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Gli uccelli

Chi lo sa sorriderà, chi non lo sa si stupirà, ma in ogni caso sappiate che sono afflitto da una lieve forma di ornitofobia. (A ciascuno la sua)

Tuttavia, forse per le mie assidue frequentazioni della poesia pascoliana, quasi per caso mi sono accorto di avere una discreta conoscenza ornitologica, che tra l’altro non sapevo di possedere. Così per caso parlando con Davide, sua sorella e Antonio (e, anche se non c’erano, visto che siamo in campagna elettorale cito anche Giovanni e Davide T.) mi sono ritrovato a disquisire di uccelli.

Che appunto pare strano, per uno come me, giacché se una rondine (la vedremo più sotto) o una colomba (che detesto) mi passa a un metro quasi fuggo via.

Ad ogni modo, vediamo di cominciare e spendere due parolette per qualche uccello; citerò solo quelli che più di frequente osservo dalle mie parti.

Mi piace cominciare con il bellissimo Gruccione:

Gruccione

È un uccello la cui presenza qui nei dintorni ho intravisto solo da qualche anno; tant’è che non ne conoscevo il nome fino a circa tre anni fa. È presente solo nella stagione più calda; lo potete osservare mentre sorvola gli assolati campi di grano, planando e volteggiando.

 

E visto che siamo in primavera, andiamo con balestruccio, rondine e rondone:

BalestrucciRondine

RondoneSpesso balestrucci e rondini vengono confusi perché simili; un buon criterio per riconoscerli e la forma della coda (a V il balestruccio e ad U la rondine) oppure il colore del piumaggio sotto il becco (nero il balestruccio e rosso-ruggine la rondine). Altro ancora il rondone, il quale è tutto nero; a Catania, per esempio su piazza Università, è pieno zeppo di rondoni.

 

Andiamo con gli aironi cinerini:

Airone cinerino

Ve n’è una coppia che nidifica al lago del mio paese, il lago Pozzillo.

 

Per non dire del fascino dei cardellini:

Cardellino

Nel periodo della nidificazione, cova e schiusa vanno sempre in coppia; proprio una di queste coppie ha nidificato nei pressi di casa mia. Vederli volare, inseguirsi, posarsi su alberi e balconi sempre assieme è un vero spettacolo. Ricordo, inoltre, che mia nonna aveva un piccolissimo roseto sul balcone e che i cardellini lì vi facevano il nido. Ella poi ingabbiava i pulcini!

 

Altro dai cardellini è il canarino:

Canarino

Si può dire che sia l’uccello-in-gabbia per eccellenza (ahilui!); tuttavia, quelli che di solito si tengono in gabbia sono di un colore solo (di solito o gialli o rossi o bianchi); quello nella foto è il canarino come lo si può trovare nelle nostre campagne.

 

Proprio di fronte casa mia, sugli alberi del cortile di dei miei vicini, allieta le mia mattine (e adesso mentre scrivo lo sto udendo) col suo bel canto un grazioso merlo:

Merlo

Ecco invece il più “musicato” degli uccelli: la gazza:

Gazza

Il suo è un volo spettacolare; raramente batte le ali, se non per cambiare drasticamente direzione. Non a caso, nel mio dialetto si chiama: cazzulavientula.

 

Il comune e arzillo passero:

Passero

Ce n’è sempre uno che va a beccare le briciole che una mia amica gli lascia sul balcone.

Il barbagianni,

Barbagianni

che a tarda sera terrorizza i suddetti passeri che nidificano sulla palme di una piazza del mio paese.

 

Il poetico (Petrarca, Keats, etc…) Usignolo:

Usignolo

 

Il verdone:

Verdone

Quando ero piccolo ne trovai uno ferito sulla soglia di casa.

 

Il pettirosso:

Pettirosso

che trovai un marzo nella scala del mio palazzo, infreddolito dall’improvvisa neve.

 

 

Infine la spiritosa cappellaccia:

Cappellaccia

che mi ricorda le esteti randagie della mia infanzia.

 

Bene, dopo questa breve carrellata, non mi resta da dire che consultare almeno wikipedia; lì è detto il necessario per ogni uccello qui menzionato.