<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cateno Tempio &#187; satira</title>
	<atom:link href="http://www.catenotempio.eu/tag/satira/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.catenotempio.eu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2012 17:15:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Una beffa</title>
		<link>http://www.catenotempio.eu/2009/03/11/una-beffa</link>
		<comments>http://www.catenotempio.eu/2009/03/11/una-beffa#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cateno Tempio</dc:creator>
				<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Antike]]></category>
		<category><![CDATA[Aristofane]]></category>
		<category><![CDATA[beffa]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.catenotempio.eu/?p=193</guid>
		<description><![CDATA[Sono ritornate le rondini, e finalmente imparo il tedesco. E quest&#8217;aria di marzo che fa riecheggiare versi di Capossela («Marzo s&#8217;è preso anche l&#8217;aria dei viali») mi spinge a spenti languori romanticheggianti. Anche Zarathustra portava la sua cenere al monte; così ripenso ai frammenti sulla rivista Athenäum, pubblicati da Novalis e Schlegel e non firmati; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify;"><a title="Ecco l'antitesi" href="http://antonio-cosedipococonto.blogspot.com/2009/03/tragedia-commedia-e-farsa.html" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Sono ritornate le rondini, e finalmente imparo il tedesco</span></a>. E quest&#8217;aria di marzo che fa riecheggiare versi di Capossela (<a href="http://wikitesti.com/index.php/Nel_blu" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">«Marzo s&#8217;è preso anche l&#8217;aria dei viali»</span></a>) mi spinge a spenti languori romanticheggianti. Anche Zarathustra portava la sua cenere al monte; così ripenso ai frammenti sulla rivista Athenäum, pubblicati da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Novalis" target="_blank"><span style="color: #ffff00;">Novalis</span></a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_August_von_Schlegel" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Schlegel</span></a> e non firmati; cosiccome li guidava il tentativo di fondere gli spiriti a favore dello Spirito, allo stesso modo si può spiritualizzare la diversità e la necessaria separatezza dei corpi tramite, che so, l&#8217;invenzione di uno Spirito burlesco.<br />
La beffa costituisce il limite della pensabilità; la quale, a sua volta, costituisce il limite della scrivibilità. Pensare codesto limite è beffarsi del pensiero. Tuttavia, se Pascal sosteneva che beffarsi della filosofia è fare veramente filosofia, ci si figuri di rinfacciargli: beffarsi della religione è essere veramente religiosi. Lì, invero, il religioso avrebbe scosso il capo, giacché la religione non si può beffare; essa è sacra e nel sacro è la serietà. Non è un caso che il filosofo più beffardo abbia anche rigettato ogni sacralità, ed ovviamente mi riferisco a Max Stirner.<br />
La beffa, il sotterfugio, lo sfottimento, la presa per il culo è l&#8217;atteggiamento del servo scaltro; è un&#8217;intelligenza (sebbene ancora nelle misere vesti di astuzia) che combatte una forza. Tutti quei servi che intrecciano e slacciano melodrammi non sono che birichini messaggeri della morte; essi sono maschere, ci si immagini solo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arlecchino" target="_blank"><span style="color: #008000;">Arlecchino</span></a>, o meglio ancora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pulcinella" target="_blank"><span style="color: #666699;">Pulcinella</span></a>; di quest&#8217;ultimo si narra che in un vorticoso ballo cambiasse continuamente dama, fino a quando, di sfuggita, in una di esse scorge le sembianze della morte. I servitori scaltri pigliano per il culo, nel senso letterale dell&#8217;espressione (e scusate la trivialità), giacché ostentano fallicamente che la vita non è che una carnevalata, dove il fallo è il loro cavallo di battaglia in senso duplice: è la vita che va presa per il culo, tramite la fallicità o la fallacia del pensiero.<br />
