccettabile</span></a>. E dico proprio &#8216;tutto&#8217;: sia l&#8217;assegnazione del nobel (e chi se ne fotte), sia la fecondazione <em>in vitro</em> (e me ne strafotterei anche di questo, se non avessero fatto fuoco e fiamme in occasione del referendum di qualche anno fa). Ora, pretucci, <a href="http://www.scuolamediterranea.com/curriculum%20docenti/Curriculum%20Lucio%20Romano.pdf" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">Lucio Romani</span></a>, un medicuzzo al vostro soldo, dice:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #ff0000;">Edwards segna la storia, perché pratica il passaggio delle tecniche dal mondo degli animali all&#8217;ambito umano. Vale a dire dove, nell&#8217;applicazione degli allevamenti, venivano già da tempo messe in essere tecniche di fecondazione artificiale. Ma questo non significa assolutamente che ciò, nel suo complesso, rappresenti un progresso dell&#8217;uomo nella sua visione globale.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-543" title="E quattro!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione5.jpg" alt="" width="56" height="88" /></p>
<p style="text-align: left;">Questa affermazione ha due corollari, strettamente legati: il primo è che, secondo costui, l&#8217;essere umano e gli animali sono due forme di vita sostanzialmente diverse; il secondo è che l&#8217;uomo vale molto di più, in termini assoluti, rispetto agli animali.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-546" title="E cinque!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione8.jpg" alt="" width="54" height="91" /></p>
<p style="text-align: left;">Il passo successivo è scontato, date queste premesse: l&#8217;animale può essere fecondato artificialmente, torturato, vivisezionato, utilizzato per esperimenti (e ovviamente mangiato); i suoi embrioni (come del resto gli esemplari formati e adulti) non contano molto, se ne può fare ciò che si vuole, anche perdendone ed eliminandone migliaia. La dura legge dell&#8217;allevamento per le nostre panze non bada certo a queste cose. Per l&#8217;embrione umano è diverso, di esso non si può fare nulla. È sacro, intoccabile. Dunque, invito tutti quanti a riconoscere tra le immagini di questi embrioni quello umano, quello sacro, intoccabile. Degli altri potete farne ciò che volete.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-539" title="E sei!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione1.jpg" alt="" width="51" height="79" /></p>
<p>P.s. Due noticine conclusive. Per chi non lo sapesse, sono vegetariano. Non mi cibo di animali. Pur con tutto ciò sono favorevole alle sperimentazioni sugli embrioni, alla fecondazione assistita, all&#8217;aborto, all&#8217;eutanasia. Quando vedo queste immagini di embrioni non vi nascondo che mi commuovo, mi fanno tenerezza. Sembrano animalucci fantastici, quasi cavallucci marini. Tuttavia ritorno alla realtà; stiamo parlando di cosette non più lunghe di 5-6 millimetri (siamo intorno al primo mese dalla fecondazione). Per farci un&#8217;idea, sono grandi su per giù quanto una delle lettere delle parole che state leggendo. Provo più pietà quando uccido una zanzara che mi rompe le balle di notte nell&#8217;orecchio che per un embrione sacrificato alla cosiddetta ricerca scientifica o per una coppia che vuole per forza avere un figlio (contenti loro&#8230;). Sono contro il dolore e la sofferenza degli essere viventi, di tutti; non sono animista. Mangio l&#8217;uovo e le piante.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-541" title="E sette!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione3.jpg" alt="" width="58" height="80" /></p>