Gli scherzi osceni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aristofane" target="_blank"><span style="color: #00ff00;">Aristofane</span></a>, in questo senso e con brividi giustificati dei filosofi, sarebbero ben più tragici delle tragedie stesse; attestano che neanche la vita, ossia la tragedia per eccellenza, può essere presa sul serio. Quando Aristofane negli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gli_Acarnesi" target="_blank"><em><span style="color: #ffcc00;">Acarnesi</span></em></a> attribuisce l&#8217;esclusione di Megara dal commercio portuale ateniese (433) con le seguenti parole:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">[La guerra tra gli elleni] ebbe inizio da qui, da tre puttane. Pericle olimpo, preso dall&#8217;ira, lanciò fulmini e saette, mise in subbuglio tutta quanta la Grecia. [...] Costretti a patire la fame, i megaresi si rivolsero infine a Sparta, affinché attraverso il loro intervento fosse abrogato il decreto delle tre puttane.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">ebbene, non sta facendo altro che beffarsi della guerra del Peloponneso, riducendola a litigio per puttane o puttanate. Oppure, in simile maniera e nella stessa opera, quando il contadino giunge sulla collina per l&#8217;assemblea si lamenta con le seguenti parole, essendo ancora da solo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non sono arrivati neppure i presidenti dell&#8217;assemblea; saranno qui in ritardo. Quando finalmente si faranno vivi, cominceranno a spintonarsi e a litigare per avere un posto in prima fila, ammucchiati tutti assieme, meglio non parlarne. Non vogliono saperne di far pace. Oh, mia Atene! Sono sempre il primo a tornare all&#8217;assemblea e a prendervi posto e, siccome sono solo, borbotto, sbadiglio, mi stiracchio, scoreggio, non so che fare, scrivo, mi ravvivo i capelli, faccio i miei conti, spingo lo sguardo verso i miei campi, bramo la pace, odio la città, ho nostalgia del mio villaggio, dove nessuno viene a dirmi &#8220;compra il mio carbone, compra il mio aceto, il mio olio&#8221;. La parola &#8220;comprare&#8221; è ignota là dove tutto è gratuito.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il poeta non fa altro che beffarsi della &#8216;sacra&#8217; assemblea ateniese, e lo fa a suon di scoregge.<br />
Il topos beffardo percorre, così, tutto il pensiero sotterraneo, altrimenti detto <em>ctonio</em>; Ade è il dio della beffa, in fondo, giacché nel suo regno gli opposti si confondo, anzi sono una cosa sola (luce e buio, vita e morte). V&#8217;è beffa maggiore per la nostra &#8216;vita&#8217;?<br />
Dall&#8217;<a href="http://matematica.unibocconi.it/interventi/immagini/Diogene.jpg" target="_blank"><span style="color: #ff00ff;">uomo platonico di Diogene</span></a>, è da allora che siamo tutti quanti polli spennati, preda di <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Operette_morali/Proposta_di_premi_fatta_dall%27Accademia_dei_Sillografi" target="_blank"><span style="color: #99cc00;">accademie dei sillografi</span></a> o <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Operette_morali/Dialogo_di_Federico_Ruysch_e_delle_sue_mummie" target="_blank"><span style="color: #00ffff;">coro di morti nell&#8217;anno matematico</span></a>, per non parlare del fisiologico bisogno di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teofilo_Folengo" target="_blank"><span style="color: #ffcc99;">Folengo</span></a>. La beffa è sottile e varia: a volte crea quello che non c&#8217;è; altre volte fa vedere in controluce quello che c&#8217;è ma che di solito non si vede.<br />
<a title="Infine la triade" href="http://www.davidedellombra.it/appunti/32-appunti-generale/78-a-proposito-di-jakob-spielhans.html" target="_blank"><span style="color: #ff9900;">Sperò, però, in elementi lampanti; ho ancora nascosto segni</span></a>.</p>
<div class="shr-publisher-193"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.catenotempio.eu/2009/03/11/una-beffa/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