<p style="text-align: left;">Infine, a voler fare dell&#8217;ironia becera, si potrebbe dire che quando i pretonzoli (o chi per loro) dicono che tali pratiche sono <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2010/10/04/gli-inaccettabili/" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">inaccettabili</span></a> (o è inaccettabile lo IOR? Oppure il silenzio del Vaticano sugli immigrati clandestini? Oppure la contestualizzazione della bestemmia di Berlusconi?), sembrano come coloro che si rifiutano di mangiare, per esempio, i pomodori OGM. Forse i pretastri hanno violentato bambini nati &#8216;naturalmente&#8217; e bambini nati tramite procreazione assistita. Sarà che questi ultimi sono più duri a cedere alle schifose voglie del <em>presbyter libidinosus</em>; o forse hanno un saporaccio cattivo. Lavatevi le mutande sporche, pretastri, fatevi una sega se volete; ma lasciate in pace embrioni e bambini.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-544" title="E otto!" src="http://www.catenotempio.eu/wp-content/uploads/2010/10/embrione6.jpg" alt="" width="52" height="90" /></p>
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		<title>Come marito e moglie.</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 09:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da La mia piccola grande Bibbia, Elledici &#8211; Il Capitello &#8211; Velar, 2009, pagg. 55-56 (un libro per la quarta elementare): Giuseppe, il fidanzato di Maria, era un uomo giusto, una persona che cercava di comportarsi secondo la volontà di Dio. Questa volta però gli era andata proprio male: Maria, quella ragazza così carina e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Da <em>La mia piccola grande Bibbia, </em>Elledici &#8211; Il Capitello &#8211; Velar, 2009, pagg. 55-56 (un libro per la quarta elementare):</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ffff;">Giuseppe, il fidanzato di Maria, era un uomo giusto, una persona che cercava di comportarsi secondo la volontà di Dio. Questa volta però gli era andata proprio male: Maria, quella ragazza così carina e simpatica con cui era fidanzato e di cui era innamorato pazzo, aspettava un bambino. E lui, Giuseppe, sapeva che non poteva esserne il papà, ne era assolutamente certo! E per di più mancavano soltanto pochi giorni al matrimonio con Maria: la data delle nozze era già stata fissata e tutti si rallegravano di veder vivere nella stessa casa come marito e moglie quella simpatica coppia di sposi.</span></p>
</blockquote>
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		<title>Riconoscere il porco in mezzo alle galline. Sulle crocifesserie.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il detto siculo è: «Nun canusci mancu u puorcu &#8216;nmienzu &#8216;i addini», ossia: «Non sei capace neanche di riconoscere un maiale in mezzo alle galline». Chi non è capace di riconoscere un maiale in mezzo alle galline è peggio di un ignorante; perché oltre ad essere ignorante è anche stupido. Forse è egli stesso un porco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Il detto siculo è: «<em>Nun canusci mancu u puorcu &#8216;nmienzu &#8216;i addini</em>», ossia: «Non sei capace neanche di riconoscere un maiale in mezzo alle galline». Chi non è capace di riconoscere un maiale in mezzo alle galline è peggio di un ignorante; perché oltre ad essere ignorante è anche stupido. Forse è egli stesso un porco, non zoologicamente, poiché il porco non è mica stupido, ma in senso spregiativo: è un porco che in mezzo alle galline non si sa riconoscere. È un porco che si crede un pollo.<br />
Credo che non avrò mai un posto nella vita (ossia un posto di lavoro) perché l&#8217;unica cosa che so fare è rompere i coglioni; e pure questo lo faccio talmente male che rompo i coglioni soprattutto a me stesso. Per non seviziare ancora in solitudine i miei beneamati testicoli, vedrò di massacrare anche quelli di qualche sventurato lettore.<br />
Non riconoscere il maiale in mezzo alle galline: non riuscire a fare nessun tipo di distinzione, neanche semplice. Insomma, come non riuscire a distinguere l&#8217;essere cristiani dall&#8217;avere un crocifisso appeso a un muro. La battuta blasfema equiparerebbe il crocifisso al primo elemento del detto e i cristiani ai polli.<br />
Chi mi sa dire in quale parte dei vangeli sta scritto che i cristiani si riconosceranno dal crocifisso appeso da qualche parte? O dal crocifisso esposto in qualsiasi posto vogliate? Dove? Forse direte che il Cristo in croce c&#8217;è morto e non ha avuto il tempo di dire: «Vi riconoscerete dalla croce (o dal crocifisso)»?<br />
Dobbiamo riferirci al non detto? Non sarebbe meglio riferirci a ciò che, a quanto pare, è stato detto? Sta scritto: «<span style="color: #0000ff;">Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri</span>» (Gv 13, 34-35).<br />
E poi, insomma, è come se un socratico andasse in giro ad appendere ogni dove <a href="http://www.missouriplants.com/Whitealt/Cicuta_maculata_inflorescence.jpg" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">la cicuta</span></a> (che se non altro è più bella a vedersi).<br />
Il buon Soren Kierkegaard sapeva che la negazione del cristianesimo consiste proprio nel non comportarsi da cristiani; Cristo, argomenta, non ha istituito predicatori, ma seguaci; non gente che deve andare blaterando a destra e a manca; ma persone che dovrebbero mirare ad essere integerrimi cristiani. Ma ovviamente il piano ormai è sfalsato. I cristiani sono tutte quelle deliziose personcine che non hanno mai letto il vangelo, che a dirla schiettamente non gliene importa nulla del vangelo e del suo messaggio, per quanto distorto possa essere. Un&#8217;altra categoria di cui avremmo bisogno è quella dei &#8216;gesuani&#8217;. Gesù ha impiegato tre anni a predicare o sarebbe meglio dire operare e tre (due? uno?) giorni a soffrire e morire. Ci sarà un motivo, no? Detto in maniera chiara: chi se ne fotte delle sofferenze di Gesù? Tanti hanno sofferto come lui; moltissimi anche di più. Non può essere questo il parametro per giudicare. Socrate, ad esempio, non ha sofferto così tanto, anzi quasi per nulla.<br />
Voi, cristianucoli, porci in mezzo alle galline, vi riconosco! Avete mai impiegato un giorno ad operare? Avete mai sofferto un decimo della crocifissione nella quale avete tutto questo desiderio di riconoscervi? Voi che non siete perseguitati ma persecutori, che non siete elemosinanti ma coloro che non concedono elemosina, che non vi amate, non amate né voi stessi né i vostri simili, che chiedete una carità di cui non avete bisogno e tra fede, speranza e carità avete fede in qualcosa che non sapete e che non vi interessa, speranza in nulla se non nel pane quotidiano e raffermo; ma più di tutte la carità, aveste un briciolo di carità, raggranellato in un momento in cui state a casa con la televisione spenta, cioè mai; voi, cos&#8217;avete da spartire col crocifisso?<br />
Questo per quanto riguarda la parte religiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne la parte politica, oibò, qui davvero è difficile riconoscere il porco in mezzo alle galline. Nel senso che tutti sembrano porci e polli e alternativamente si cambiano di ruolo.<br />
Il punto di partenza è uno solo: la carta costituzionale, quelle regolette di fondo che dovrebbero permetterci di dirimere le questioni ultime (o prime) sulle quali sorge qualche dubbio e che potrebbero ostacolare la convivenza di porci e galline. Se l&#8217;Italia fosse uno stato cristiano cattolico in maniera sancita dalla costituzione, bene, mi batterei per far cambiare la costituzione, ma non potrei obbligare nessuno a rimuovere quello che i cristiani cattolici ritengono il loro simbolo (mi spieghino cosa significa simbolo). (Ma si deve proprio spiegare tutto, eh?)<br />
Poiché, per mia fortuna, l&#8217;Italia non è uno stato cristiano cattolico, né musulmano, né <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">pastafariano</span></a>, né quel che volete in senso religioso parlando (a dirla tutta, in senso lato, l&#8217;Italia è solo uno stato minchione, anche se non c&#8217;è scritto da nessuna parte), ma è uno stato laico e dovrebbe garantire che l&#8217;istruzione sia laica, le leggi siano laiche e porca troia si spera che tutto tenda al laicismo, allora se anche una persona, una sola su circa sessanta milioni si sente parte lesa in questo senso (a meno che questa sua rivendicazione non cozzi con qualche altra legge), ossia crede che il suo diritto costituzionale di non essere religiosamente influenzata dalla stato sia leso, ebbene, mi pare chiarissimo che si deve garantire l&#8217;integrità di questo suo diritto. Chiaro? Non ci sono tradizioni che tengano.<br />
E poi, amici cari cristianucoli, voi venite a parlarmi di tradizioni? Voi che avete abbattuto senza pietà alberi sacri ai culti pagani? Voi che avete distrutto intere civiltà perché quei culti erano sacrileghi? Voi che in Africa smantellate culture con la scusa di portare l&#8217;amore di Cristo? Voi ve ne fottete delle tradizioni che non vi riguardano. Qui, però, nessuno sta mettendo in discussione le vostre tradizioni; mi pare che i luoghi dove diffonderle li abbiate tutti. Vi fanno fare persino le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wk0XYG15T24" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">messe in diretta televisiva</span></a>.<br />
L&#8217;invito è a non essere né porci, né galline, ma qualcuno che è in grado di riconoscerli. Non è un crocifisso a rendere &#8216;gesuiste&#8217; le altre persone. Il cristianesimo, come qualsiasi altra religione, non deve essere né imposto né spacciato sottobanco (o sopra i banchi); ma capisco che questo non vi importa. Vi piace sentirvi dalla parte dei buoni e belli. Mi piacerebbe che i vostri figli non crescessero come voi; ma a voi non piacerebbe. Vi interessa la cresima solo per l&#8217;orologio nuovo; vi secca &#8216;<em>cummattiri cche &#8216;parrina</em>&#8216;<em> </em>(dar conto ai preti); però il crocifisso in classe non si tocca. Il burqa oltraggia le donne e non va bene; il crocifisso in classe dà fastidio a chi non è cristiano; ma di questo non ve ne frega.<br />
Il motivo è lo stesso per cui il Vaticano si mobilita contro il referendum sulle staminali, con comizi, volantini e militanza, ed invece s&#8217;ode a mala pena una voce non troppo esplicita e neanche forte sulle leggi (razziali) contro gli immigrati. Farisei. <span style="color: #ff00ff;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8xH5u8dgD9o" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">Avreste crocifisso nuovamente Gesù. E poi lo avreste adorato. E poi in nome delle sue sofferenze avreste perseguitato altri e obbligato a guardare il frutto della vostra crocifissione appeso a un muro</span></a>.</span><br />
In una parola: mi fate schifo, voi e le vostre crocifesserie. E spero di avervi rotto abbastanza i coglioni.</p>
<p>P.s. Mi sono deciso a scrivere questo post dover aver letto <a href="http://www.tommydavid.com/2009/11/14/crocifissi/" target="_blank"><span style="color: #ffcc00;">quello di Tommy David</span></a>, che pertanto ringrazio.</p>
<div class="shr-publisher-327"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La seduzione del Volksgeist</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 09:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;">Quanto più successo ho con le donne, tanto peggio sto. Senza volere attribuirmi qualità, qualifiche e doti che non ho, è tuttavia vero che Don Giovanni non dorme; e se dorme ha incubi. Ce lo ha mostrato chiaramente Bergman ne <em>L&#8217;occhio del diavolo</em> (di cui su youtube non si trova traccia). Si ha un bel daffare a profondersi in <a href="http://catempio.splinder.com/post/18944833/L%27onesto+rifiuto" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">onesti rifiuti</span></a>, a diffondere <a href="http://www.davidedellombra.it/letteratura/33-generale/65-tempio-seduttore.html" target="_blank"><span style="color: #ffff99;">viltà seduttrici</span></a>, a mettere in guardia, ad auto-abbruttirsi.<br />
Kierkegaard sosteneva:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #00ffff;">Ad ogni donna corrisponde un seduttore; la sua fortuna sta nell&#8217;incontrarlo</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, è una soavissima stronzata. La seduzione non esiste; esiste il fraintendimento, la boria, l&#8217;arrogranza cetrulla (per usare uno stilema ripelliniano), l&#8217;illusione, l&#8217;arcano poter che ascoso a comun danno impera e l&#8217;infinita vanità del tutto (occhiolino ad <a href="http://antonio-cosedipococonto.blogspot.com/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Antonio</span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Onde evitare che questo blog appaia meramente autoreferenziale e pecorecciamente intimo, traggo spunto da una discussione feissbucchiana. La bellissima ed arguta Silvia si era iscritta al gruppo: &#8220;Chi vorrebbe abolire la festa di Sant&#8217;Agata&#8221;. Subito nacque un trialogo scatenato dall&#8217;incauto <a href="http://www.davidedellombra.it" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">Davide</span></a>. Insomma, per farla breve, si discuteva sul folklore, sulla schifezza della festa santagatese in mano ai mafiosi, se tali riti facciano schifo perché religiosi e se il nostro ritenere che il folklore di altri popoletti sia più bello e genuino non sia altro che, per parafrasare l&#8217;altro interveniente, ossia Mauro Nanfitò, l&#8217;esaltazione dell&#8217;Altrove/Diverso.<br />
Sono tutte posizioni condivisibili e ben argomentate. Tuttavia mi chiedo se non sia il folklore in sé a fare schifo, in quanto manifestazione popolare; il folklore non mi pare essere altro che la più vivida e tangibile manifestazione del <em>Volksgeist</em>. Per quanto ne so, non conosco nessun popolo che si sia inteso come tale o che un qualche sovrano abbia considerato tale che nelle sua espressioni non sia stato volgare e feroce. Dal popolo ebraico assetato di vendetta e sangue, passando fino ai rivoluzionari francesi, giungendo ai noi, che siamo tutti popolo.<br />
Insomma, noi ci volgiamo indietro e guardiamo con estasi all&#8217;età classica ed alla <a href="http://www.iltempiodellombra.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=46:la-guerra-democratica&amp;catid=3:tempio&amp;Itemid=4" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">democrazia ateniese</span></a>. Eppure per noi filosofi quel periodo dovrebbe essere fonte di terrore: se persino gli &#8216;illuminati&#8217; ateniesi prima cacciano via Anassagora e poi ammazzano Socrate, quale speranza ci può giungere da un qualsiasi popolo e da qualche rito che manifesta il suo spirito? Sì, d&#8217;accordo, quando guardiamo, chessò, un rituale di una qualche tribù che ci appare così ancestrale, incorrotta, pura, quasi ci viene il desiderio di trovarci lì in mezzo; eppure non dobbiamo mai scordare che chi non partecipa a quei riti è rifiutato dalla stessa tribù.<br />
Dal popolo e dal folklore direi che non dobbiamo aspettarci niente. Credete che se avessimo partecipato ad una di quelle processioni ateniesi in onore di Atena, quando le fanciulle tessevano un peplo meraviglioso per la dea e tutta la polis trasportava l&#8217;antica statua dalle origini mitiche per lavarla al mare, credete che se fossimo stati lì non ci saremmo sdegnati? Non avremmo considerato gli illustri ateniesi dei poveri stolti, illusi, scervellati?<br />
Pericle stesso non era visto di buon occhio per tanti motivi, tra cui il non partecipare quasi mai ai simposi e l&#8217;aver fatto raffigurare anche uomini anziché solo figure mitiche sul Partenone.<br />
Ancora istruttivo è Socrate (o almeno il Socrate di Platone). All&#8217;inizio de <em>La repubblica</em> narra di essere sceso al Pireo per le festività in onore della dea (Bendis). Ha espresso la sua preghiera (Platone ci tiene a mostrarlo pio); la sera ci dovranno ancora essere corse a cavallo e altre festività per la dea. Socrate si lascia convincere a rimanere e vanno, dunque, a casa di Polemarco nell&#8217;attesa che il tutto cominci. Tuttavia, preso dalla discussione, manderà la festa a farsi benedire. Certamente, dunque, può essere anche piacevole o, per certi versi, un atto socialmente dovuto (a meno che non ce ne freghi nulla della società, come nel mio caso) partecipare a tali riti. Quando, però, la discussione filosofica prende il sopravvento, allora comincia il distacco da riti sociali e comunitari. (Ho delle riserve su questo mio stesso pensiero; Kingsley potrebbe seriamente obiettare a queste mie conclusioni. Il discorso si allungherebbe, ma permettermi di ri-segnalare <a href="http://www.sitosophia.org/2009/01/misteri-e-magia-nella-filosofia-antica-di-peter-kingsley/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">la mia recensione a questo suo scritto</span></a>).<br />
In definitiva, sostengo semplicemente che i riti, i culti, il folklore siano schifosi quanto il popolo che vi partecipa perché sua manifestazione più concreta e tangibile, in tutte le sue forme. Al pensatore non resta che l&#8217;anarcato (non l&#8217;anarchia), o in alterrnativa, il che sarebbe la cosa migliore, farsi ammazzare. <em>Tertium non datur</em>.</p>
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